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Allarme App: violano la privacy e condividono dati personali

Uno studio più recente del MIT conferma quanto accennato da tempo: le app possono violare la nostra privacy e diffondere i dati personali

Nessuno resta immune? La risposta tarda ad arrivare mentre si pubblica l’ennesimo studio sulla pericolosità di alcune app per smartphone & co.
Lo firma l’autorevole MIT, il Massachussett Institute of Technology e conferma che alcune delle app scaricate sui dispositivi mobile avrebbero accesso al complesso di informazioni contenute nel proprio apparecchio digitale. Lo studio – che è stato svolto di recente anche in collaborazione con l’Università di Harward e Carnegie-Mellon su un campione di 110 applicazioni al momento acquistabili su Google Play e App Store – non lascerebbe molti margini di ottimismo.

Qualche campione in più per una simile ricerca avrebbe forse fatto comodo, ma nel dettaglio comunque, secondo quanto riporta anche LaStampa.it, la possibilità che in generale vengano condivise informazioni personali come il nome e cognome oppure lo stesso indirizzo email toccano il 73% del campione nelle app per sistemi Android e nel 16% dei casi su quelli dei sistemi iOS, non fa certo piacere. Simili applicazioni sarebbero in grado di intercettare, condividere, diffondere a piene mani su piattaforme anche social, come Facebook, le nostre vite digitali. Cliccare su Accetto significa insomma lasciare che un’app possa anche accedere a dati legati alla propria, normale vita di oggi e quanto configura la personalizzazione del proprio device, lasciando che in molti casi tali dati siano condivisi con terzi.

Un bel rischio, quindi, che – anche secondo altri studi meno recenti ed autorevoli forse – confermerebbero da tempo l’esito sinistro di molte installazioni, a fronte di una continua, smisurata crescita del numero di app nate per gestire ogni momento, situazione, tendenza o necessità del quotidiano.

Insomma, le app violerebbero la privacy. Sai che novità, direbbero in molti. Se anche costretti a leggere quelle lunghe righe sulle condizioni di utilizzo non siamo nemmeno a riparo da simili, sottili, rischi impliciti, distribuite su Google Play come su iTunes, cosa potrà difenderci da alcune app in futuro?
Magari uno studio su questo…

 

[foto: Alground.com]