Menù di Pasqua: come cucinare il capretto e l’agnello?

Il pranzo pasquale è una tradizione molto importante e ogni regione propone le sue specialità. I secondi di carne della tradizione sono a base di capretto e agnello

La Santa Pasqua è alle porte e con questo evento si è soliti preparare secondi di carne a base di capretto e agnello. Ma come si cucinano queste due qualità di carni? Partiamo con alcuni consigli di preparazione e tipi di cottura di due carni tipiche del periodo pasquale, non mancando di passare in rassegna qulche contorno con cui accompagnarle, come scegliere carni di qualità e la loro conservazione in caso dovessero avanzare. Dulcis in fondo: non dimenticate di prendere un ottimo vino italiano con cui innaffiare la carne e i palati dei commensali!

La carne dell’agnello e del capretto deve sempre essere precedentemente marinata nel vino e nell’aceto. Sono carni che vanno consumate perfettamente cotte e possono essere cucinate in diversi modi. L’arrosto può essere preparato intero o a tranci e le parti più nobili comprendono la spalla, il cosciotto e la sella. Le costolette, piccole e davvero sfiziose, vengono ricavate dal carré. Se si vuole fare un brasato sono consigliati il collo e la spalla. La carne può essere accompgnata da contorni di carciofi alla brace, cicoria, spinaci, cavolo o anche un’insalata fresca di finocchi e carote.

Scegliere carni di qualità. È importante ribadire che per avere un ottimo risultato è bene comprare la carne dal macellaio che si rifornisce, nel caso non produca direttamente la carne, da allevatori a km 0 che gestiscono allevamenti di animali alimentati ad erba o foraggio. Il macellaio è un ottimo consigliere anche per quanto riguarda i tagli adatti per le varie preparazioni.

Il secondo di carne può esserre accompagnato con dell’ottimo vino italiano, prediligendo quelli presenti nella propria zona, magari provenienti da vitigni biologici o biodinamici (questi ultimi ancora più buoni e dal sapore persistente).

Conservazione degli avanzi. Se dovessero esserci degli avanzi di carne è possibile conservarli in frigorifero: i pezzi che si mantengono più a lungo sono quelli di grande taglio (fino ad un massimo di cinque giorni) mentre le carni con l’osso si deperiscono più in fretta (non consumarle oltre i due giorni di frigorifero). I tagli di bistecche, fettine e spezzatini si conservano invece fino ad un massimo di cinque-sei giorni in frigorifero.

(Immagine: www.ilgiornaledelcibo.it)