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17 Dec

Il caffè nelle sue venti (o quasi) declinazioni!

Gianfranco Mingione - 26 aprile 2014
Gianfranco Mingione
26 aprile 2014
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Na TazzulellaE Cafe‘”, canta Pino Daniele in una delle sue vecchie canzoni. Una tazzina che si declina, in verità, in almeno altre venti, o quasi, tipi di tazzine di caffè e chissà che non ne abbiano inventati di altri mentre pubblichiamo questo articolo. L’antica bevanda è uno tra i migliori simboli che esprimono il senso di convivialità a livello globale, soprattutto in Italia, che secondo gli ultimi dati si classifica al sesto posto in Europa per il suo consumo con 3,413 quintali nel 2012.

La maggior presenza di torrefazioni, tra le 716 censite, è in Lombardia con 138, seguono poi l’Emilia Romagna con 70, la Toscana con 68 e il Lazio con 61 (Fonte Coffitalia annuario 2012/2013). I maggiori produttori a livello globale del pregiato e socializzante chicco di caffè sono il Brasile, la Colombia, l’indonesia, il Messico, l’Uganda, L’Etiopia e il Guatemala. Il caffè va tanto forte che in Inghilterra, stando almeno agli ultimi dati, il caffè potrebbe battere nei prossimi anni il tè. Chissà cosa direbbe la tenace e austera Elisabetta II!

Buongiorno vorrei un marocchino, per me un espresso, io un macchiato freddo, a me un lungo grazie, e per lei? Per i tanti italiani che affollanno i bar e i caffè queste sono solo alcune delle richieste che si sente fare un barman. Se non sono settemila caffè, a quasi una ventina di tipi diversi ci arriviamo senza problemi, sebbene non tutti siano poi così diffusi e consumati nel nostro paese.

Caffè in tazzina:

Caffè alla napoletana. Non lo si vede servire al bar ma è destinato al consumo domestico in quanto si ottiene con una particolare macchinetta che consiste in due recipienti d’alluminio cilindrici, con il filtro in mezzo. Si riempie un recipiente con l’acqua, ci si innesta sopra la scatola filtro contenente il caffè e si monta poi sopra l’altro recipiente, diverso dal primo perché ha il beccuccio e andrà a contenere il caffè.

Caffè con la moka. Come riporta Wikipedia, è un tipo di caffettiera o macchinetta del caffè per la preparazione del caffè, ideato da Alfonso Bialetti nel 1933 e Si tratta di un prodotto di disegno industriale italiano famoso in tutto il mondo, tanto da essere presente nella collezione permanente del Triennale Design Museum di Milano e del MoMA di New York[2]. Ancora in produzione, il progetto rimane tuttora invariato nella sua totalità dopo ottant’anni e la sua produzione avviene ancora in Italia. In quasi tutte le case c’è una moka, anche in quelle di chi non è solito bere i caffè. È importante non lavarla con detersivo ma solo con acqua corrente.

Caffè espresso. È il caffè all’italiana per antonomasia, che si distingue da quello americano per la minore quantità, oltre che per il suo gusto. Si ottiene con la macchina da caffè in non più di trenta secondi per circa 30/40 ml di bevanda calda ricoperta da una morbida schiuma dalta 2 o 3 mm, di color nocciola con striature più chiare. Un must per chiunque venga in Italia e voglia assaggiarlo, sebbene ormai lo si possa bere nelle molte catene di locali sparse nel mondo.

Caffè macchiato ovvero caffè con un po’ di latte caldo o freddo, schiumato o non.

Caffè corretto con l’aggiunta di una modesta quantità di liquore, la cui scelta è alquanto varia: si va dalla Sambuca, al whisky, al gettonato Sheridan tanto per citarne alcuni. Il liquore non deve coprire il gustod ell’espresso, ecco perché viene versato in piccole quantità.

Caffè lungo ovvero caffè alto, poco concentrato e con maggiore contenuto di caffeina.

Caffè ristretto che, diversamente da lungo, è più concentrato e contiene meno caffeina.

Caffè in tazza:

Caffè espresso all’americana. Di espresso ne rimane ben poco visto che si parte da un ristretto, con un basso contenuto di caffeina, allungato con acqua calda.

Cappuccino all’italiana. Bevanda molto amata nel nostro paese che si ottiene aggiungendo ad un espresso in tazza grande al vetro o in ceramica, del latte riscaldato al vapore della macchina da caffè. La colazione al bar tipica prevede l’associazione di un cornetto caldo semplice o farcito.

Caffelatte. Un caffe da moka utilizzato per macchiare il latte caldo.

Caffè in tazza Mug:

Caffè americano, molto lungo e ottenuto con lento filtraggio del macinato.

Caffè d’orzo, ottenuto dalla tostatura dei semi d’orzo, ottimo anche freddo.

Caffè al bicchiere:

Irish coffe, molto noto in patria e all’estero, a base di caffè, whiskey irlandese e panna per dare un tocco di dolcezza e creare un contrasto agro-dolce. Si serve caldo in un gorsso calice a stelo e vi si versano anche due cucchiai di zucchero di canna e 4 cl di whiskey. Si mescola e si aggiunge il caffè, per poi aggiungere lentamente la panna liquida, sul dorso di un cuccchiaino. La panna non deve essere mescolata con gli altri ingredienti.

Caffè bianco ovvero una specie di sorbetto al sapore di caffè.

Caffè turco, una tipologia di preparazione del caffè diffusa in Turchia, nella penisola balcanica e nei paesi arabi. Si prepara con l’ibrik, un piccolo bricco di ottone con un solo manico, più stretto all’imboccatura.

Caffè freddo shakerato. È un caffè espresso reso freddo grazie all’utilizzo di cubetti di ghiaccio energicamente shakerati per un minuto. Ottimo nelle afose giornate d’estate, per spezzare  e bere un caffè diverso dal solito.

Infine il caffè marocchino, espresso allungato con un po’ di latte e una spolverata di cacao in polvere.

E per chi è arrivato fino in fondo alla lista, ecco un simpatico ed utile calcolatore elaborato da Altroconsumo: “Caffeina: sei entro i limiti accettabili?

[foto: lifestyle.tiscali.it]

 

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