Incentivi auto, da governo e decreto Sblocca Italia nessuna risposta

Al via lo Sblocca Italia. Tra semplificazione burocratica e apertura di nuovi cantieri, però, nessuna traccia di incentivi auto

Il decreto Sblocca Italia ha ottenuto il via libera pochi giorni fa dal Consiglio dei Ministri, dopo un lungo e complesso dibattito per ottenere un testo sufficientemente condiviso. Nonostante alcune residue perplessità del presidente di Confcommercio e di Rete Imprese Carlo Sangalli, molte parti interessate giudicano il provvedimento un buon primo passo verso una serie di semplificazioni burocratiche, fiscali e giudiziarie. A mancare però, sembrerebbero essere gli articoli relativi alle agevolazioni per l’acquisto di automobili, incentivi che nelle settimane precedenti erano stati promessi dal Ministro dei Trasporti e delle Infrastrutture Maurizio Lupi.

Lo Sblocca Italia coinvolge numerosi settori dell’amministrazione pubblica. Si incentiverà, ad esempio, il ricorso all’arbitrato e al rito sommario per le cause civili meno complesse, e all’uso dello strumento della conciliazione per evitare, quando possibile, l’avvio di un processo vero e proprio. Sul versante delle grandi opere, saranno semplificate le procedure per lo sblocco di cantieri come quello per il collegamento autostradale Bari-Napoli, il collegamento ferroviario Palermo-Catania-Messina, due lotti dell’autostrada Salerno-Reggio Calabria e interventi di manutenzione su alcuni grandi aeroporti.

Sono attese inoltre novità sullo sfruttamento delle risorse energetiche presenti sul territorio italiano, soprattutto nel territorio della Basilicata con il contestato progetto “Tempa Rossa”. In mezzo a questo multiforme provvedimento, però, nessuno spazio sembra riservato ai bonus auto. L’idea del ministro Lupi era quella di consentire di dedurre dalla propria dichiarazione dei redditi il 20% del prezzo dell’auto appena acquistata, in caso di rottamazione di un veicolo di vecchia generazione. L’ordinanza avrebbe dovuto vedere la luce a margine di un provvedimento che riguardava soprattutto il parco autobus, con l’impegno al rinnovamento dei mezzi pubblici e il divieto di circolazione, dal 2016, per i mezzi di ingegnerizzazione più obsoleta.

Ad oggi, però, nulla del genere è effettivamente contenuto nel complesso decreto, e i ritardi nella presentazione dello Sblocca Italia al Quirinale alimentano ulteriori incertezze. Sulla possibilità che questi incentivi vengano effettivamente varati, il presidente di Federauto Filippo Pavan Bernacchi si mostra pessimista: “Molto probabilmente non saranno varati neanche in futuro, poiché mancano sia le coperture economiche che la volontà politica”.

Un clima di sfiducia che sembra essere un riflesso diretto di quello che coinvolge lo stesso mercato dell’auto, in ulteriore contrazione secondo i calcoli della stessa Federauto e di Unrae, l’Unione Nazionale Rappresentanti Autoveicoli Esteri. Ad attendere una risposta certa sugli incentivi auto, dunque, sono tanto i concessionari quanto i cittadini, difficilmente disposti a un passo così importante senza che venga accertato il contesto normativo in cui muoversi.