Wi-fi in auto: ecco a che punto siamo in Italia

Negli USA si varano norme che integrano massima tecnologia e sicurezza in strada, in Italia invece ancora poche le auto con wi-fi a bordo

Auto intelligenti con tecnologie V2V (vehicle to vehicle) e, naturalmente, connessione internet a bordo delle vetture. Quanta strada manca ancora per rivoluzionare davvero la guida? Negli Stati Uniti le nuove sofisticazioni stanno entrando già sul mercato automobilistico e sono ormai oggetto di dibattito perché possano aggiornare il prima possibile anche il codice della strada.

E’ notizia di qualche giorno fa che la National Highway Safety Administration ha deciso di anticipare al 2015 la proposta di legge federale sulla tecnologia V2V (ovvero il sistema di scambio automatico di informazioni fra veicoli in strada su velocità, posizione ecc.) anziché vararla nel 2016, in concerto con le direttive nazionali che tendono ad agevolare l’adozione di procedure più avanzate a fronte della sicurezza a bordo di un’auto.

In altri termini, col favore di ricerche compiute da diverse case automobilistiche – quali Toyota, GM, Ford, FCA, Volkswagen e BMW – ormai manca poco all’adozione di opzioni tecnologiche sempre più all’avanguardia sui modelli di prossima uscita.

E in Italia? Parlando di velocità, lo scoglio che invece si sta cercando di superare, al momento, riguarda ancora la connessione internet. Quella che appare ancora come una frontiera tutta da conquistare sul nostro mercato non tocca la sicurezza nè modifica alcuna norma in vigore, eppure resta ancora riservata ad una cerchia davvero ristretta di modelli. C’è la nuova Audi Q7, ad esempio: al prezzo di 65.400 euro offre l’head-up display che proietta sul parabrezza velocità e segnaletiche stradali, la connessione wi-fi e la piattaforma di ricarica wireless per i dispositivi mobile in uso a bordo. Oppure, grazie a Citroen, da questo mese ci sono 200 esemplari di DS4 con wi-fi – a partire da 24.150 euro – e che, grazie ad una SIM Fastweb da 2 GB al mese, permette ai passeggeri di navigare con una connessione di tipo 3G (si, avete letto bene).

E poi? Poi Intellink ed altri semplici sistemi di integrazione fra smartphone e computer di bordo ossia sistemi ben diversi dalla connessione internet vera, per leggere messaggi o inviare email con il riconoscimento vocale… fine. Non c’è ancora una convinta rivoluzione in materia di connettività wifi concepita sulle quattroruote e forse ancor meno sulla trasmissione ad alta velocità rispetto ad altri Paesi.
Dunque? In attesa che il wi-fi salga davvero a bordo sul mercato automobilistico italiano e sia motivo valido per un acquisto convinto (e se l’uso del web in viaggio è davvero frequente) forse è molto più logico adattare la vostra vettura con semplici hot spot portatili e compatibili con tutte le SIM in commercio. Magari, sarà solo questione di tempo.

[foto: Quattroruote.it]