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Chattare su Ruzzle per ordinare la droga

Michela Fiori - 12 marzo 2014
Michela Fiori
12 marzo 2014
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chat ruzzle

Ruzzle sta diventando il mezzo di comunicazione preferito tra spacciatori e clienti.

L’uso improprio del giochino che spopola sugli smartphone è stato smascherato da Appstorming una startup formata da Cool Hunter che vanno a caccia di trend destinati a diventare vitali. In tempi  di scandali Nsa e intercettazioni varie, chattare può diventare una cosa pericolosa: soprattutto se si vuole comprare droga. Usare la chat interna a Ruzzle sembra essere molto più sicuro di sms, chat tradizionali, e telefonate tutti sistemi di comunicazione molto vulnerabili e soggetti a occhi e orecchie indiscreti.

La fantasia di pusher e acquirenti però sembra non fermarsi alla chat di Ruzzle. Per evitare di essere intercettati anche fisicamente, gli spacciatori stanno mettendo su delle vere e proprie flotte di droni in grado di effettuare consegne precise e sicure. Il destinatario del pacchetto dovrà infatti inviare le coordinate Gps e aspettare che il solerte elicotterino gli consegni la droga acquistata.

Un lavoro preciso, pulito ed economico dove non ci si mette la faccia e male che va si perde un drone. Se prima i droni erano sfizi troppo costosi, oggi sono acquistabili sul mercato a un prezzo che può partire dai 300 dollari, una cifra irrisoria se si calcola i guadagni connessi allo spaccio di droga.

Chissà se l’idea dei droni da utilizzare per le consegne sia venuta prendendo spunto dalle iniziative di Google e Amazon (parliamo di Amazon prime Air, iniziativa poi rivelatasi una bufala). Fatto sta che da oggi in poi saremo costretti a guardare il cielo (e i giocatori di Ruzzle) con altri occhi.

 [foto: livesicilia]

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