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22 Nov

Calcio: giocatore della Futa 65 fa il saluto romano a Marzabotto

Emanuele Calderone
14 novembre 2017
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Un giocatore del Futa 65 fa il saluto romano in campo

Nel 1944 nella zona di Marzabotto, Monzuno, Grizzana Morandi, a cavallo tra settembre e ottobre 1676 persone, tra cui donne e bambini indifesi vennero letteralmente trucidati senza alcun tipo di pietà dalle truppe naziste e fasciste. Le indicibili torture a cui la popolazione fu sottoposta furono talmente segnanti che le ferite legate a quegli avvenimenti sono tutt’oggi aperte, per molti.

Non per tutti, evidentemente. Durante una partita di calcio tra il Marzabotto e il Futa 65, dopo aver segnato un gol, uno dei giocatori del Futa ha ben pensato di togliersi la maglia della sua squadra, sotto la quale indossava una seconda t-shirt, una t-shirt piuttosto particolare e fuori luogo: quella della Repubblica Sociale Italiana. Probabilmente non contento di quanto già fatto, il giovane Eugenio Maria Luppi, si è esibito nel saluto romano: un gesto sciocco che, soprattutto in un “teatro” come Marzabotto, ha evidenziato una totale mancanza di rispetto nei confronti delle tante, tantissime persone che hanno perso la vita a causa del fascismo.

Il gesto ha scatenato non solo l’ira dell’Anpi -dall’associazione è arrivato un messaggio in cui ci si chiedeva se il giocatore conoscesse effettivamente la storia di Marzabotto-, ma anche del club Futa 65, che ha prontamente provveduto a sospendere Eugenio Maria Luppi. Sulla pagina Facebook della squadra è comparso un messaggio nel quale tutti si scusavano per l’increscioso gesto.

Come da copione non sono neanche mancate le scuse del giocatore che, neanche a dirlo, ha cercato di spiegare il suo gesto. Il giovane ha scritto “Sono qui ad esporre il mio più totale e sincero pentimento. Sono consapevole di aver recato offesa non solo alle associazioni partigiane e antifasciste ma a tutta la comunità di Marzabotto. Ho agito con leggerezza senza pensare alle conseguenze che questo mio gesto avrebbe scaturito tanto a livello personale quanto comunitario . Ho lasciato passare un terribile messaggio di cui , ribadisco, sono totalmente pentito e dispiaciuto. So che nessuna mia parola potrà cancellare ne il mio sconsiderato gesto né il dolore che esso ha causato. Ma era mio dovere morale scusarmi”.

Insomma, un’altra pagina nera del calcio italiano, l’ennesima: dopo le immagini di Anna Frank vestita da tifosa romanista, ora arriva questa. C’è solo da chiedersi quanto il mondo del pallone si libererà definitivamente di certi “difetti”.

[fonti articolo: corriere.it, ilrestodelcarlino.it, repubblica.it]

[foto: repubblica.it]

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