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12 Dec

Cinema: scomparso il regista Carlo Mazzacurati

LaRedazione
23 gennaio 2014
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Scomparso il regista Carlo Mazzacurati

Il regista e attore Carlo Mazzacurati è scomparso all’età di soli 57 anni. Era nato a Padova: lì dove, alla fine, si è spento. Tra i suoi film più celebri Il toro e La lingua del santo.

Una carriera incredibile e costellata da mille successi, la sua. L’ultimo, in ordine di tempo, risale appunto al novembre scorso: in occasione del Torino Film Festival, il regista di origini venete aveva ricevuto il prestigioso premio alla carriera. Quella sera, quando la platea era esplosa in un applauso fragoroso e commosso, lui purtroppo non c’era. La malattia lo aveva costretto a rimanere a casa.

Nessuno, però, avrebbe mai potuto immaginare che non ce l’avrebbe fatta. Che non avrebbe neanche fatto in tempo a godersi l’arrivo, nelle sale cinematografiche, della sua ultima fatica: il riferimento è, ovviamente, al film “La sedia della felicità“, che sbarcherà nei cinema italiani in primavera e che gli aveva fruttato, appunto, lo speciale premio nell’ambito del Festival piemontese.

E non c’è dubbio sul fatto che la sua ultima pellicola racchiuda in maniera magistrale quella che è stata un po’ la missione della sua vita: raccontare, attraverso il cinema, la realtà, senza filtri e senza bugie. Raccontare il mondo, come solo lui sapeva fare: con la sua ironia, con la sua leggerezza, con quella fragilità di cui non si vergognava mai. Con la sua straordinaria capacità di apprezzare le piccole cose, quelle più genuine. Che Carlo Mazzacurati fosse tanto speciale lo si era intuito già nel 1987: il suo debutto risale proprio a quell’anno, a quando, spavaldo e sicuro di sé, presento il suo lungometraggio alla mostra del cinema di Venezia.

Il suo “Notte italiana“, in un poetico bianco e nero, convinse tutti: in quella pellicola c’erano tutti i presupposti per ipotizzare che sarebbe diventato un grande. E infatti, così è stato. Il suo giallo tragicomico, sullo sfondo delle campagne della Pianura Padana, aveva fatto breccia perfino nel cuore di Nani Moretti: tanto che, qualche anno dopo, lo stesso gli affidò la sceneggiatura e la regia del film “Domani accadrà”.

A Moretti era piaciuto il suo stile, quasi amatoriale ma assolutamente unico nel suo genere. Frutto di anni e anni di studio: al Dams di Bologna prima, a Roma dopo. Nella Capitale, il regista padovano bazzicò per diversi anni: lì si fece le ossa, per davvero, tanto che da sceneggiatore, quale era all’inizio, volle sperimentare l’emozione di stare dietro la macchina da presa. Quella sensazione lo stregò al punto tale da spingerlo a realizzare, per il grande schermo, tutte le storie che aveva in mente. Ed ecco che Carlo Mazzacurati iniziò a “sfornarle”, con grande maestria, una dopo l’altra.

In principio fu “Il prete bello”, poi vennero “Un’altra vita”, “Il toro” Leone d’Argento alla Mostra di Venezia del 1994 e così via. Nel nuovo millennio decise, poi, di invertire la rotta: in quegli anni, infatti, si avvicinò ancor più al genere della commedia tutta all’italiana, tanto che, nel 2002, firmò la regia del remake dello storico “A cavallo della tigre”.

Dunque il regista Carlo Mazzacurati presidente della Fondazione Cineteca di Bologna scompare all’età di 57 anni nell’ospedale di Monselice dove era ricoverato.

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