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Festival di Berlino 64: orso d’oro a ‘Black Coal, Thin Ice’

LaRedazione - 17 febbraio 2014
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17 febbraio 2014
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Festival di Berlino 64: orso d'oro a 'Black Coal, Thin Ice' Diao Yinan

L’Orso d’Oro va al cinese Diao Yinan, con Bai Ri Yan Huo (in inglese Black Coal, Thin Ice),  Grand Jury Prize a The Grand Budapest Hotel, miglior regista Richard Linklater.

Il vincitore del Festival di Berlino 2014 è una sorpresa. A trionfare, infatti, non è il preannunciato Boyhood, del regista Richard Linklater – che si deve accontentare del premio per la migliore regia – ma il film del cinese Diao Yinan dal titolo “Bai Ri Yan Huo” (Black Coal, Thin Ice).

A vincere il premio speciale della Giuria Orso d’Argento è, invece, il film di Wes Anderson, quel magnifico The Grand Budapest Hotel che aveva aperto con la sua proiezione la manifestazione, lo scorso 6 febbraio.

Orso d’Argento per il migliore Attore Liao Fan, protagonista della pellicola vincitrice ‘Black Coal, Thin Ice’, – che racconta la storia di un poliziotto che, dopo aver vissuto un grosso trauma che ha rovinato la sua vita, riprende da privato cittadino le indagini su una serie di efferati delitti che da agente non aveva risolto. Orso d’Argento per la migliore Attrice va invece alla giapponese Haru Kuroki protagonista del film “The Little House” del regista Yoji Yamada, un ottantatreenne che ha fatto la storia del cinema nipponico.

La Giuria – composta quest’anno da nomi del calibro di Christoph Waltz, Barbara Broccoli, Mitra Farahani, Michel Gondry, James Schamus, Trine Dyrholm e Greta Gerwig – ha dunque decretato che quest’anno a meritare l’Orso d’oro era, dopo sette anni dalla vittoria dell’altro cinese Wang Quan An con il film Tuya de hun shi, un’altra pellicola orientale che nulla ha da invidiare ai migliori noir degli anni cinquanta.

Sui premi minori ci sono alcune sorprese: Alonso Ruizpalacios vince nella categoria migliore opera prima con Güeros mentre il migliore contributo tecnico va alla fotografia di Zeng Jian in Blind Massage. Quello per la migliore sceneggiatura va invece a Anna Brüggemann e Dietrich Brüggemann per il lavoro svolto in Kreuzweg (Stations of the Cross).

Inutile negare un pò di delusione fra il pubblico e gli addetti ai lavori per questi verdetti che non premiano Linklater, considerato quasi il vincitore morale della manifestazione visto il gran lavoro svolto: il suo film, infatti, racconta la storia di un ragazzino dai suoi nove anni in poi ed è stato girato nel corso di dodici anni.
I critici cinematografici non sono stati d’accordo neanche con l’assegnazione del premio all’innovazione intitolato ad Alfred Bauer: il vincitore è risultato essere “Aimer, boire et chanter” del regista ultra novantenne Alain Resnais che sicuramente ha creato una storia simpatica e movimentata ma che poche innovazioni stilistiche offre al cinema moderno, motivazione invece che dovrebbe essere al primo posto nell’assegnazione del premio.

Dunque, la 64esima edizione del festival del Cinema di Berlino 2014 quest’anno ha premiato la creatività dell’estremo Oriente. Orso d’oro a ‘Black Coal, Thin Ice’ del cinese Diao Yinan.

 

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