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‘Whiplash’ di Damien Chazelle vince il Sundance festival

LaRedazione - 27 gennaio 2014
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27 gennaio 2014
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Whiplash' di Damien Chazelle vince il Sundance festival

Whiplash, una pellicola diretta Damien Chazelle, prodotto da Sony Pictures, ha trionfato al Sundance Film Festival.

Il progetto, ampiamente biografico, è nato in soli due giorni, quando il regista ha deciso di iniziare una raccolta di fondi per cercare di portare sul grande schermo il copione da lui scritto su un batterista jazz. Da questa decisione, è nata una scena con un attore professionista, J. K. Simmons, poi inviata al Sundance Festival sotto forma di corto.

Accettato nella categoria riservata ai cortometraggi, Whiplash ha presto attratto l’attenzione di un produttore, Jason Reitman, che ha deciso di appoggiare il progetto ed è tornato a distanza di un anno per trionfare di nuovo alla kermesse, ma stavolta nella categoria più prestigiosa, quella riservata ai lungometraggi.

Dopo aver aperto il festival, il film del ventottenne Damien Chazelle ha infine vinto sia il Gran Premio della Giuria, che quello assegnato dal pubblico, un en plein raramente riuscito prima e che testimonia della validità del progetto.

Ad appena poche ore dalla proiezione, la Sony ha deciso dal suo canto di acquistare la pellicola sborsando quasi tre milioni di dollari e la sua proiezione nelle sale è ora prevista per la prossima estate.

Protagonista è proprio J. K. Simmons, il quale ricopre il ruolo di un direttore di orchestra che spinge gli studenti della sua scuola di musica a livelli di abuso e crudeltà con lo scopo di portarli a tirare fuori il meglio delle proprie doti. Un film definito perfetto per aprire il Sundance Festival da Robert Redford, un giudizio motivato dalla perfetta corrispondenza tra il messaggio che lo caratterizza e gli scopi originari della kermesse, nata come vetrina per il cinema indipendente, al fine di tutelarne quegli scopi puramente artistici messi spesso in secondo piano dalle Major.

A margine della premiazione, Chazelle, il quale è stato anche lui un batterista jazz, ha affermato che la sua pellicola è stata ispirata da un direttore di orchestra da lui conosciuto nel corso del suo percorso scolastico. Specificando però che il maestro da lui preso come modello, non è mai ricorso ai metodi descritti nella sua pellicola.

La storia, infatti, è stata da lui riscritta con il preciso intento di dare vita ad un quesito di carattere morale: è lecito per un maestro di musica ricorrere alla coercizione fisica e psicologica, al fine di trarre il meglio dai suoi allievi? Una risposta sulla quale il regista non sembra avere dubbi, giudicando orribile il comportamento in questione, ma dando vita allo stesso tempo ad un profondo disagio nel pubblico di Whiplash, messo a confronto con i grandi risultati ottenuti dalla strategia adottata.

 

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