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12 Dec

Addio a Pete Seeger, mito del folk e attivista americano

LaRedazione
28 gennaio 2014
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Addio a Pete Seeger, mito del folk e attivista americano

Pete Seeger, leggenda del folk americano e attivista per i diritti civili sostenitore da sempre della sinistra americana più radicale, è morto in un ospedale di New York alla veneranda età di 94 anni, come ha confermato il nipote.

Seeger è stato uno dei massimi autori della musica di protesta degli anni ’50 e ’60, il che gli valse negli anni del maccartismo l’inserimento nelle black list e di conseguenza le possibilità di ottenere il meritato successo ben lontane.
Peter (il nome di battesimo) Seeger nacque a New York nel 1919: figlio del musicologo Charlie Seeger, pioniere negli studi di musicologia orientale, ebbe la fortuna di crescere in una famiglia di artisti nella quale, quasi sicuramente, nacque la sua vocazione.

Una vocazione forte che lo portò ad abbandonare l’università di Harvard e seguire la via della musica folk, influenzato da Alan Lomax, che in quegli anni operava una riscoperta del blues e della musica popolare americana.
Alla fine degli anni ’30 un incontro fatidico: quello con Woody Guthrie, con il quale esplorò l’America e le sue musiche popolari in lungo e in largo.
Al termine della seconda guerra mondiale Seeger fu partecipe della fondazione del People’s Song Inc. (PSI), organizzazione di promozione musicale dei propri associati, uniti dalla musica folk e dall’impegno politico.

L’attivismo e la dichiarata fede comunista procurarono molti guai a Pete che passò anche qualche giorno in galera.
Il successo per Seeger giunge nel 1949: la sua band, i Weavers, diventano un punto di riferimento per il revival folk che attraversava gli Stati Uniti nel dopoguerra e alcuni brani divennero veri e propri inni per il movimento pacifista. Su tutte “We shall overcome” fu la colonna sonora di tutte le marce pacifiste degli anni ’60, mentre “Where have all the flowers gone?” e “Turn turn turn” fecero la fortuna di Kingston Trio e Byrds.

Tra le immagini più celebre che l’attivismo di Seeger evoca c’è sicuramente la polemica con il presidente Lyndon Johnson nella trasmissione televisiva “Smothers Brothers Show”: nella stessa occasione il cantautore si esibì cantando “Waist deep in the big muddy”, in forte polemica contro la guerra in Vietnam.

Molti cantautori folk americani devono molto a Pete Seeger, dal 1996 nell Rock Hall of Fame: ai già citati Bob Dylan e Bruce Springsteen (che nel 2006 ha realizzato l’album tributo “We shall overcome. The Seeger sessions”) va aggiunta Joan Baez.

L’autore di brani intramontabili come “Turn, turn, turn” e “If I had a hammer” non ha mai smesso di esibirsi e fare attivismo politico: nel 2011, a 92 anni, ha preso parte con un’esibizione live al movimento Occupy Wall Street.

L’ultima esibizione live di Pete Seeger, risale al settembre 2013, dopo la sua scomparsa nell’ospedale di New York, verrà per sempre ricordato come uno dei principali autori della riscoperta del blues e della musica popolare americana.

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