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The Wall Tour: in 50mila allo Stadio Olimpico per Roger Waters

LaRedazione
luglio 29, 2013

Per il The Wall Tour, in cinquantamila all’Olimpico di Roma per Roger Waters: un trionfo vero e proprio per l’ex Pink Floyd, che ha prodotto quasi duecento repliche di quello che viene considerato unanimemente il suo capolavoro artistico. Un concept album interamente riproposto dal vivo, con un muro che viene costruito in tempo reale tra la folla e la band sul palco. E’ proprio il muro il punto di forza dell’edizione 2013 del tour, visto che viene di fatto utilizzato come un maxischermo da centocinquanta metri, sul quale vengono proiettati immagini ed effetti straordinari eccezionali.

Sono proprio i colpi ad effetto della scenografia ad incantare il pubblico dell’Olimpico, dall’aereo che si schianta letteralmente alle spalle del muro dopo l’introduzione di In The Flesh?, fino alla seconda parte del brano, nella seconda metà dello show, durante la quale si innalza sopra le teste del pubblico un gigantesco maiale nero gonfiabile, simbolo dell’arroganza dei totalitarismi e del potere. Temi che sono molto cari a Roger Waters, che vengono ripresi durante il saluto in italiano rivolto dall’artista britannico al pubblico, quando spiega come il concerto sia dedicato a tutte le vittime del terrorismo di stato. Ed ovviamente anche in brani come l’acclamatissimo Another Brick in The Wall part 2, nel quale Waters viene come sempre accompagnato da un suggestivo coro di bambini. Per il resto, oltre alla musica sono le immagini sul muro a parlare, un muro che alla fine del primo tempo dello show è completamente innalzato, a simboleggiare l’alienazione e la separazione dell’artista rispetto al pubblico, e che crollerà completamente, a grido di “Tear down the wall!”, dopo la penultima canzone, che simboleggia la resa dei conti dell’artista con i propri demoni, The Trial.

Nel mezzo, la storia racconta i temi conduttori dell’assenza del padre morto in guerra, dell’iperprotettività della madre, e dell’oppressività degli insegnanti e dei sistemi di potere. E naturalmente, tanto rock d’autore, con i cinquantamila dell’Olimpico capaci di infiammarsi per perle come Comfortably Numb e Run Like Hell. Insomma, un vero e proprio colossal in musica, arricchito dal fatto che Roger Waters, ormai settantenne, potrebbe stare vivendo la sua ultima esperienza in tour con The Wall, avendo già dichiarato di volersi dedicare in futuro a nuovi progetti. Resterà comunque la bellezza dell’opera, e soprattutto un invito ad esortare ad affrontare i totalitarismi, i condizionamenti e la solitudine, che rappresenta il messaggio e il manifesto portato avanti da The Wall dal momento della sua ideazione, quasi trentacinque anni fa.

[Foto: commons.wikimedia.org]

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