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23 Nov

Elton John in concerto all’Auditorium di Roma a settembre 2010

18 dicembre 2009
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Eccezionale doppio concerto all’Auditorium di Roma. Il 19 e 20 settembre 2010 si esibirà Elton John, l’artista che per quattro decenni è stato in grado di ammaliare il mondo intero. Accanto a lui Ray Cooper, spettacolare percussionista, suo compagno di viaggio sin dagli esordi. Insieme per due serate da brivido caldo, dedicate a tre generazioni di appassionati.

La prima grande rockstar del pianoforte in un mondo dominato dai chitarristi è ancora lui. Cambiano le bizzarrìe del vestiario e degli accessori, ma quando Elton John siede al piano e comincia a sfiorare i tasti, il pubblico si sente prendere per mano, trascinato da una tempe­sta di emozioni dentro la sala da concerto foderata di magia. Brani sempreverdi che hanno la fragranza della novità. La parata di successi ripercorre vicende di ogni singolo spettatore:  storie di innamoramento, di oppressione, di solitudine, di gioventù, storie di tutti. La voce è sicura e calda, per nulla affaticata dai 40 anni di carriera, una voce che intona con disinvoltura un brano rock, un’improvvisazione jazz, una scala blues. Si trattasse solo di esperienza e di mestiere, il pubblico se ne accorgerebbe. E’ invece la sensibilità di chi ha saputo rinnovarsi senza mai perdere la propria identità, a consentirgli di rivolgersi alle generazioni con freschezza e umiltà.

Quando Ray Cooper compare sul palco il ritmo si fa più serrato, le canzoni, che miscelano durezze rock e improvvisazioni jazz, si susseguono senza interruzioni. E’ di scena l’euforia. Le percussioni di Ry si amalgamano al suono del pianoforte, l’atmosfera diventa teatrale. Il con­certo in crescendo lancia la sfida al tempo che passa (centoventisei anni in due). La voce si fa uragano sul mare in tempesta delle percussioni del vecchio amico, richiama­to in servizio per questo ennesimo mini­tour, con il suo vistoso armamenta­rio di percussioni.

Tra brani cupi e complessi e pezzi eclettici di R&B, tra piano rock e rock’n’roll, tra pop classico e country, tra progressive e glam rock, tra tradizione musicale europea stile Royal Academy e improvvisazioni afroamericane, nulla sorprende, c’è solo uno stile sul palco, una sola corrente musicale, quella di Elton John.

Da Pinner, il sobborgo di Londra dove è nato il 25 marzo del ’47, il leggendario Sir Reginald Kenneth Dwight si è lanciato alla conquista del jet-set.  Vincitore di innumerevoli Grammy Awards, ha venduto almeno 250 milioni di dischi. Fra il ’72 e il ’96 ha piazzato ogni anno almeno una hit nella Top 40 della classifica anglosassone.

Tra i classici immortali: “Rocket Man”, “Goodbye Yellow Brick Road”, “Your Song”, “Don`t Let The Sun Go Down On Me”, “Nikita”, “Tiny Dancer”, fino alla più recen­te ballata politica “Ballad of the Boy in the Red Shoes” (da «Songs from the West Coast» del 2001). Il 2009 è stato un anno intenso sul fronte artistico e umano. Ha composto, ha suonato, si è dedicato alla sua Aids Foundation. Curiosa la sua presenza nel brano «Black Gives Way to Blue» degli Alice In Chains (dedicato a Layne Staley, scomparso per overdose nel 2002).

Ray Cooper, coetaneo di Elton John, è un musicista spet­tacolare che ha lavorato con i Beatles, i Rolling Stones, gli Who, i Pink Floyd, Bryan Ferry, Art Garfunkel, Eric Clapton, Mark Knopfler, Ravi Shankar. Percussionista scenografico, ha suonato in tanti album di Elton, da Madman Across The Water a Made In England. Alla fine degliIn the late 1970s Cooper toured with Elton John as a duo in which the singer/pianist would play a solo set and then be joined by Cooper on percussion for the second half.Alla fine degli anni 1970 risalgono i tour in duo Cooper/John. Memorabili furono i concerti in Russia del 1979. A seguire in tutta l’Europa e nell’America del Sud. Infine, in ogni parte del mondo.

Biglietti in vendita a partire da lunedì 21 dicembre 2009 con prezzi da 50 a 200 euro e sconto del 20% per i ragazzi fino a 26 anni di età.

 

[Foto: blog.hostelbookers.com]

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