ll concerto di Beyoncé cancellato in Malesia

Questo concerto non s’adda fare. E così ecco arrivare il dietrofront per Beyoncé che si è vista annullare una data dell’I am. World Tour, precisamente il concerto che il prossimo 25 ottobre avrebbe dovuto tenere a Kuala Lumpur, in Malesia.

E sebbene gli organizzatori della serata si ostinino ad addurre il rinvio per ragioni personali dell’artista, il motivo è ben altro. L’arrivo della cantante era infatti da tempo osteggiato dalla comunità musulmana. Per il Partito Islamico Pan-Malaisiano si trattava di un evento “ammiccante, occidentale e contrario alla morale“.

Sabki Yusof, vice capo del Partito, spiegava così: “Noi non siamo contro l’intrattenimento, purché sia nel rispetto della nostra cultura e della nostra religione. Siamo contro gli spettacoli sexy occidentali. Noi riteniamo che la nostra gente non abbia bisogno di questo“.

Due anni fa, Beyoncé era già stata invitata a esibirsi nel Paese coprendosi e senza il contorno di ballerini, ma aveva rifiutato anche per la paura dei manifestanti che avevano minacciato di interrompere il suo show.

Non è la prima volta che concerti pop-rock di artisti occidentali affrontano problemi del genere in Malesia: dopo quello dei Black Eyed Peas (accusati di avere come sponsor un marchio di birra, e lì il consumo di alcolici è vietato) anche artiste come Avril Lavigne e Gwen Stefani hanno douto sopportare critiche e restrizioni per amore della loro musica.

 

[Foto: houston.culturemap.com]