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14 Dec

Arrow: recensione dell’episodio 2×20 Seeing Red [spoiler]

Teresa Soldani
24 aprile 2014
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Arrow: recensione dell’episodio 2×20

[Spoiler per episodio 2×20 Seeing Red]

C’è solo un modo modo per porre la cosa in termini chiari e comprensibili: guardando quest’ultimo episodio di Arrow, il primo pensiero razionale che sono riuscita a fare è che sono spiacente per le persone che non guardano questo show, convinte – a torto – che sia “solo” una storia tratta da un fumetto con un tipo vestito di verde che corre per la città ad infilzare gente con delle frecce come fossero degli spiedini.

Arrow, ancora una volta, dimostra di essere molto, molto più di questo e di saper giocare con le emozioni degli spettatori con notevole maestria, senza avere nulla da invidiare a show di natura diversa e, normalmente, più acclamati dalla critica.
E, parlando proprio di emozioni, è impossibile non uscire da quest’ultimo episodio senza averle ridotte ad uno straccio.
Che il tono della puntata sia particolarmente cupo è evidente fin dalle prime battute, e – come avevamo già anticipato – Kreisberg ci aveva preparato al fatto che questi ultimi episodi ci avrebbero condotto in una spirale decisamente difficile.

In “The man under the hood” Arrow aveva salvato Roy dalle grinfie di Slade, riportandolo al sicuro nel proprio covo, in attesa che la S.T.A.R. Lab sintetizzasse un antidoto al mirakuru. Seeing Red inizia proprio con il risveglio di Roy, o di ciò che di lui è rimasto, deciso a compiere la propria vendetta nei confronti di chi, secondo lui, è causa del suo male, Thea.
Nonostante i tentativi di Felicity di farlo tornare in sé, è evidente che il ragazzo è ormai troppo sconvolto dal veleno che gli scorre nelle vene e, senza fortunatamente fare del male alla ragazza, ma dopo aver atterrato Dig, si allontana dal covo e comincia a creare seri problemi in città, picchiando e uccidendo – ebbene sì, il mirakuru fa questo effetto – chiunque si ponga di fronte al suo cammino.

Nel frattempo Oliver e Sara giacciono nel letto di un lussuoso albergo ritagliandosi un raro momento di pace, inconsapevoli dell’inferno che si scatenerà di lì a poco. La scena in sé è di un’innocenza quasi disarmante, Oliver, l’ex playboy, l’uomo che saltava da una donna all’altra con la stessa frequenza con cui cambiava i calzini, è oggi completamente cambiato, vuole altro dalla vita, vuole pace, vuole una compagna e vuole sistemarsi ed infatti accenna la cosa a Sara, confessandole il desiderio di prendere un posto tutto per loro.

L’espressione di Sara tutavia non è quella che ci si aspetterebbe, si capisce che qualcosa cova sotto la cenere e che la donna non è pronta a questo passo, ma viene salvata – per così dire – dalla telefonata di Felicity, che li avvisa della fuga di Roy.
Che Sara e Oliver siano su due piani diversi, non solo dal punto di vista sentimentale, è presto evidente anche grazie all’approccio che hanno nel voler risolvere il problema Roy. Dopo essere stati attaccati dal ragazzo, ed esserne usciti decisamente male (Oliver con un ginocchio malridotto), Sara manifesta la necessità di uccidere Roy, non come estrema soluzione, ma come unica possibilità per fermare la sua furia incontrollata, mentre Oliver non è disposto ad arrivare a tanto e, in uno scambio con Felicity, manifesta il suo desiderio di voler salvare il ragazzo.

A tal proposito vorrei aprire una parentesi proprio su Felicity.
Il dialogo che ha con Oliver dimostra, ancora una volta, come la chimica tra questi due personaggi sia forte. In un raro momento di abbandono Oliver dice alla ragazza come Roy gli ricordi se stesso appena tornato dall’isola “quando sembrava impossibile credere che esistesse qualcosa che assomigliasse anche lontanamente alla speranza,” e la reazione di Felicity è esattamente quella che ci saremmo aspettati da lei quando gli dice che lui ce l’ha fatta, che quella speranza perduta è rinata in lui e che anche Sara la ritroverà.

Apprezzo sempre in maniera particolare questi brevi momenti in cui gli autori ci concedono di sbirciare nei sentimenti di Oliver, che stenta a confidarsi con gli altri, ma si lascia andare con Felicity, e trovo che il fatto che lui si apra proprio con la ragazza sia un modo particolarmente intelligente di strizzare l’occhio ai fan Olicity.
Quello che però apprezzo meno è che il personaggio di Felicity venga relegato un po’ troppo al ruolo di “macchietta” della situazione.

Il tono dell’episodio è, come dicevo, molto dark, e gli unici sorrisi che ci sono concessi sono proprio merito della ragazza e, sebbene lei sia genuinamente divertente, amerei vederle conquistare un ruolo che prescinda da quello che ultimamente le è stato assegnato dagli autori, più in tono con l’umore stesso della puntata e questo a prescindere da Oliver e/o dal loro possibile futuro come coppia.
Pur non volendo in sostanza rinunciare alla battute di Felicity – è impossibile non ridere sentendola mettere in dubbio che il peso di Oliver dipenda solo dai suoi muscoli – mi piacerebbe vederla anche alle prese con con un ruolo più drammatico, soprattutto quando lo show sta andando in quella direzione.

Mentre Roy continua quindi a mettere a ferro e fuoco la città ed il team Arrow studia un piano per fermarlo, Moira si prepara per un nuovo comizio con i suoi elettori, ma – dopo un ennesimo scontro con Thea – prende la decisione di utilizzare l’occasione per annunciare la rinuncia alla candidatura, decisa a sistemare i problemi che ha con i suoi figli e dando ad essi la priorità.
Incredibilmente sarà proprio Oliver a farle cambiare idea in uno scambio cuore a cuore con la madre: “Thea ti odia al momento per le cose che hai fatto nel passato. Cose terribili. Quindi lascia che ti veda fare qualcosa di buono come sindaco. Mamma io so qualcosa sul sacrificare le persone che mi sono più vicine per il bene di questa città ed è quello che devi fare tu adesso.

E – indovinate un po’ – il “lo so” di Moira non è solo la risposta all’accorato appello di Oliver.
Quando infatti lo ripete per una seconda, una terza volta, è chiaro che la madre sta dicendo ben altro al figlio che, incredulo, la sente confessare di sapere che lui è Arrow dall’anno prima, dal momento del terribile piano di Merlin per distruggere i Glades.
E non solo Moira confessa ad Oliver di sapere, ma gli dice di essere fiera di lui.

E proprio quando uno comincia ad apprezzare la donna, tutti i sentimenti positivi che si hanno verso di lei subiscono un ennesimo scossone quando, in un flashback pre-isola vediamo un giovane Oliver, al tempo fidanzato con Laurel, confessare alla madre di aver messo incinta una ragazza. La reazione di Moira non si fa attendere, la donna infatti convoca la giovane e le offre 2 milioni di dollari per sparire dalla vita del figlio, tenersi il bambino che porta in grembo e andarsene dalla città, dicendo ad Oliver di aver perso il loro bambino. Ovviamente la giovane accetta, ma la vicenda apre le porte ad una nuova ed interessante trama perché è ovvio che da qualche parte c’è un piccolo Oliver Queen di cui il padre non conosce nemmeno l’esistenza.

Ma le cose hanno appena cominciato a scaldarsi a Starling City (è incredibile come gli autori riescano a inserire così tanti eventi in soli 45 minuti!), perché il problema Roy è lontano dall’essere risolto, soprattutto quando Thea sembra decisa a salvarlo e quando ci si rende conto che il ragazzo, come  Slade, soffre di allucinazioni e vede una Thea che lo prega di essere uccisa come punizione per averlo abbandonato quando ne aveva più bisogno.
Thea usa il palco del convegno politico della madre, che si tiene al Verdant, il locale da lei gestito, per lanciare un messaggio a Roy e dirgli di presentarsi lì. Ed è esattamente ciò che accade, nonostante il suo ginocchio malandato Arrow riesce però a mettere fuori combattimento il ragazzo ed a salvarlo da una pallottola che proprio Sara era intenzionata ad usare per mettere la parola fine al capitolo Roy.

Ed è proprio in questo momento che quei diversi piani in cui Oliver e Sara si trovano si trasformano in un oceano tra loro. Roy è salvo, ma Sara capisce che Oliver sta cercando una redenzione che lei non è pronta a perseguire, lei si considera ancora un’assassina, una donna cui l’oscurità è letteralmente entrata dentro senza possibilità di redenzione e lo lascia, abbandonando apparentemente anche il team, dicendogli che lui merita qualcuno di meglio e diventando – dopo Felicity – la seconda persona a dirgli esattamente la stessa cosa.

Gli equilibri sembrano quindi in parte ristabiliti: Roy è di nuovo in attesa del miracoloso antidoto che potrebbe salvarlo, Moira non ha rinunciato alla sua candidatura ed ha confessato di sapere la verità su Oliver e quando, in macchina con i figli, confessa loro la necessità di scrivere un nuovo capitolo del libro della famiglia Queen, abbandonando le continue menzogne ed è proprio sul punto di confessare qualcosa su Merlin, la limousine su sui viaggiano viene presa in pieno da un’altra macchina.

Quando Oliver riprende conoscenza è a terra, legato ed impossibilitato a reagire e Salde punta un’arma alla testa di Thea e di Moira intimandogli di fare una scelta, esattamente come era accaduto sull’isola, tra la sorella e la madre.
La scena si svolge in pochi minuti, ma è davvero straziante.

Oliver capisce che Slade ha le allucinazioni e vede Shado, ma non può fare nulla e si rifiuta di scegliere, pregando Slade di uccidere lui piuttosto e la risposta di Slade, ovviamente, non avrebbe potuto essere diversa: “Ti ucciderò Oliver, ma accadrà più lentamente di quanto vorresti.
E proprio mentre Slade gli grida di prendere una decisione ed Oliver continua a dire che non lo farà, è Moira a prendere in mano la situazione. Moira capisce infatti che Slade era sull’isola con il figlio e che, se non farà qualcosa per impedirlo, ucciderà Thea o Oliver.
Lentamente si alza in piedi e si offre come sacrificio all’uomo per salvare i propri figli e proprio quandoSlade sembra voler rinunciare ai suoi intenti omicidi, colpito dalla coraggiosa scelta di Moira, la trafigge invece con una spada piuttosto che spararle, in una distorta forma di apprezzamento, concedendole una morte onorevole.

Arrow 9x20 Seeing Red

E così si chiude questo ventesimo episodio di Arrow, con Moira a terra, morta, un Oliver completamente consumato dal dolore, una Thea che piange la scomparsa della madre e la minaccia di Slade che ucciderà qualcun altro.
Non ci sono dubbi che le ripercussioni del gesto di Slade saranno pesanti, ma dal promo che vedete qui sotto, sembra che Oliver impiegherà un po’ a riprendersi dagli eventi. Proprio quando aveva ritrovato una connessione emotiva con la madre, infatti, lei gli viene strappata nel peggiore dei modi, lasciando aperti molti interrogativi: che fine avrà fatto il figlio di Oliver e cosa stava per confessare riguardo Merlin poco prima che la macchina venisse colpita? E soprattutto, quando smetterà di pagare per ciò che è accaduto sull’isola?

Una curiosità: nel fumetto Oliver diventa sindaco di Starling City e mi domando se la dipartita di Moira a poca distanza dalle elezioni e la disastrosa situazione finanziaria in cui versano i Queen non siano proprio lo spunto che serviva agli autori per seguire la trama del fumetto. Considerato come stanno le cose, non mi sorprenderebbe infatti che qualcuno chiedesse ad Oliver di prendere il posto della madre.

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