Arrow: recensione dell’episodio 3×04 ‘The Magician’ [spoiler]

Chi ha ucciso davvero Sara Lance? L'Arciere Oscuro contro Ra's al Ghul

E’ vero, un episodio di Arrow senza Felicity, non è un vero episodio di Arrow, so già che questa sarà la lamentela più ricorrente per quanto concerne la quarta puntata della serie del nostro arciere preferito e lo stesso Marc Guggenheim aveva ampiamente messo le mani avanti accennando su Twitter questo problema e annunciando che “l’assenza di Olicity nell’episodio 304 sarà ripagata – con gli interessi – nel 305,” ma c’è molto di cui parlare in questa puntata una volta chiarito il nostro disappunto per aver visto così poco di Emily Bett Rickards, che era impegnata al tempo con le riprese dell’episodio 104 di The Flash “Going Rogue”.

Parliamo infatti di Malcolm Merlyn, alias l’Arciere Oscuro alias The Magician, perché, volente o nolente, è decisamente lui l’indiscusso protagonista della puntata. Quel che amo particolarmente di questa serie è il fatto che non abbia la memoria corta e che non lasci cadere nel dimenticatoio eventi importanti come la morte di Sara Lance, il cui assassino non è ancora stato individuato.
La puntata scorsa si era infatti chiusa con una furiosa Nyssa al Ghul in cerca della sua amata Sara, che puntata una freccia contro Oliver, gli chiedeva che fine avesse fatto la giovane. Oliver le dà la triste notizia della morte e subito Nyssa chiede se sia stata uccisa con una freccia, puntando il dito contro Malcolm Merlyn e rivelando così ad Oliver che in realtà l’uomo è ancora vivo, gode di ottima salute ed è il primo sospettato per la morte di Sara.
Nonostante Oliver voglia giustizia per la donna che ha anche lui amato, si comprende presto come i metodi che lui e Nyssa vorrebbero usare per ottenere lo stesso fine siano in realtà in aperto contrasto. Oliver non è più un killer, e ribadisce ripetutamente il concetto durante l’arco dell’episodio, mentre l’unico scopo della figlia del temuto Ra’s al Ghul — che farà la sua prima, grandiosa, apparizione negli ultimi fotogrammi della puntata — è quello di ottenere vendetta per la morte di Sara.

Arrow ha parecchi conti in sospeso con Malcom, ma la caparbietà con cui è deciso ad ottenere giustizia e a conoscere la verità è un chiaro sintomo di come l’uomo che abbiamo di fronte adesso sia diverso da quello che era tornato a Starling City nella prima stagione. E a sottolineare tale differenza sono proprio i flashback della sua vita ad Hong Kong, stretto nelle maglie dei ricatti dell’A.R.G.U.S. di Amanda Waller, l’uomo che vediamo in questi tuffi nel passato è costretto ad uccidere a sangue freddo uno sconosciuto senza sapere le ragioni per cui lo fa, ma nonostante questo non si arrende e cerca una via di fuga da una situazione impossibile da sostenere. L’Oliver di oggi ha una scelta, ed è assolutamente comprensibile il perché decida di esercitare questo privilegio e di non uccidere nessuno, anche fosse un acerrimo nemico, senza averne tutte le ragioni e senza aver raccolto le prove che gli servono per consegnarlo eventualmente alla giustizia. E così, all’insaputa di Nyssa (e Laurel) incontra Malcolm, il quale gli giura sulla vita di sua figlia Thea di non aver ucciso Sara e gli rivela il sospetto che il colpevole possa essere in realtà proprio Ra’s al Ghul, il quale non ha mai davvero ritenuto Sara un degno membro della Lega degli Assassini. Ovviamente Nyssa non sembra nemmeno prendere in considerazione l’idea e, dopo che che Oliver gli rivela — molto ingenuamente — che Thea è la figlia che si mormorava Malcolm avesse, rapisce la ragazza e ha uno scontro aperto sia con Arrow che con l’Arciere Oscuro, accorsi entrambi a proteggere la giovane. Nyssa ha la peggio nello scontro, Arrow, ancora una volta, pur avendone l’occasione, non uccide l’Arciere Oscuro e la giovane torna dal padre ancora convinta che il vero assassino di Sara sia Malcolm.

Mi appello al quinto emendamento per quanto concerne Thea e mi riservo di esternare la mia opinione sul personaggio quando mi sarà più chiaro dove gli autori vogliano davvero andare a parare con lei. Quello che è chiaro a noi spettatori, ed al fratello Oliver, è che la giovane non è la stessa che ha lasciato Staling City e che, per una persona che è tanto cambiata, dichiarando di non poterne più di menzogne ed omissioni, tende ad omettere e mentire un po’ troppo.

Anche le intenzioni di Roy Harper mi sono piuttosto oscure, al momento i suoi desideri, ciò che prova verso Thea, il suo ruolo nel Team Arrow sono abbastanza nebulosi. Quando il suo personaggio è stato introdotto nella prima stagione era una testa calda che prendeva iniziative coraggiosamente irresponsabili, abituato a vivere alla giornata, poi il mirakuru è entrato in gioco (e nelle sue vene), rendendolo una scheggia impazzita difficile da controllare. Il Roy di adesso mi sembra troppo riflessivo, troppo calmo, in un certo senso troppo diverso e disposto a seguire pacatamente le istruzioni del suo mentore Oliver/Arrow per essere davvero credibile, ma – anche in questo caso – sospendo il mio giudizio, almeno fino a quando non verrà trasmesso l’episodio 3×06 “Guilty”, che sarà più Roy-centrico, e che contribuirà, spero, a chiarire questi dubbi.

E poi c’è Laurel. Vorrei poter sospendere il mio giudizio anche su di lei, ma la verità è che non mi è piaciuto quello che ho visto in questo episodio. Il personaggio continua ad essere scritto come una sorta di ragazzina viziata il cui desiderio di vendetta non le fa guardare in faccia a nessuno. Non è la prima volta che istiga Oliver/Arrow a rompere il suo voto di non uccidere più per soddisfare un interesse personale e la cosa non mi piaceva prima come non mi piace adesso. Avrei capito se le avessero fatto intraprendere un cammino più oscuro ed intimista, ma questa donna poco equilibrata, disposta a condannare chiunque per la morte di Sara senza mai avere la minima prova, comincia a stancarmi ed il fatto che nell’arco dell’episodio i suoi toni con Oliver passino dall’aggressivo al mellifluo con un discorso apparentemente sensato “so che non sei un killer, ma lui lo è. Qualunque altra cosa lui significhi per te o per Thea, sappi che è un assassino,” non ha certamente aiutato.
Che Laurel non capisca che Oliver stia cercando di fare la cosa giusta a prescindere dal fatto che Malcolm sia colpevole o meno di aver ucciso Sara li pone su piani completamente diversi. In sostanza lei gli sta dicendo che l’uomo è comunque un assassino e che per questo merita di morire, mentre Oliver invece a puntualizzare di voler fare giustizia, non di volersi vendicare uccidendolo. Vedere questi due personaggi insieme al momento è come assistere al dialogo di due persone che parlano lingue completamente diverse: se lo scopo era allontanare Oliver e Laurel gli autori ci stanno riuscendo, se invece volevano, in un certo senso, emancipare la nuova Laurel da quella che abbiamo fino ad ora conosciuto, non credo che metterla su un piano così diverso da quello del protagonista della serie aiuti davvero, non se poi vogliono “vendere” in maniera credibile il loro rapporto. Fatico a trovare la coerenza nel dire di Laurel che è una delle persone che conosce da più tempo e meglio Oliver, per poi farla agire così nei suoi confronti quando sono in gioco principi per lui tanto importanti.
Ma, anche in questo caso, vedremo dove gli autori andranno a parare.

Nel frattempo godiamoci il promo per la prossima puntata, “The Secret Origin of Felicity Smoak”,  che sarà tutta dedicata a Felicity e alla sua storia!