0 Shares 1 Views
00:00:00
23 Nov

Arrow: recensione dell’episodio 3×07 ‘Draw Back Your Bow’ [spoiler]

Teresa Soldani
20 novembre 2014
1 Views
Arrow

Draw Back Your Bow,” la settima puntata della terza stagione di Arrow, è un episodio che si sforza molto di sottolineare l’ovvio, a volte con risultati convincenti, altre volte meno.

Il cattivo della settimana, o meglio, la cattiva della settimana, è una donna: il suo nome è Cupido e l’oggetto del suo desiderio Arrow. Qualcuno, che non è il nostro eroe, si aggira per le strade di Starling City uccidendo vittime più  o meno innocenti con l’unico scopo di attrarre l’attenzione del nostro vigilante.
Molto presto si scoprirà che la donna responsabile di queste morti, altri non è che una vittima che Arrow aveva salvato dall’attacco di uno dei soldati di Deathstroke nel finale della scorsa stagione, finendo per scatenare in lei un sentimento che trascende decisamente l’amore e vira piuttosto verso l’ossessione. Ciò che Cupid vuole è stare con Arrow, che lui sia d’accordo o meno, costringendolo ovviamente ad affrontarla per fermare la sua follia omicida.

In un episodio in cui la protagonista porta il nome del capriccioso dio dell’amore, questo sentimento non poteva non esserne quindi l’indiscusso protagonista, per un amore offerto e non richiesto ce n’è infatti un altro palesato, ma negato.
La situazione tra Oliver e Felicity non è delle migliori al momento, chilometri e chilometri di letteratura ci dicono che ogni epico amore deve avere la sua dose di sofferenza e questo è esattamente ciò che stanno vivendo i nostri amati [e testardi] protagonisti.
Felicity, la vice presidente della Palmer Technologies (ebbene sì, potete dire addio alla Queen Consolidated) riceve un invito a cena dal suo nuovo capo, invito, a detta di Ray Palmer, di lavoro e “puramente platonico.” Catturata come una falena dalla luce, Ray convince Felicity ad unirsi a lui grazie ad un costosissimo abito di alta moda, che la ragazza non riesce a resistere alla tentazione di indossare, soprattutto quando accompagnato da un collier del valore di 10 milioni di dollari che l’uomo le mette al collo in occasione della serata.
Quello che apprezzo particolarmente in Palmer è il modo in cui valorizzi Felicity e non mi riferisco certo ai vestiti e ai gioielli, l’uomo, chiaramente interessato alla giovane, non si è limitato a fare di la propria assistente esecutiva, ma l’ha messa in una posizione di prestigio dimostrando di avere in lei una cieca fiducia. E sì, questa è una critica nei confronti di Oliver, perché, nonostante le sue intenzioni nei confronti di Felicity non siano mai malevole, non ha certamente mai avuto il merito di valorizzarla come meriterebbe, almeno non sul posto di lavoro.

Quello che invece, degli autori, trovo criticabile in questo episodio è il tentativo troppo palesato di dover frozatamente mettere a confronto Palmer e Oliver. La scena di Ray che si esercita nel suo ufficio in quello che è il fiore all’occhiello di Oliver, sebbene serva da introduzione alla simpatica battuta di Felicity “oddio, ho un tipo” mi è sembrata particolarmente superflua, perché se c’è qualcosa che, di fatto, sta attraendo Felicity verso il suo nuovo capo, non è ciò che lo fa somigliare a Oliver, ma ciò che, da lui, lo distingue. Palmer sembra, ed il condizionale è di rigore, disposto a fare delle scelte, Oliver ha chiarito con Felicity che per ora il loro amore non ha un futuro, prendendo, di fatto, una decisione per entrambi. E’ evidente come questa scelta lo stia tormentando, gli autori ci avevano promesso che quanto successo tra loro all’inizio della serie non sarebbe caduto nel dimenticatoio ed hanno mantenuto la promessa, ma questo non significa che quello che ci hanno dato debba necessariamente piacerci.

Oliver, nonostante le sue convinte asserzioni, non riesce davvero ad accettare il fatto che Felicity possa andare oltre e cercare con qualcun altro quel genere di felicità che lui non è in grado di darle, la sua gelosia è non solo palese, ma anche ben accetta e, nonostante sia difficile accettarlo, non è difficile credergli quando dice a Diggle che vuole che lei sia felice.
Ma parliamo un momento proprio di Diggle e spendiamo due parole sul suo ruolo nell’episodio.
Ciò che l’uomo dice a Oliver è sacrosanto, sfido chiunque a non aver alzato il pugno al cielo quando dice chiaramente in faccia al suo amico che se davvero volesse vedere la giovane felice, in quel momento starebbe con lei. Meno convincente, per non dire quasi fastidioso, è invece quello che va a dire a Felicity riguardo Oliver: “questa cosa con Palmer gli sta creando dei problemi, Felicity ed è pericoloso.
Fermi tutti. Quindi, secondo gli autori, non solo Felicity dovrebbe accettare silenziosamente la decisione di Oliver di non stare con lei perché non riesce a conciliare l’uomo che indossa la maschera con la sua persona, ma non dovrebbe nemmeno cercare di farsi una vita con qualcun altro, perché questo gli creerebbe dei problemi?
Onestamente non so in quanti modi dire quanto sbagliata sia questa affermazione.
Che Oliver stia facendo un madornale errore con Felicity lo sappiamo e lo accettiamo, perché ci hanno permesso di conoscere lui ed i suoi tormenti in questi tre anni, fa parte del gioco e del loro cammino come coppia, ma che siano state messe in bocca proprio a Diggle parole così assurde un po’ dispiace, prima di tutto perché Felicity ha diritto a essere felice e soprattutto perché il suo “interesse” nei confronti di Palmer non è un dispetto ad Oliver, ma l’esercizio del suo diritto di vivere la propria vita e Diggle, più di ogni altro, dovrebbe saperlo. Inutile dire che le cose vireranno verso il peggio nell’attimo in cui Oliver, grazie alle parole di Diggle, si convince a parlare con Felicity, la va a trovare e, ovviamente, li coglie mentre si baciano.

E apriamo anche una breve parentesi sul bacio e sulla reazione di Palmer ad esso. Nonostante l’uomo abbia palesato piuttosto chiaramente le sue intenzioni nei confronti di Felicity, in realtà sarà lui a ritrarsi, lasciandola leggermente interdetta. Nella scena che segue vedremo l’uomo armeggiare nel suo ufficio con il proprio computer e guardare una ricostruzione olografica del suo costume come Atom. Che Ray abbia quindi lo stesso tipo di remore che  Oliver ha palesato a Felicity? Oppure il suo ritrarsi è semplicemente dovuto al fatto che non gli piace l’idea che lei non sappia tutta la verità su di lui?
Il mistero si infittisce.
E per quanto concerne Oliver e quanto ha visto? Beh… che lui non prenda bene la cosa è evidente ed in un certo senso è anche salutare. Meno piacevole è invece la sensazione di separazione che lascia il finale dell’episodio, con Oliver e Roy che si rifugiano a casa di Diggle che li aveva invitati a cena, dando questo senso di famiglia che finisce però per escludere Felicity.

Anche il senso dei flashback di questo episodio è piuttosto chiaro: tutte le esperienze nel passato di Oliver lo portano a prendere certe decisioni nel presente. Tutto, in questo momento, ci parla della sua battaglia per conciliare la vita dell’uomo dietro la maschera con quella dell’eroe, cosa che i suoi ospiti ad Hong Kong sembrano riuscire a fare meglio di lui, come d’altronde Diggle e Lyla, ma nonostante l’intento dell’episodio sia chiaro, nonostante si comprenda che Rey Palmer è un ostacolo sul cammino di Oliver e Felicity, nonostante anche un cieco saperebbe che i due sono destinati l’uno all’altra, la sensazione è che gli autori si siano sforzati troppo di sottolineare l’ovvio, finendo a volte per inciampare nella banalità.
Se l’amore tra Felicity e Oliver deve essere epico, che lo sia, ma senza compromessi o ovvietà, il messaggio dell’episodio è chiaro, il modo in cui è stato trasmesso – almeno in questa circostanza – non necessariamente efficace.

Tra due settimane, ebbene sì, dobbiamo subire un mini hiatus di 7 giorni, ci attende invece l’attesissimo crossover tra The Flash e Arrow, in due episodi evento in onda martedì 2 e mercoledì 3 dicembre negli Stati Uniti su The CW.

Vi consigliamo anche