Born in the Wild: il parto all’aria aperta diventa un reality

Arriva Born in the Wild, il reality show che mostra il parto di alcune donne che hanno deciso di dare alla luce i propri figli in mezzo alla natura e senza assistenza

Born in the Wild, il reality che mostra il parto all’aria aperta di alcune donne è l’ultima frontiera inaugurata dai reality show. Se infatti l’idea di mettere a contatto persone famose con un ambiente ostile è stata largamente praticata nel corso degli anni, basti pensare in tal senso a L’isola dei famosi, quella partorita da Lifetime potrebbe sensibilmente spostare i termini della questione.

Il nuovo reality show infatti racconterà con dovizia di particolari il parto di alcune donne che hanno deciso di dare alla luce i propri figli in maniera assolutamente naturale, senza l’ausilio di medici o farmaci. Il tutto al fine di riproporre un modo di partorire che dovrebbe riprendere per grandi linee quello in uso due secoli fa, senza alcun tetto sulla testa o assistenza medica.

Un’esperienza all’aria aperta che ha tratto ispirazione da un ormai famoso video di YouTube, nel quale viene mostrato il parto di una donna nel bel mezzo della natura e capace di attrarre ben 20 milioni di utenti.
La decisione di Lifetime e il video in questione hanno naturalmente inaugurato una lunga scia di polemiche. Di fronte alla quale sono arrivate le rassicurazioni di Eli Lehrer, il vicepresidente della società americana, il quale ha affermato che saranno comunque prese tutte le precauzioni possibili e immaginabili affinché sia le partorienti che i nascituri non abbiano alcun problema di sicurezza.

A partire dai luoghi prescelti, che pur immersi nella natura non saranno completamente avulsi dalla civiltà. A garantire il tutto la vicinanza di ospedali e la presenza costante sul set di una equipe medica sempre pronta ad adoperarsi in caso di problemi. Inoltre le donne che saranno impegnate nel parto naturale non sono alla prima esperienza in tal senso.

Le rassicurazioni di Eli Lehrer non sembrano però destinate a spegnere la polemica. Rimane infatti molto alta la preoccupazione sul rischio di emulazione, sempre presente in caso di fenomeni mediatici e ancora più preoccupante in questo frangente, proprio per le gravi implicazioni che potrebbe comportare. Un rischio messo in rilievo anche da Giovanni D’Agata, il presidente dello Sportello dei Diritti, che mette in guardia dalla possibilità che qualche donna voglia provare a partorire nella propria abitazione, senza alcuna forma di assistenza, ipotesi che andrebbe assolutamente evitata.

A beneficiare di queste polemiche sarà senz’altro Born in the Wild, il reality che mostra il parto all’aria aperta e senza assistenzadi cui già si è cominciato a parlare molto prima del suo inizio.