Chicago Fire: recensione dell’episodio 3×01 ‘Always’ [spoiler]

Il primo episodio della terza stagione di Chicago Fire apre con una scioccante perdita per la Firehouse 51

Nella mia passione sfrenata per gli show televisivi mi ritrovo a volte a non poter fare a meno di alcune particolari serie, mentre altre le guardo considerandole un vero e proprio “guily pleasure,” un piacere occulto, e Chicago Fire fa parte di questa seconda categoria che mi permette quindi di evitare – quando posso – gli spoiler e rimanere completamente senza parole nello scoprire quale dei personaggi dello show sia morto in seguito ad un’esplosione avvenuta nell’ultimo episodio della scorsa stagione.

Avevo letto e scritto che lo show avrebbe perso un membro della squadra 51, ma onestamente non mi sarei mai aspettata di scoprire che quella persona potesse essere Shay. Tra tutti personaggi a cui avevo potuto pensare, lei non era rientrata nemmeno nella lista. Uccidere un’altra protagonista femminile, dopo Jones nella prima stagione, anche questa fortemente legata a Dawson e che in più rappresentava una categoria non poi così presente in televisione, è stato un gesto incredibilmente sciocco o molto coraggioso da parte degli autori. Tutto dipenderà da quale peso daranno a questa perdita e, naturalmente, dalla reazione dei fan.

Chicago Fire dimostra in un certo senso che, proprio come nella vita vera, gli incidenti accadono senza fare discriminazioni di alcun genere e quando è in gioco la vita di persone che la mettono quotidianamente a repentaglio, come gli esponenti della Squadra 51, tutti possono perderla. E questa verità è anche la ragione per cui la morte di uno di loro colpisca così tanto gli altri protagonisti, che non sono solo colleghi di lavoro, ma che condividono nel pericolo un legame che è probabilmente molto difficile da spiegare. Ne è una dimostrazione il fatto che Dawson non abbia accettato la proposta di matrimonio di Casey, perché farlo le ricorderebbe di aver detto sì lo stesso giorno in cui ha perso la sua amica e compagna. C’è una delicatezza e un rispetto nel modo in cui emergono i sentimenti di tutti i protagonisti nell’arco di questo episodio che non è sempre facile trovare in uno show televisivo, priva della sovente spettacolarizzazione che tende ad accompagnare la morte di uno dei protagonisti.

E parlando della scomparsa di Shay non si può non nominare Severide. Da quando la sua amica è scomparsa, l’uomo non è tornato a lavoro ed è evidente che stia combattendo con un dolore difficile da sopportare. Man mano che, nel prosieguo della puntata, vediamo diversi flashback che raccontano l’arrivo di Shay in caserma ai suoi esordi, capiamo con maggiore profondità quanto importante fosse il legame tra lei ed il suo amico del cuore. E proprio quando uno si aspetterebbe che la scena iniziale, con la morte di Shay, potesse essere la più emotivamente coinvolgente dell’episodio, ecco arrivare quella finale con la straziante confessione di Dawson, che rivela il suo proprio senso di colpa per la morte dell’amica, dovuta al fatto di aver scambiato posto con lei poco prima dell’esplosione e, come se questo non bastasse, il tutto si conclude con Severide che riguarda il DVD del contratto su video che aveva girato con Shay quando avevano deciso di andare a vivere insieme, dando inizio alla loro bellissima amicizia e spezzando definitivamente il cuore di noi spettatori.

Intervistato da TV Guide il creatore dello show, Matt Olmstead, ha così parlato della reazione di Lauren German e del resto del cast alla notizia che il suo personaggio sarebbe morto: 
E’ stata molto professionale, ha fatto parte di molti show prima di questo e farà parte di altri nel futuro. Penso che tutti noi a Chicago siamo una famiglia, perché gli attori e le attrici sono come degli zingari, tutti hanno dovuto fare le valige e venire qui in città [lo show è girato proprio a Chicago]. E’ la loro casa adesso e loro sono molto legati. Escono insieme. Quindi  perdere un membro della famiglia ha sicuramente avuto un impatto personale su tutti a livello personale”.