È morto Don Antonio Polese, il Boss delle Cerimonie di Real Time

Si è spento stamattina Antonio Polese, protagonista del programma di Real Time, ‘il Boss delle Cerimonie’. La causa della morte uno scompenso cardiaco

È morto questa mattina, all’età di 80 anni, Antonio Polese, meglio conosciuto come Don Antonio ‘il boss delle Cerimonie’, per l’omonimo programma che lo vedeva protagonista sul canale Real Time. I suoi familiari confermarono la notizia del suo primo ricovero a fine ottobre, per uno scompenso cardiaco, e ora giunge la notizia della sua morte. Sulla pagina Facebook di Real Time è apparsa una dedica con l’immagine del boss, seduto su una sedia dorata e sorridente, recante la scritta “Ciao Don Antonio! Ci hai fatto sorridere ed emozionare, piangere e cantare. Arrivederci, Boss”. Dopo settimane trascorse a lottare tra la vita e la morte, è venuto a mancare questa mattina, dopo essere stato ricoverato d’urgenza la scorsa notte nella clinica casertana ‘Pineta Grande’. La camera ardente sarà allestita presso il Grand Hotel ‘La Sonrisa’.

La notizia della morte di Don Antonio è stata rilanciata anche attraverso la rete su siti web, social come Twitter, dove sono centinaia i messaggi di cordoglio dei fan. Il decesso è stato confermato anche dallo staff dell’Hotel ‘La Sonrisa’. È in questa struttura, sita a Sant’antonio Abate (Napoli), che il boss animava le sue feste per gli sposi e quanti desideravano passare un loro evento nel cosiddetto Castello, il Grand Hotel di cui Polese era proprietario. Cerimonie fastose di feste nuziali, prime comunioni, neomaggiorenni con la presenza di cantanti neomelodici, poi divenute un vero e proprio programma per Real Time che seguiva passo dopo passo i festeggiati nell’organizzazione del loro evento. Gli eventi vedevano proprio lui, il boss, come l’ospite d’onore che entrava trionfalmente in sala tra applausi e ‘fazzolettate’. Il suo augurio ai festeggiati era un diventato un vero e proprio must: “Per cento anni e sempre con buona salute“. Un augurio molto importante da fare in tali circostanze e che ora, tutti, ricorderanno in sua memoria.

(Foto: l’Espresso)