Forever: recensione dell’episodio 1×01 Pilot [spoiler]

Ioan Gruffudd e Alana De La Garza sono i protagonisti di Forever, uno show che viaggia letteralmente nel tempo

Henry Morgan (Ioan Gruffudd) è un medico legale di New York City con un grande segreto.
Dopo essere stato colpito da un fulmine più di 200 anni addietro, il dottor Morgan ogni volta che muore torna alla vita, nudo, in uno specchio d’acqua, per ripetere incessantemente questo ciclo. L’unico a conoscere il suo segreto è Abe (Judd Hirsch), un neonato – ormai cresciuto – che Morgan aveva salvato durante la seconda guerra mondiale.

Un incidente mortale nella metropolitana, in cui lo stesso protagonista viene coinvolto, mette il solitario e strano protagonista dello show sulla strada del detective Jo Martinez (Alana De La Garza di Law & Order) che lo sospetta di essere la mente dietro questo attentato multiplo, ma presto l’uomo non si limiterà solo a scagionarsi dall’accusa, ma finirà anche per conquistare la fiducia della bella detective, convenientemente vedova, e ad affiancarla nella risoluzione del caso.

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Forever è un godibile procedurale senza troppe pretese, con un curioso retroscena.
Il pilot rispetta tutti i canoni di questo genere di show, l’affascinante eroe, la poliziotta decisa che nasconde la donna fragile, un segreto inconfessabile, un caso da risolvere ed un pericoloso nemico che mette a repentaglio le certezze e la pace del protagonista, ma dà anche una sensazione di déjà vu dalla quale non è facile scappare.

Il creatore e produttore esecutivo Matthew Miller, parlando dello sviluppo successivo della storia, ha dichiarato:
Prima di tutto lo show è un procedurale, ha quell’elemento in cui ogni settimana troviamo un corpo e dobbiamo cercare di risolvere il caso per la fine della puntata. E poi c’è qualcuno che conosce il segreto di Henry. Nel pilot facciamo un cenno a questa idea che questa persona potrebbe essere afflitta dalla stessa condizione del protagonista, il che è un’idea interessante dal punto di vista di un uomo vivo da 200 anni, scoprire che esiste qualcuno che potrebbe essere come lui. E’ uno strumento narrativo ed un elemento che compone la mitologia dello show che useremo sporadicamente, il che significa che non vi faremo cenno ad ogni episodio. Ne riparleremo nel secondo episodio, ma poi lasceremo in sospeso il discorso per i successivi quattro o cinque, ma è un tema che farà parte della mitologia e dell’arco narrativo della serie. Alla fine della stagione scopriremo qualche interessante sorpresa su questo personaggio e sul suo rapporto con Henry, ma non è questa storia ad essere il motore dello show.

Nonostante la serie rispetti quindi tutti i canoni più classici di alcuni dei più grandi successi televisivi c’è qualcosa nei personaggi e nella chimica non esattamente strabiliante tra i due protagonisti che non sembra fare di Forever un show destinato a durare… per sempre.