Rating USA: tutti i segreti per comprendere i dati di ascolto

La vita di ogni show televisivo è legato ai rating, ecco come funzionano e che peso hanno sul rinnovo o la cancellazione di uno show

Come vengono calcolati i rating negli Stati Uniti ed in base a cosa viene deciso se uno show debba essere cancellato o rinnovato?
Per ogni appassionato di serie questa è la domanda chiave, la cosa più importate da sapere per il futuro dei propri beniamini, ma le cifre e le parole a volte si confondono e non sono di facilissima interpretazione: proviamo quindi a fare chiarezza sull’annosa questione dei rating e della loro interpretazione.

La prima cosa da dire, forse la più banale, ma non per questo meno importante, è che la Nielsen – la società che si occupa del calcolo degli ascolti – non monitora le televisioni di tutta la popolazione americana, ma – come nel caso del nostro Auditel – solo di un campione. La società distribuisce infatti ad un certo numero di famiglie campione, un apparecchio che, collegato alla loro televisione, misura cosa esse guardino in TV e per quanto tempo. Il campione casuale che viene scelto rispecchia la popolazione americana, così come è composta, in base all’età, al sesso, alla geografia, alla razza, al fatto se abbiano o meno la TV via cavo ed altre caratteristiche. Ciò significa che nel caso in cui il 40% della popolazione americana fosse di sesso maschile, il campione della Nielsen sarebbe per il 40% composto da uomini.

Una volta scelta la famiglia, il misuratore fornito viene collegato ad ogni televisione, DVD, videoregistratore e consolle per i giochi presente nella casa. Ogni famiglia selezionata partecipa al progetto per due anni ed il misuratore viene previamente programmato con le informazioni riguardanti ogni membro della famiglia, che dovrà semplicemente limitarsi ad accedere al proprio profilo ed uscirne ogni volta che accenderà e spegnerà la TV o uno degli altri apparecchi. I dati raccolti vengono inviati ogni notte alla Nielsen per essere processati.
Quindi solo ed esclusivamente le famiglie in possesso di questo misuratore contano ai fini del calcolo dei rating, gli altri contano esattamente quanto un utente non americano che scarichi un episodio da Internet: cioè nulla.

Perché i calcoli dei rating siano più accurati possibile, la Nielsen non si limita a prendere in considerazione solo i dati Live, cioè presi al momento della messa in onda di un dato programma, ma considera anche i DVR, cioè i dati dei programmi registrati, ma ecco nella fattispecie come funzionano le cose.
Esistono tre diversi tipi di dati:

C+3: in cui la “C” sta per “commercial,” (pubblicità) e sono i dati che determinano quanto un network venga pagato per la pubblicità. Misurano quanta pubblicità, Live e DVR, venga guardata in media al minuto in uno show entro 3 giorni dalla sua messa in onda. Questi dati sono di difficile reperimento e molto raramente vengono messi a disposizione del pubblico, ma in sostanza sono quelli che davvero contano.

Live+same day: sono i dati che vediamo pubblicati un po’ ovunque dopo un episodio e misurano la media in minuti, Live e DVR, della visione di un programma e della pubblicità fino alle 3 del mattino successivo alla sua messa in onda.

Live +7 : sono i dati che misurano la media in minuti di visione di un programma e della pubblicità, ma a 7 giorni dalla sua messa in onda.

E qui cominciano le sorprese, perché i Live +7, che sono spesso citati nella formula “DVR +7” negli articoli e dagli uffici delle pubbliche relazioni dei diversi network e sono resi disponibili tra le 2 e le 3 settimane dalla messa in onda di un programma, non hanno di fatto nessun valore commerciale e non sono presi in considerazione dalla Nielsen. Questi dati hanno una presa particolare sui fan, perché sono sempre più alti dei C+3 o dei Live+same day, ma – come dicevo – non contano assolutamente nulla.
Non influiscono sul futuro di uno show, né sono presi in considerazione dai network. Di fatto sono un vero e proprio specchietto per le allodole per fan poco informati i quali finiscono per compiacersi dei buoni risultati ottenuti dal proprio show, senza essere consapevoli del fatto che tali risultati non hanno valore alcuno.

Ratings

Ma passiamo adesso a vedere come appaiano e come si interpretino i rating:

18-48 Viewers
Rating/Share (Millions)
1.6/6 6.46

La Nielsen usa i dati ricevuti da ogni misuratore per ottenere il numero delle case/famiglie che stanno guardando un programma rispetto all’intera popolazione, dato che è indicato con il nome di “IMPRESSION.”
In aggiunta a questo, le TV via cavo hanno un numero di abbonati che potrebbero guardare quello stesso programma, dato indicato con il nome “UNIVERSE.”
Quando si prende il numero delle IMPRESSION e lo si divide per il numero degli UNIVERSE, si ottiene una percentuale: cioè il RATING.
Usando quindi l’esempio sopra riportato, quel 1.6 indica la percentuale (1.6 %) delle famiglie che stanno guardando un dato programma:  se per esempio 1000 case hanno una televisione e 100 di queste famiglie la stanno usando per guardare uno specifico show, allora il rating di quello show sarà del 10%, cioè  100/1000 (impression/universe).

Lo share (indicato nel nostro esempio dal 6) è simile al rating, ma si limita ad indicare la percentuale di case/famiglie con un apparecchio (televisione o videoregistratore) acceso. Se per esempio 1000 famiglie possiedono una TV, 500 di queste hanno la TV accesa e 100 stanno guardando un particolare show, allora lo share di quello show si ottiene dividendo 100/500, cioè il 20%, diversamente dal rating che era invece 10%.

Non credo vi sia bisogno di spiegare cosa significhi il numero (espresso in milioni) di spettatori che stanno guardando uno specifico show, mentre mi soffermerei su quel  18-49 che indica un gruppo demografico di età compresa tra i 18 ed i 49 anni, nonché quello più importante per network e pubblicitari, perché rappresenta il gruppo con maggiore potere di acquisto, quella a cui – in sostanza – è dedicata tutta la pubblicità inserita nei vari programmi che guardiamo.

Nel caso in cui tutti questi numeri e percentuali vi abbiano spaventati o confusi, cercherò di riassumere in maniera più che sintetica i punti più importanti:
1. I dati Live +7 di cui tanto i fan si compiacciono non hanno alcun valore commerciale e non sono presi in considerazione dalla Nielsen;
2. Ai fini del rinnovo di uno show gli unici dati che contano sono quelli delle famiglie campione scelte dalla Nielsen per usare il loro misuratore. Lasciate stare quindi tutte le varie “campagne” indette dai fan per salvare uno show o l’idea di boicottarlo nel caso in cui non siate soddisfatti di una particolare storyline, se non avete un misuratore della Nielsen, purtroppo, non contate assolutamente nulla ed i vostri sforzi risulteranno totalmente inutili;

Semplice, giusto?

E’ ovvio come questo sistema non sia perfetto, è frustrante rendersi conto del fatto che tutto il tempo e la passione che investiamo in uno show siano, di fatto, inutili, ma le cose possono cambiare?
La risposta è sì, possono e già sono sulla strada per farlo: a dicembre del 2012 è stato infatti annunciato un progetto dal nome “Nielsen Twitter TV Rating” che intende creare un nuovo sistema di misurazione, fornito dal numero di persone che interagiscono su Twitter, citando uno specifico programma e fornendo così un dato più realistico e valido da integrarsi con quello offerto dai “vecchi” sistemi Nielsen. Un nuovo modo per misurare gli ascolti live, con tutti i difetti che può presentare.
Non è detto infatti che tutti quelli che guardano un programma abbiano un account Twitter e lo usino per parlare di uno show al momento della messa in onda, ma ciò non toglie che, dopo molto, molto tempo, si stia finalmente facendo qualcosa per integrare i dati di ascolto – per come sono da sempre stati registrati – e le nuove tecnologie, nonché per usare i social media in maniera più efficace. Ogni novità in quella direzione va, di fatto, accolta positivamente.

Nel caso in cui la mia spiegazione non sia stata sufficiente, vi lascio alla visione di questo video (in inglese) che dà ulteriori chiarimenti in merito all’argomento.