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23 Nov

Agents of S.H.I.E.L.D.: recensione dell’episodio 2×01 ‘Shadows’ [spoiler]

Teresa Soldani
24 settembre 2014
AGENTS-OF-SHIELD

Con tutte le perplessità che ho sempre avuto nei confronti di questa serie e con la sua impostazione piuttosto curiosa di uno show che dovrebbe narrare le gesta di grandiosi supereroi, senza davvero mostrarli, devo ammettere che l’inizio di questa seconda stagione ha superato le mie aspettative, anche se – è evidente – c’è stato un decisivo cambiamento di rotta creativo rispetto agli inizi.

La seconda stagione di Agents of S.H.I.E.L.D. comincia con un cammeo dell’Agente Carter, personaggio principale della serie presentata a luglio al Comic-Con di San Diego, che debutterà a gennaio del 2015, il cui concept mi ha lasciata ancora più perplessa di quanto non avesse fatto originariamente Agents of S.H.I.E.L.D. stesso, oltre ad un cambio generale di atmosfera che, come preannunciavo, è decisamente un punto a favore della serie.
Uno degli aspetti che mi lasciava più interdetta dello show, era come descrivesse le avventure di una squadra di élite che, di fatto, era composta quasi interamente da membri fin troppo giovani per avere l’esperienza necessaria ad affrontare i pericoli che gli venivano posti di fronte. Apparentemente sembra che gli autori abbiano deciso di far fronte a questa incongruenza, mostrandoci una squadra più adatta ad affrontare il difficile compito che la aspetta. Oltre a Triplett, che avevamo già visto l’anno scorso, l’aggiunta di Lance Hunter (Nick Blood) ed Alphonso ‘Mac’ Mackenzie (Henry Simmons), danno alla serie una maggiore credibilità, per non parlare di una Skye decisamente più matura della ragazza dello scorso anno e di Melinda May, che continua a dirigere la squadra sul campo con il suo solito piglio.
Anche l’introduzione di un nuovo super cattivo come Carl “Crusher” Creel, alias l’uomo che assorbe, ha contribuito al successo di questo primo episodio, per non parlare di quanto somigliasse all’originale dei fumetti Marvel, cosa che sicuramente non guasta considerato il doppio filo con cui la serie ed i comics siano legati.

Getta un velo di tristezza, in una premiere piena d’azione, la rivelazione che Simmons abbia lasciato il team e che Fitz, il cui lobo temporale è rimasto gravemente danneggiato in seguito agli eventi del passato finale di stagione, non abbia fatto che parlare da solo per tutto il tempo, lasciandoci con il dubbio su che tipo di apporto possa dare alla squadra in quelle condizioni, soprattutto dopo che Coulson rivela essere irreversibili.
E proprio a proposito dell’agente Coulson, lui sembra il personaggio che ha subito maggiori cambiamenti: l’uomo che ci viene mostrato oggi è decisamente più distaccato e meno presente di quanto non fosse prima. Il suo atteggiamento più spietato è un interessante deviazione dall’uomo paterno a cui eravamo abituati: questo Coulson è disposto a rischiare la vita di un suo agente per il bene di una missione rendendo più realistico il suo ruolo, rispetto all’attitudine da “siamo tutti una grande famiglia,” che avevamo visto l’anno passato, decisamente meno compatibile con il leader di una squadra di vigilanti quali gli Agents of S.H.I.E.L.D.

Un altro personaggio interessante dello show, probabilmente il più interessante, è Ward. Il suo tradimento l’anno scorso è stato ciò che ha ridato linfa vitale allo show. Personalmente vivo con comprensibile preoccupazione l’idea che possano in qualche modo riscattarlo, facendolo tornare “buono” e vanificando la storyline più intrigante dell’anno scorso, ma sono altresì intrigata dalla prospettiva di come gestiranno il suo ruolo ed il rischio di farlo diventare, in un certo senso, un cattivo come tanti altri, di cui ci si potrebbe presto stufare.
Ai posteri l’ardua sentenza.

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