Arrow: recensione dell’episodio 3×05 ‘The secret origin of Felicity Smoak’ [spoiler]

Felicity Smoak, ovvero la donna che sapeva salvare se stessa

Era finalmente ora che uno dei personaggi principali della serie avesse la sua backstory, ovvero che i retroscena del suo passato venissero raccontati al pubblico e, ancora una volta, il pool di autori che si cela dietro alle storie di Arrow non ha deluso.
Le origini segrete di Felicity Smoak ci vengono rivelate grazie a due fondamentali accadimenti: il primo è l’arrivo inaspettato, ma non casuale, della mamma della giovane, Donna (Charlotte Ross), mentre il secondo è un attacco hacker che colpisce Starling City, mettendo ovviamente Felicity in prima linea per la sua difesa. Ma andiamo con ordine e soffermiamoci per un momento sulla bellissima sequenza con cui l’episodio inizia, in cui Oliver e Roy, Laurel e Ted Grant, Thea e Malcolm si allenano in coppia, scena che si conclude con una Felicity appena sveglia che riesce orgogliosamente a concludere il suo quinto esercizio per gli addominali.

Donna e Felicity

Per la prima volta vediamo l’appartamento di Felicity, la cui giornata inizia in maniera piuttosto movimentata, prima con l’inaspettato arrivo di Ray Palmer e poi con l’invasione da parte della madre che le piomba in casa in maniera del tutto inattesa. La visione di mamma Smoak è piuttosto inaspettata, sia per gli spettatori che per Ray, la donna, stretta in un succinto abito blu elettrico, con soffici capelli biondi che le ricadono sulle spalle ed un atteggiamento piuttosto sbarazzino, sembra più essere sua sorella, che sua madre, cosa di cui Felicity sembra rendersi perfettamente e dolorosamente conto. Ed anche questo è un aspetto che mette a nudo un lato della giovane che non avevamo mai visto prima, la reticenza con la quale Felicity, nel corso dell’episodio, si trova forzata a presentare la madre ai propri amici, è piuttosto evidente e indica un certo imbarazzo verso una donna dai modi tanto diversi dai suoi.

E’ difficile immaginare la Felicity a cui siamo abituati essere tanto dura con qualcuno a cui vuole così bene, ma questo è esattamente ciò che accade durante l’episodio. Sicuramente esasperata da una situazione molto difficile da affrontare, che la porta a dover ripercorrere una parte del proprio passato che evidentemente voleva dimenticare, Felicity finirà infatti per sfogare su Donna tutta la sua frustrazione fino a dirle cose piuttosto pesanti come “tu sembri non comprendere che non posso far fermare tutto il mondo perché hai deciso di presentarti davanti alla porta di casa mia. Io ho delle responsabilità. […] L’unica cosa di cui ti importa è la mia vita amorosa o quanta scollatura non metto in mostra […] e mi dispiace, mi dispiace di essere una single terminale, mi dispiace di avere un lavoro vero, mi dispiace di non vestire come una pornostar e che sentirtelo dire, mi rendo conto, sia un complimento per te. Sono davvero spiacente di essere una tale delusione per te!” Parole che pesano ovviamente come macigni per Donna e delle quali la stessa Felicity finirà presto per pentirsi, ma che vengono comunque pronunciate, il che in un certo senso è un bene.

La ragazza a cui la serie ci aveva, fino ad ora, abituati è infatti stata sempre una figura quasi mitologica, priva di difetti e spigoli, saggia, disponibile, comprensiva, geniale, il fatto che le abbiano messo sulle labbra parole tanto astiose nei confronti di una persona che, come Donna stessa le dirà, si è comunque sempre presa cura di lei e non l’ha abbandonata come il padre, permettendole di vivere quella vita che l’ha trasformata nella persona che è oggi, rende il suo personaggio più umano ed accessibile. Ebbene sì, Felicity Smoak non è solo il membro più divertente del team Arrow o una sorta di maschera messa lì per divertire il pubblico, ma ha anche lei un lato più oscuro. Un aspetto della sua personalità legata indissolubilmente ad un passato di cui nessuno sapeva nulla.
Il che ci porta direttamente ai flashback di questo episodio a lei interamente dedicati.

Ai tempi del college, una Felicity molto più dark (in tutti i sensi) stava infatti facendo i primi passi nel mondo degli hacktivist (hacker dediti ad imprese che hanno, a loro avviso, uno scopo sociale) insieme al suo ragazzo Cooper ed al loro amico Myron. Brillante studentessa del MIT, Felicity aveva scritto un virus capace di infettare qualsiasi computer rendendolo vulnerabile ad un attacco, con il quale avevano preso il controllo del Dipartimento dell’Educazione. A differenza di Felicity e Myron, però, Cooper si spinge oltre e, una volta entrato nel server, cerca di cancellare tutti i dati relativi ai prestiti che gli studenti chiedono per poter iscriversi ai college, ma viene fermato dalla stessa Felicity. Nonostante questo, il ragazzo viene rintracciato ed arrestato dal FBI e lui decide di prendersi la responsabilità di quanto successo, ammettendo di aver scritto il virus e di averlo usato, salvando così il suo amico e la donna che al tempo amava.

Quando, nel presente, la città viene messa sotto assedio da un sedicente Brother Eye e dal suo virus che minaccia di paralizzarla, Felicity riconosce in quelle stringhe il micidiale programma che aveva scritto cinque anni prima e si trova costretta a rivelare ad Oliver e ai suoi compagni la verità. Quando lui le chiede se, dietro a questo attacco, possa nascondersi il suo ex, Felicity gli confessa che Cooper, dopo essere stato incarcerato e processato, si è tolto la vita poco prima dell’arrivo della sentenza definitiva, facendo comprendere come questo triste e difficile lutto che l’ha colpita cinque anni prima, abbia contribuito alla decisione di cambiare vita e di diventare la Felicity che combatte oggi al fianco di Arrow.

Proprio quando i nostri eroi sembrano brancolare nel buio, Felicity scopre che l’arrivo di sua madre non è stato affatto casuale e che qualcuno le ha inviato una mail che annunciava la vincita di un biglietto aereo per Starling City e, proprio quando comincia a capire che dietro alla sua visita si deve evidentemente nascondere qualcosa, le due vengono rapite e portate in un capannone dove le aspetta Brother Eye, il quale altri non è che il suo ex, Cooper, che aveva in realtà finto la sua morte per mettere le sue capacità a servizio del Governo invece di passare la vita in prigione. Una volta scontata la sua pena, il giovane aveva però deciso di vendicarsi e di usare le conoscenze acquisite durante gli anni per organizzare una rapina miliardaria, obbligando Felicity ad aiutarlo ed usando la vita di Donna come merce di scambio per impedire che lei gli rifiutasse il proprio aiuto.

Ovviamente il piano di Cooper non riuscirà: Felicity infatti riesce a comunicare ad Arrow la propria posizione, ma quando lui arriverà sul posto, trovandosi di fronte la scena di un Cooper che punta una pistola alla tempia di Felicity, in un déjà vu di quanto accaduto con il Conte, Felicity finirà per salvarsi da sola, disarmando Cooper e mettendolo al tappeto ed impedendo così di fatto ad Oliver di essere di nuovo nella posizione di dover uccidere qualcuno per salvarle la vita.

I frenetici eventi della puntata non potevano non mettere infine Oliver e Felicity ancora una volta a confronto. Una volta di ritorno al covo di Arrow i due hanno infatti uno scambio decisamente dolce-amaro. Oliver dice a Felicity che qualunque siano le esperienze che ha vissuto nel passato, esse hanno contribuito comunque a renderla la persona che è oggi “…e tu sai cosa provo per lei,” aggiunge. L’immediato “dovrei andare adesso,” con cui lei risponde, ad interrompere le parole di Oliver, sono il testimone di come i sentimenti che i due provino l’uno per l’altra siano ancora l’emblematico elefante nella stanza, che tutti vedono, ma di cui nessuno vuole parlare. Oliver ribadisce di fatto di amarla per ciò che è e per ciò che il passato l’ha fatta diventare e Felicity conferma di non voler affrontare l’argomento, ancora troppo ferita da quanto con lui accaduto.

L’episodio prosegue con la riappacificazione tra Felicity e Donna e, per quanto concerne il suo B plot, con un timido tentativo di riavvicinamento anche tra Oliver e sua sorella, nonostante il diverso punto di vista che i due hanno nei confronti di Malcolm Merlyn, sottolineando come il tema della famiglia sia quello portante dell’intero episodio e si conclude con una scioccante rivelazione che riguarda Roy il quale si risveglia da un terribile incubo in cui vede se stesso uccidere Sara.