Arrow: recensione dell’episodio 3×14 The Return [spoiler]

L'episodio che gli autori hanno definito "una lettera d'amore ai fan" mostra un aspetto del passato di Oliver e della sua famiglia che in molti credevamo non avremmo mai avuto l'opportunità di vedere

The Return” è uno strano episodio, piacevole, ma strano.
Dominato dai flashback, che normalmente fanno parte del B plot degli episodi, ci mostra nel presente la lotta di Thea e Oliver contro Slade  e nel passato l’inaspettato ritorno di Oliver a Starling City, orchestrato da Amanda Waller, al fine di impedire a China White di vendere l’omega virus al maggior offerente.

Il presente.
Oliver e Thea, dietro suggerimento di Malcolm, sono nell’isola di Lian Yu, perché il nuovo maestro di Oliver è convinto che l’uomo debba recuperare il suo istinto da killer per poter sperare di sconfiggere Ra’s al Ghul. E quale modo migliore per farlo accadere che aiutare Slade a fuggire dalla sua prigione e scatenarlo contro i fratelli Queen?
la conseguenza più importante di questo scontro, che forse non è stato intenso quanto mi attendevo, è sicuramente che le circostanze hanno messo alle strette Oliver, obbligandolo così a rivelare a Thea la verità sulla morte di Sara ed a confessarle che l’assassina della giovane non è altri che lei, messa sotto l’influenza di una potente droga ad opera di Malcolm. Nonostante il comprensibile shock iniziale, Thea sembra assorbire il colpo meglio di quanto previsto, soprattutto perché non incolpa il fratello di averle tenuta nascosta la verità, ma accusa giustamente Malcolm per la posizione in cui l’ha messa. Detto ciò, continuo a trovare veramente strana questa alleanza, soprattutto viste le circostanze. Nonostante Thea accetti di lavorare al fianco di Malcolm, pur rinnegando qualsiasi rapporto filiale, dimostra di fidarsi talmente tanto delle scelte del fratello da accettare questo strano patto con l’uomo che l’ha resa un’assassina.  Ra’s al Ghul è un nemico temibile e sicuramente Oliver deve usare tutte le armi che ha a disposizione, anche le più impreviste, per sperare di sconfiggerlo, ma questo patto con Malcolm, soprattutto ora che la verità è venuta a galla, resta veramente difficile da comprendere.

Il ritorno di Slade.
Ho sempre ammirato il personaggio, credo sia stato uno dei cattivi più convincenti della serie e forse il suo ruolo nella puntata non è stato sfruttato al meglio, nonostante sia vero che fossero in due contro uno, Slade combatteva su un terreno che gli era favorevole e soprattutto contro un uomo alla cui introduzione al combattimento ha largamente contribuito, eppure non ho mai vissuto la sua fuga dalla prigione della A.R.G.U.S. come una vera minaccia. Nonostante infatti il suo caparbio tentativo di sconfiggere i fratelli Queen, direi che è stato reso inoffensivo senza troppe difficoltà e sono sicuramente lieta del fatto che non sia stato eliminato da Thea. Spero che Slade torni a terrorizzare la famiglia Queen, ma la prossima volta lo faccia in tutto il suo splendore.

Come nei flashback, anche nel presente l’oggi capitano Lance ha un bellissimo ruolo in questo episodio a cui rende particolare giustizia. Di fronte alla tomba di Sara ha infatti un doloroso ed intenso scambio con la figlia Laurel, mentre stringe tra le mani il suo personale veleno, una bottiglia di liquore:
La ragione per cui voglio aprire questa bottiglia e perdermici dipende da quello che hai fatto. Amavo tua sorella e amavo tua madre nella stessa maniera… ma tu ed io, avevamo qualcosa Laurel, perché ci somigliavamo così tanto. E ci fidavamo l’uno dell’altra e avevamo un legame, che tu hai spezzato. E non riesco a capacitarmi di come tu abbia potuto farlo… Non so come riuscirò a vivere con quello che hai fatto.” I nodi vengono al pettine, la decisione di tenere nascosta al capitano Lance la morte di Sara sembra avere le sue pesanti conseguenze sul rapporto tra padre e figlia e sono molto curiosa di vedere come verrà sviluppata questa particolare storyline.

I flashback.
Il primo sentimento che ho nei confronti del ritorno di Oliver a Starling City è la nostalgia che sento verso Tommy.
E’ la prima volta che lo show ci mostra le condizioni in cui versa la famiglia Queen quando ancora credeva che il suo futuro figliol prodigo fosse deceduto e le cose, come c’era da aspettarsi, sono tutt’altro che rosee. Thea, la sorellina che lui ricordava con tanta tenerezza, è ormai un’adolescente problematica che combatte con la dipendenza dalla droga e, nonostante questo sia un boccone molto amaro da ingoiare, ho amato particolarmente il ruolo di Tommy nella vita della giovane. Seppure Oliver non è presente, il suo amico infatti cerca, come può, di prendersi cura della giovane, cercando di impedirle buttare la sua vita e mostrando un amore fraterno nei confronti del suo scomparso amico. Mi manca davvero il rapporto Oliver/Tommy, vederlo onorarne la memoria di Oliver proteggendo la sua famiglia, penso abbia fatto comprendere a molti di noi quanto, nonostante Oliver sia circondato da amici fidati, possa sentire la mancanza di qualcuno che lo conoscesse tanto bene e da tanto tempo come Tommy.

Nonostante, sotto la minaccia di Amanda, Oliver non possa palesarsi ai suoi amici e familiari, trova comunque un modo di aiutare Thea e, in una mossa che ricorda il suo primo assassinio nel pilot, Oliver uccide lo spacciatore che rifornisce la sorellina nel bel mezzo del party per il ventunesimo compleanno di Tommy, con un gesto che ci ricorda quanto l’uomo di allora sia cambiato rispetto all’eroe che conosciamo oggi.

Nei flasback torna anche a mostrarsi il fantasma del padre di Oliver, grazie ad un messaggio trovato nel computer della Queen Consolidated, Oliver trova infatti un video a lui diretto, in cui il padre gli lascia in eredità il compito di riparare ai suoi errori e aiutare la sua città, nominando la famigerata lista di nomi, protagonista della prima serie dello show ed ormai dimenticata e dando, di fatto, al figlio uno scopo ed una missione.

Come nel presente, la parte più intensa dei flashback è stata forse quella che ha riguardato il detective Lance, la cui interpretazione va certamente applaudita. Distrutto dalla morte della figlia, pieno di astio verso la famiglia Queen e tutti quelli che, come Tommy, rappresentano quel mondo privilegiato, Lance non è che l’ombra dell’uomo che conosciamo oggi, un ubriacone che si trascina nella vita, che accusa tutti della morte della figlia e che rinfaccia a Laurel le sue scelte professionali, quando lei gli annuncia di voler andare a lavorare per un grosso studio di avvocati a San Francisco. Nonostante il suo stato ed il suo ruolo di padre decisamente offuscato, Lance mette comunque alle strette la figlia maggiore con brutale sincerità, fino a convincerla a non accettare quel lavoro, ma ad aiutare davvero il prossimo, come aveva sempre detto di voler fare.

Parliamo invece di Felicity.
La sua fugace apparizione nel passato di Oliver, quel leggero sorriso che riesce, ancora una volta, a strappargli dalle labbra, nonostante l’impossibile situazione in cui si trovi, è solo foriero del rapporto che questi due vivranno nel passato, ma può scatenare due reazioni diverse ed opposte nei fan. C’è chi può vivere questa scelta come un omaggio degli autori al tanto amato Olicity, ma c’è anche chi potrebbe averla trovata superflua, un modo addirittura per privare del suo significato il loro “primo” incontro nel passato, è infatti impossibile, a questo punto, credere che Oliver non abbia riconosciuto la giovane dopo averla vista in un momento così intenso del suo passato.
E voi? Da che parte state?