Arrow: recensione dell’episodio 3×16 The Offer [spoiler]

L'offerta di Ra's al Ghul porterà finalmente Oliver ad affrontare le sue vere paure e le ragioni per cui veste i panni di Arrow?

Diciamolo, l’offerta di Ra’s al Ghul non avrebbe potuto essere apparentemente più allettante.
A Oliver Queen, alias Arrow, viene proposto di ricevere le chiavi di un regno la cui potenza sembra essere senza confini, ma come notano sia Oliver che Felicity, il fatto che il nome di questo regno sia Lega degli Assassini, dovrebbe far suonare milioni di allarmi nella mente di chiunque abbia un minimo di discernimento, ma il problema – con il nostro eroe mascherato – almeno ultimamente, sembra essere proprio questo, il discernimento… o piuttosto la sua mancanza.

Ra’s offre all’uomo che ritiene degno della sua successione un potere apparentemente senza confini ed il fatto che Oliver gli creda e prenda davvero in considerazione la sua offerta è interessante da molti punti di vista, non tanto per l’ingenuità che mostra nei confronti di un uomo senza scrupoli quale “la testa del demone“, ma piuttosto per i motivi per i quali prende in considerazione tale possibilità: non per il potere che ne deriverebbe, non per le opportunità, né tanto meno per il  Pozzo di Lazzaro, che gli permetterebbe di avere una vita lunga e priva di sofferenze fisiche grazie alle sue doti guaritrici, ma perché Oliver, in quanto Arrow, sente di non avere più uno scopo, crede, in tre anni che indossa la sua maschera, di non aver davvero realizzato molto.

Oliver: ha detto che posso fare più come Ra’s di quanto potrei mai fare come Arrow. Che avrei risorse illimitate, che potrei fare la differenza, non lasciare solo un segno.
Diggle: Non lo stai davvero prendendo in considerazione solo perché il Capitano Lance è arrabbiato e Felicity è momentaneamente non disponibile, vero?

Come spesso capita, Diggle prima  – e Felicity poi – centrano perfettamente il punto che non riguarda tanto il tipo di offerta che Oliver riceve , ma piuttosto i motivi per cui la prenda in considerazione, motivi che lasciano qualche ombra sul suo personaggio.
Nonostante sia comprensibile che Oliver possa avere dei problemi a risalire alle vere ragioni per le quali indossa la maschera di Arrow, è con una nota di tristezza che lo si vedere cedere sotto il peso dei dubbi che lo divorano: Oliver in questa stagione ha preso molte decisioni, spesso discutibili, ha cercato di agire sempre in nome di un bene superiore sacrificando se stesso ad ogni passo: per il suo team, per la sua città, per dare giustizia a Sara e per sua sorella, a volte difendendo l’indifendibile, come quando è andato a salvare Malcolm dalle grinfie di Ra’s. Tutte decisioni apparentemente nobili, ma che nascondono una certa ingenuità da parte di un Oliver che sembra aver dimenticato di essere un uomo prima di un eroe.
A quante cose infatti può rinunciare senza pagarne davvero le conseguenze?
Non a caso i motivi che lo scuotono davvero e che gli fanno prendere in considerazione l’idea di accettare la proposta di Ra’s sono strettamente legati ai rapporti umani che ha con persone che contano molto nella sua vita: il Capitano Lance e Felicity. Il fatto che il primo gli gridi in faccia tutta la sua rabbia per le bugie che lui gli ha detto e la seconda abbia una relazione con Ray, finiscono per essere le vere ragioni scatenanti del suo dubbio, come se l’improvvisa concretizzazione delle sue peggiori paure lo porti ad assistere allo sgretolamento del suo mondo e delle sue convinzioni.
Oliver non ha fatto che agire per un bene superiore, ma la sua reazione a quanto accade in questo episodio è il chiaro segno di quanto la sua paura di rimanere solo, già espressa a Diggle nel secondo episodio di questa stagione, sia più forte di ogni cosa. A che pro infatti sacrificare se stessi per un bene superiore se vivere significa tradire tutto ciò in cui si crede e allontanarsi da o allontanare da sé tutte le persone che si amano? Che vita può essere quella vissuta in mome di un sacrificio che ti impone una simile solitudine?

Non a caso, e non poteva essere altrimenti, chi aprirà gli occhi ad Oliver sarà proprio Felicity che gli imporrà di riflettere su quali siano le vere ragioni per cui indossa la maschera di Arrow ed il fatto che Oliver lo faccia, è un ulteriore passo non solo verso la sua umanità, ma anche verso Felicity che non mostra alcuna esitazione nel dirgli che il motivo per cui loro due non stanno insieme è solo da attribuire alle sue scelte.
Che Oliver ricordi quindi quali sono i motivi per cui combatte è sicuramente necessario, ma è altrettanto importante che faccia il passo successivo e cioè che comprenda che non può affrontare da solo ogni singola decisione, non può sacrificarsi sempre, non può isolarsi, ma deve capire che ha bisogno di un sostegno non solo nella battaglia, ma anche uno morale e che lui è un uomo, prima di essere un eroe, con bisogni e necessità come qualsiasi altro uomo. Rinunciare a se stessi per gli altri se non si vive pienamente la propria vita, non è quindi la risposta giusta alla domanda che cerca e questo fondamentale tassello è quello che davvero gli manca al fine di essere l’eroe che è destinato ad essere.
Il suo personale sacrificio non è, di fatto, la risposta per tutto, nonostante quello che lui possa pensare.

Prima di lui a questa conclusione, proprio in questo episodio, sono sicuramente giunti Thea e Roy, rivederli finalmente insieme è come assistere al perfetto allineamento dei pianeti del nostro sistema solare. Thea è divorata dal dolore, dal senso di colpa e dal peso degli eventi che stanno rischiando di schiacciarla e quale risposta migliore se non cercare il supporto delle persone che si ama e che ci amano e lasciarsi finalmente andare? Entrambi i fratelli Queen hanno bisogno di un rifugio, di un porto sicuro in cui andare a riparare nei momenti più difficili e non esiste eroe, non esiste uomo, che possa prescindere da questa verità. La prima a capirlo, la prima a farsi trasportare dal proprio istinto e lasciarsi andare, è Thea e la speranza è ovviamente che il ben più testardo Oliver faccia la medesima cosa, soprattutto ora che Ra’s al Ghul è sul piede di guerra ed è deciso a far accettare ad Oliver, volente o nolente, le condizioni della sua offerta.