Arrow: recensione dell’episodio 3×18 Public Enemies [spoiler]

Il Lance furioso, il peso della verità, l'amore rivelato e molto altro nell'episodio Public Enemies di Arrow

Non hai idea di quanto la verità possa essere potente.

Questo avrebbe potuto tranquillamente essere il sottotitolo dell’adrenalinico episodio di Arrow che ha dimostrato come la rabbia di un amico, trasformato in nemico, possa essere più pericolosa di qualsiasi minaccia Arrow possa aver mai affrontato con l’eccezione, forse, di Ra’s al Ghul. Gli eventi di “Public Enemies” ricordano molto da vicino quanto successo in “Over the Edge,” un episodio di Batman: The Animated Series in cui Barbara Gordon, alias Batgirl, rimane gravemente ferita dopo uno scontro con Lo Spaventapasseri, dopo il quale Gordon scopre l’identità segreta della figlia e quella vera di Batman. Per l’occasione, un Gordon che si sente profondamente ferito e tradito dai segreti dai quali è circondato, arriva a pagare Bane perché uccida Batman e anche se l’episodio si conclude con la rivelazione che gli accadimenti non erano altro che un’allucinazione vissuta da Barbara, sotto l’effetto di una tossina dello Spaventapasseri, i due episodi sono simili in molti aspetti.

Come dicevo un amico tradito può rivelarsi più pericoloso del peggiore dei nemici e la furia del Capitano Lance arriva a livelli quasi epici dopo che Ra’s gli rivela la vera identità di Arrow. Il Capitano scatena infatti una vera e propria guerra contro Oliver/Arrow, ma la cosa peggiore è che il suo intento non è semplicemente quello di fermarlo, ma di ucciderlo e questo diventa piuttosto evidente quando ordina all’intero corpo di Polizia di Starling di “sparare a vista.” La rabbia di Lance è sicuramente comprensibile, nonostante l’atteggiamento spesso paterno che l’uomo ha avuto in alcune circostanze nei confronti di Oliver, venire a conoscenza del fatto che l’uomo è la causa di tutte le tragedie che hanno colpito la sua famiglia è la scintilla che dà vita agli eventi che si scatenano nell’episodio. Lance ammette di fronte a Laurel di aver sempre, in un certo senso, sospettato la verità, il che potrebbe portare a chiedersi il perché, se ha sempre avuto dei sospetti circa l’identità di Arrow, abbia deciso di essere così a lungo suo complice. La verità è che probabilmente prima Sara era ancora viva, mentre la perdita dell’amata figlia ha cambiato molto la prospettiva del Capitano che non aspettava altro che una conferma ai suoi sospetti per scatenare l’inferno contro Oliver ed i suoi compagni, non solo denunciandone pubblicamente le gesta e rivelandone l’identità, ma dando vita ad una vera e propria caccia all’uomo di proporzioni epiche.

Vorrei soffermarmi anche per un momento sul flashback di puntata, al di là del momento vagamente “Carramba che sorpresa” che vede spuntare la sorella gemella di Shado sul cammino di Oliver, è stato interessante vedere la dicotomia dell’effetto della verità rivelata sulla giovane e su Lance: mentre la prima trova nella scoperta che il padre e la sorella sono morti una sorta conforto e di pace a lungo attesa, il secondo ne viene completamente travolto.
Sempre sull’onda di quanto potente possa essere la verità, ha sicuramente senso che Oliver decida di consegnarsi alla giustizia per proteggere i suoi compagni, sebbene – anche in questa occasione – venga spontaneo sollevare qualche dubbio.
Il primo è che Oliver, ancora una volta, pur agendo per il bene dei suoi compagni, lo fa senza prendere minimamente in considerazione il loro parare a riguardo e sappiamo già quanti guai, questo atteggiamento da parte del leader del Team Arrow, abbia portato nel passato. Oliver prende infatti una decisione piuttosto definitiva per il suo, ed il futuro dei suoi amici, senza minimamente prendere in considerazione l’idea di condividere la sua decisione con loro, il che dimostra quanta strada ancora debba fare in quanto membro di un team coeso e non solo suo indiscusso leader.
Il secondo aspetto riguarda il messaggio generale dell’episodio, la verità rivelata, che reca con sé conseguenze inaspettate: per Lance, per Mia (la sorella di Shado), per Oliver… perché quindi decidere di concludere con un’azione che, con un colpo di spugna, cancella completamente questo messaggio?
Il fatto che Roy decida di consegnarsi alla giustizia al posto di Oliver, sebbene sia un gesto che dà una certa continuità alla sua storia personale ed al senso di colpa che ha sempre vissuto per aver ucciso un uomo innocente quando era sotto l’effetto del mirakuru, di fatto seppellisce ancora una volta la verità sotto al peso di una menzogna. Quale è quindi il senso di sottolineare il potere della verità, se proprio alla fine dell’episodio è una bugia a salvare Oliver?
Che il messaggio sia piuttosto che le conseguenze della verità sono tali da non poter essere gestite? Come reagirà Lance di fronte alla resa di Roy? La sua crociata sarà davvero fermata da una bugia?
Penso  che questi interrogativi siano di fatto rimasti in sospeso e spero che i prossimi episodi risponderanno a molte di queste domande, come d’altronde dimostra il promo del prossimo episodio.

Ma facciamo un salto indietro e parliamo anche del B-plot dell’episodio e del ritorno della spassosissima madre di Felicity. Donna Smoak ha sicuramente avuto il ruolo di risollevare lo spirito degli spettatori in un episodio altrimenti molto dark ed anche in questo caso vengono rivelate parecchie verità sui sentimenti di Felicity. Rey si trova infatti in un letto di ospedale per essersi preso una freccia nel petto al posto di Felicity, salvandole la vita, ma ha sviluppato delle complicanze che lo mettono a rischio di vita. Le azioni di Felicity, contro le regole ospedaliere, lo salveranno, ma quando l’uomo le confessa di amarla, la ragazza vomita, come suo solito, una cascata di parole che non riescono a nascondere il suo imbarazzo né il fatto che non riesca a reciprocare la dichiarazione di Rey, il che non fa che confermare quello che per molti di noi era piuttosto evidente e cioè che Ray sia sempre stata la perfetta scappatoia di Felicity all’indisponibilità sentimentale di Oliver. Non un capriccio, né un modo per far ingelosire Oliver, sarebbe stato davvero troppo meschino da parte di Felicity, ma una naturale reazione ad una situazione apparentemente senza scappatoie, che però non riesce a cancellare il fatto che la ragazza sia ancora innamorata di Oliver, come la stessa Donna le fa notare con tanta semplice schiettezza. Come Donna, penso sia ora che Felicity prenda una decisione e si metta in gioco anche lei, rischiando il tutto per tutto, solo così sapremo se questa storia ha davvero un futuro e spero sinceramente che gli autori diano seguito a questa esigenza.

Note a margine.
– Avete notato anche voi che Oliver indossa la tuta di Ray vero? E la vostra reazione è stata scioccata quanto la mia, giusto?
– Roy e Thea sono tornati insieme (finalmente!), peccato che lui si consegni alla giustizia due minuti dopo.
– Chi è il padre di Felicity? Perché se fosse stato con Donna e con la figlia sarebbe stato arrestato immediatamente? E’ un criminale? Un fuggitivo? Peccato che per sapere qualcosa sul misterioso genitore della giovane dovremo aspettare la prossima stagione.