Arrow: recensione dell’episodio 3×20 The Fallen [spoiler]

Il tentativo strenuo del Team Arrow di salvare Oliver dall'inevitabile

Partiamo da quello che nella serie ha smesso di funzionare da un po’ e che gli autori dovrebbero cominciare a pensare di ridimensionare drasticamente: i flashback.
L’abbiamo capito, questi tuffi nel passato di Oliver sono strumentali per spiegare la natura e l’origine di alcune delle sue scelte, oltre a far conoscere meglio alcuni dei personaggi che hanno incrociato la sua strada nei suoi cinque anni di esilio da Starling City. Il problema è che stanno diventando – di puntata in puntata – inutilmente prolissi. Quello che è stato tolto, in termini di tempo, a questo bellissimo episodio, poteva essere tranquillamente mostrato in un unico flashback, che avrebbe comunque raggiunto lo scopo e non mi riferisco, come in molti – giustamente – penseranno, all’interruzione della scena d’amore tra Oliver e Felicity, ma proprio all’espediente narrativo che comincia ad essere abusato, piuttosto che usato e che spesso spezza la tensione di momenti che decisamente meriterebbero di essere vissuti interamente sull’onda delle emozioni.

Passando oltre, l’episodio comincia con la scioccante scoperta, da parte di Oliver, di una Thea ferita quasi a morte.
Nonostante la corsa verso l’ospedale ed i tentativi dei medici, la giovane Queen infatti, pur essendo ancora viva, secondo i medici non ha speranze di uscire dal coma nel quale è entrata, non lasciando così ad Oliver altre alternative che fare esattamente ciò che Ra’s al Ghul voleva accadesse: rivolgersi a lui e cedere al suo ricatto in cambio della vita della sorella.
E’ a questo punto, infatti, che nello show entra prepotentemente la mitologia del fumetto legata al Pozzo di Lazzaro, una misteriosa fonte che non solo ha permesso a Ra’s di vivere ben oltre il suo tempo, ma – in rari casi – è conosciuta anche per aver riportato i morti in vita. Con in ballo la vita della sorella, per Oliver non esiste margine di discussione, e non importa che Malcolm cerchi di metterlo in guardia sugli effetti dannosi ed apparentemente irreversibili dell’uso del Pozzo di Lazzaro, capace di cambiare irrimediabilmente l’anima di chi viene a contatto con le sue acque, Thea deve essere salvata e se questo significa rinunciare alla sua vita, a se stesso, e piegarsi al volere di Ra’s, lui è disposto a farlo.
Questa volta però, posto di fronte alla risposta decisa di Felicity, Oliver non partirà da solo, ma con a seguito il suo Team e Malcolm stesso, il gruppo così parte a bordo del jet di Ray alla volta di Nanda Parbat.
A proposito di Ray, in una breve scena, assistiamo all’inevitabile addio tra lui e Felicity: come avevamo fatto notare alla fine dell’episodio precedente, solo un cieco o uno stolto non si sarebbe accorto del sentimento che lega Oliver e Felicity e Ray non è né l’uno né l’altro e dimostra di saper perdere con una certa classe quando la lascia andare sapendo quanto inutile sarebbe opporsi all’inevitabile. Pur essendosi lasciati Guggenheim ha dichiarato: “I due avranno un confronto molto eloquente nel 22° episodio, ma non ci sarà un tira e molla sentimentale tra i due. Al livello romantico la loro storia si conclude qui.” E per chi si chiedesse se la rottura dei due sia dovuta alla prossima uscita del personaggio di Ray dalla serie, entrato nel cast del nuovo spinoff in corso di preparazione, il produttore esecutivo risponde che non è quella la ragione: “lo abbiamo fatto per far andare a letto insieme Oliver e Felicity, perché non volevamo che Felicity tradisse Ray la prima volta che stava con Oliver. Non sarebbe stato giusto.

Oliver nel frattempo, visibilmente annientato da quanto accaduto a Thea (è pur sempre l’ultimo membro della sua famiglia d’origine ancora in vita), si sforza di trovare un senso a tutto ciò che ha fatto per evitare di trovarsi esattamente nella situazione in cui si trova adesso. Ammettiamolo, non è facile essere Oliver Queen. Lo spensierato, immaturo giovane uomo partito alla volta di una scandalosa crociera ben otto anni prima, ha pagato caro il prezzo della sua irresponsabilità e l’Oliver di oggi non ha fatto che perdere una dopo l’altra le persone che amava e che, con tutti i mezzi, ha sempre cercato di proteggere. Non è semplice anche solo immaginare di mettersi per un attimo nei suoi panni, nonostante i suoi sforzi, ed anche i suoi errori, sembra che il destino si sia accanito contro di lui con una sadica crudeltà. Come può quindi accettare anche la morte di Thea? La risposta ovvia è che non può, non se vuole conservare quell’umanità che tanto ha faticato per riconquistare.

Giunti quindi a Nanda Parbat Oliver, Thea, Malcolm ed il Team Arrow vengono accolti dalla schiera della Lega degli Assassini, capitanati da Ra’s che, senza perdere tempo, mette a disposizione di una morente Thea il Pozzo che, come atteso, la riporta in salute, con una certa confusione nella memoria (la giovane riconosce Malcolm come suo padre, ma crede che Oliver sia morto), ma senza apparentemente soffrire altre spiacevoli effetti collaterali, cosa che – ha assicurato Marc Guggenheim – non durerà a lungo. “Potrete aspettarvi altre conseguenze. Abbiamo detto molto chiaramente che il Pozzo di Lazzaro può riportare una persona in vita, ma non nelle stesse condizioni di prima. C’è molto da dire su Thea e sul suo processo di guarigione.” Nonostante l’introduzione del Pozzo nello show ed il desiderio di molti fan di vedere tornare alcuni dei personaggi tanto amati nella serie, gli autori hanno però progetti diversi: “Adesso che abbiamo introdotto il pozzo nel nostro mondo e abbiamo parecchi personaggi morti, parleremo di come funziona ed in quali circostanze. So che è un argomento al quale i nostri fan sono interessati e sono sicuro che dopo gli eventi del 20° episodio molti chiederanno di usare il Pozzo con Tommy o Moira…non è nei nostri piani farlo, ma abbiamo una spiegazione sul perché le cose stanno così.

Olicity

Dopo Thea è ora il turno di Oliver di essere salvato e chi, meglio di Felicity, può prendere in mano la situazione?
Non c’è veramente nulla che può essere criticato riguardo al modo in cui gli autori hanno gestito il tanto sospirato momento in cui Oliver e Felicity, finalmente, hanno l’opportunità di esprimere i sentimenti che provano l’uno per l’altra e ho trovato anche piuttosto rischioso ed originale che a dare il via a tutto siano le parole di Ra’s. L’incontro/scontro tra il genio dell’informatica e la Testa del Demonio è di quelli che non si scordano, la totale mancanza di soggezione di Felicity di fronte e R’as è un piacere per gli occhi. Come tutti sanno, quello che l’uomo ha fatto per piegare Oliver alla sua volontà è disumano, ma nessuno, ad eccezione della giovane, ha il coraggio di gettarglielo in faccia e la risposta dell’uomo, se possibile, rende la scena persino più bella, perché per un momento Felicity riesce nell’impresa in cui nessuno (probabilmente da secoli) era riuscito: quella di umanizzare Ra’s al Ghul, tanto che gli spettatori possono  intravedere nelle sue parole le vestigia di quelli che erano sentimenti umani. Per R’as la vita ha molto poco di “giusto” e tanto di “crudele” e non ti lascia scelte, esattamente come lui che non ebbe che scelta di abbandonare la donna che amava ed i suoi figli per compiere il proprio destino. Per questo consiglia a Felicity – in un momento molto intenso tra i due –  di afferrare al volo l’opportunità che ha di confessare a Oliver quanto lo ami e dirgli addio.

Ma Felicity è una donna eccezionale, lo ha dimostrato più volte, e la sua mente viaggia velocemente e su binari diversi da quelli delle persone comuni e niente le impedisce di accettare parte del consiglio di Ra’s e, allo stesso tempo, escogitare un piano disperato per salvare Oliver.
Non vi rovinerò la scena d’amore tra i due dissezionandone parole e gesti, credo sinceramente che quel momento tra loro parli da sé e vada solo goduto, mi limiterò invece a dire che – finalmente – assistiamo a qualcosa che è diventato piuttosto raro in televisione, una scena che era esattamente ciò che doveva essere in cui non ci sono sotterfugi, inganni, sogni, realtà alternative o strani stratagemmi che distraggano dalla bellezza del momento. Nulla ha la stessa potenza e la stessa disarmante dolcezza del vedere due persone che si amano dare libero sfogo ai propri sentimenti. La scena d’amore tra Oliver e Felicity è bella, intensa, appassionata e struggente, è come doveva essere e persino di più, ed il fatto che Felicity abbia contemporaneamente progettato un disperato piano per salvare l’uomo che ama, non leva nulla alla bellezza del momento, perché quello è il suo modo per andare contro l’inevitabile, perché è Felicity in tutta la sua essenza, è una donna che si concede all’uomo che ama e allo stesso tempo non si arrende.
Il suo è un disperato tentativo, ma il coraggio e la decisione con cui prende in mano la situazione sono appassionanti e divertenti insieme, con Oliver svenuto ai suoi piedi, Felicity non ha tempo per i giochetti e come un generale prende in mano le redini della situazione e cerca di guidare tutti fuori dalla fortezza di Ra’s…ovviamente fallendo. Oliver infatti, dopo essersi ripreso dagli effetti della droga che Felicity aveva rubato dalla Sacerdotessa e che gli aveva fatto bere, riesce a fermare alcuni membri della Lega prima che uccidano i suoi amici e saluta per sempre le persone che ama, ordinandogli di tornare a Starling, lasciarlo lì e vivere la loro vita senza di lui.
Inutile dire che tanto più caparbio è il tentativo di Felicity di opporsi all’inevitabile, tanto più struggente l’addio a Oliver.

Nonostante la rabbia di Ra’s per il tentativo fallito di far fuggire Oliver ed il tradimento di Maseo, che gli confessa di aver avuto un ruolo nell’aver lasciato andare Malcolm, Thea ed il Team Arrow, Oliver ottiene che il capo della Lega degli Assassini non vada all’inseguimento dei suoi amici, grazie al fatto che lui è ancora lì ed ha deciso di onorare il suo patto con lui. Nella cerimonia che trasformerà Oliver in Al Sah-him, nella quale viene marchiato a fuoco con quello che sarà il suo simbolo distintivo, la punta di una freccia, Ra’s promette che Oliver dimenticherà la sua vita passata e che non avrà più alcun legame con essa, il che – ovviamente – è una premessa per il prossimo episodio in cui un Team Arrow che cerca di venire a patti con quanto accaduto, dovrà affrontare un nemico inaspettato, così come dichiarato da Guggenheim: “Il viaggio emotivo dell’episodio 21 mostrerà come il Team Arrow andrà avanti senza Oliver e sono circostanze diverse da quelle del 10° episodio. Nel 10° loro pensavano che fosse lui morto ed in un certo senso era più facile. Sapere invece che lui è vivo, ma è un membro della Lega degli Assassini, è molto più doloroso. Penso che il 21° sia uno degli episodi emotivamente più coinvolgenti, perché ci sarà un cattivo della settimana, ma quel cattivo sarà Oliver. Tutti nel Team Arrow (Laurel, Diggle and Felicity) cercheranno di elaborare la situazione a loro modo, Laurel si butta nel lavoro, Felicity  affronta una soferenza straziante e attraversa letteralmente le 7 fasi di elaborazione del dolore, mentre accadrà qualcosa che sconvolgerà il mondo di Diggle, qualcosa che avrà ripercussioni per tutto il resto della stagione.