Arrow: recensione dell’episodio 3×23 My name is Oliver Queen [spoiler]

Nel finale di stagione la terza serie chiude i battenti con una nota di speranza che ben bilancia una stagione molto dark per tutti i suoi protagonisti

Chiariamo subito un punto fondamentale, così da estrarre subito il dente che più duole e continuare serenamente con questa recensione: ho sinceramente trovato l’idea di Felicity bardata con l’armatura di Atom che salva Oliver completamente fuori luogo e non riesco, nemmeno impegnandomi molto, a salvarla. E chiariamo anche un altro punto a questo riguardo, non è assolutamente l’immagine in sé di Felicity come salvatrice a disturbarmi, tutt’altro, quanto piuttosto il modo.
Come accidenti ha fatto Felicity ad indossare il costume di un uomo che la sovrasta in altezza e peso?
Come può essere riuscita in pochi secondi a controllare un mezzo che ha dato non pochi grattacapi al suo pur inesperto creatore?
Perché scegliere una strada così assurda per far salvare Oliver da Felicity, quando avrebbero potuto trovare altri mille e più credibili escamotage per ottenere il medesimo risultato?
A mio avviso è stata una scelta trascurata, soprattutto perché dà valide ragioni ai detrattori della coppia Oliver e Felicity per lamentarsi di aver forzato eccessivamente la mano.
In questo finale di stagione — da molto prima in realtà — Felicity ha salvato Oliver in mille modi diversi, con la sua vicinanza, le sue parole, il suo sostegno… farla quindi letteralmente entrare in azione in circostanze così ridicole e poco credibili non è sicuramente un buon servizio reso al personaggio, detto ciò, chiudiamo la parentesi e passiamo oltre, a parlare per esempio di tutti i mille modi in cui invece questo show riesce ad essere totalmente epico e insieme divertente da guardare e iniziamo affrontando la questione del “doppio doppio gioco… o triplo gioco ho perso il conto,” di Oliver — come dice la stessa Felicity — e della sua joint venture con Malcolm il terribile.

Ho una certa ammirazione, lo confesso apertamente, per il personaggio di Malcolm Merlyn e per come è stato scritto in questi tre anni, perché gli autori sono sempre riusciti, in maniera più che credibile, a lasciargli incollata addosso questa patina di mistero e le caratteristiche del perfetto doppiogiochista. Che Malcolm fosse d’accordo con Oliver e condividesse con lui un piano ben congegnato per sconfiggere Ra’s era piuttosto evidente, ma allo stesso modo gli autori sono sempre riusciti a lasciare gli spettatori con questa sensazione di instabile equilibrio addosso, in cui era altrettanto chiaro che, qualora il piano fosse fallito, Malcolm non avrebbe esitato a tradire Oliver pur di aver salva la vita, soprattutto tenendo in considerazione il fatto che parliamo dello stesso uomo che non ha indugiato nel mettere a repentaglio la vita della sua unica figlia pur di salvarsi e ottenere ciò che voleva.
E ciò che voleva, si viene a scoprire — e sicuramente questo è stato il colpo di scena meglio riuscito di questo finale — era prendere proprio il posto di Ra’s facendo avverare quella stessa profezia a cui l’uomo sembrava tanto tenere e che gli aveva fatto designare come proprio successore Oliver Queen.
Non solo quindi Malcolm era, sin dall’inizio, il solo alleato di Oliver, ma è stato anche colui che lo ha messo in guardia circa le tradizioni della Lega degli Assassini che imponevano al nuovo Ra’s, prima di prendere il posto che gli fosse spettato di diritto, di radere al suolo la città di provenienza per recidere ogni legame con il proprio passato. Con queste premesse e questa minaccia che incombeva su tutte le persone che Oliver amava, ancora una volta la sua scelta è stata quindi quella di sacrificare se stesso, tenendo all’oscuro tutti quanti delle sue intenzioni, per evitare che Ra’s portasse a termine il suo piano di morte. Quando però le cose non vanno come Oliver, Malcolm e Nyssa — messa anche lei evidentemente a parte del progetto dopo aver sposato Oliver — avevano programmato e Ra’s fugge con la micidiale arma chimica tra le mani, Oliver è costretto a rivolgersi a quegli amici che aveva tentato in tutti i modi di tenere lontani dalle grinfie del suo nemico e che nel frattempo, grazie all’intervento di Barry/Flash ed al fatto che Malcolm li abbia inoculati con l’antidoto contro il virus Alfa/Omega, sintetizzato dal sangue di Oliver, sono riusciti a tornare a Starling City sani e salvi.

L’incontro tra Oliver ed il resto del gruppo non è sicuramente dei più sereni, ed il più arrabbiato, lo dimostra il diretto che arriva alla mascella di Oliver appena giunge nel palazzo della Palmer Technologies, è sicuramente Diggle, il quale dimostra di fare molta fatica ad accettare le ragioni e le scuse di Oliver dopo che ha messo a repentaglio la vita di sua moglie e ha finto di ucciderli tutti per conquistare la fiducia di Ra’s. Le cose con Felicity sono invece leggermente diverse, perché nel momento in cui la ragazza capisce che il suo piano era di far precipitare l’aereo con a bordo Ra’s ed il virus, uccidendo se stesso per salvare tutti loro e Starling, nonostante la comprensibile rabbia e la paura, non riesce comunque a soffocare i sentimenti che prova per lui.
Il Team Arrow decide così di mettere da parte i propri sentimenti personali per cercare di salvare la città, coinvolgendo nel piano anche il Capitano Lance che, grazie alle parole piuttosto dure di Laurel, viene quantomeno convinto a usare le forse dell’ordine per cercare di fermare Ra’s, unendo le sue risorse a quelle di Oliver.

Ancora una volta Ra’s sembra però essere un passo davanti a tutti, quando il Team scopre infatti che Damien Darhk, nemico giurato di Ra’s è ospite di un hotel a Starling, tutti capiscono che la distruzione della città ha poco a che vedere con il compimento dell’ascensione di Oliver a Ra’s e molto a che vedere con il desiderio di eliminare un pericoloso avversario, ragione per cui Oliver tenta di rapire l’uomo ed usarlo come arma di scambio per il virus. Presto però anche questo piano fallisce, perché Damien Darhk ha lasciato la città e al Team Arrow non resta che cercare di impedire la dispersione del virus che Ra’s annuncia di aver già cominciato a liberare nella città.
Grazie però alla scoperta di Felicity che il virus emette una sorta di radiazione che lo rende rintracciabile con i satelliti, tutti si mettono alla caccia dei membri della Lega che si aggirano per Starling City con la mortale arma, mentre Oliver viene invitato a incontrare Ra’s sulla diga che sovrasta la città. Ovviamente Oliver accetta quella che, ne sono consapevoli entrambi, sarà l’ultima possibilità di uccidere o essere uccisi, ma Oliver questa volta affronta il suo nemico con un rinnovato desiderio di vittoria.

E affrontiamo quindi LA scena, perché vale decisamente la pena parlarne. Nell’attesa che il satellite rintracci il virus e fallito ormai il tentativo di usare Damien Darhk come arma contro Ra’s, Felicity approccia Oliver, decisa a parlare con lui del suo intento di morire pur di sconfiggere Ra’s. In un momento di grande intimità e dolcezza tra i due, Oliver le confida che da quando hanno condiviso quella famigerata notte insieme a Nanda Parbat, ha avuto un sogno ricorrente, in cui lei lo pregava di non affrontare Ra’s, lui la ascoltava ed insieme si allontanavano dalla loro folle vita, lasciandosi tutto alle spalle.
Il silenzio di Oliver, la scelta di non metterla a parte del suo piano suicida, diventa quindi ancora più comprensibile, perché è legato al potere che Felicity ha su di lui, un potere devastante, che Oliver come uomo, ma soprattutto come eroe, teme più di ogni altra cosa e che è stato – di fatto – il leitmotiv di questa stagione: conciliare il dovere che il suo ruolo gli impone, con la felicità dell’uomo.
Oliver, l’eroe, convinto com’è, per aver più volte fallito, di non poter sconfiggere Ra’s al Ghul, sa di dover rinunciare a tutto per trovare la forza di dare la propria vita per la sua missione, ma la donna che ha di fronte, colei che ha risvegliato la sua anima, il suo istinto di conservazione, il suo desiderio di essere solo un uomo, è per lui il pericolo maggiore, perché è l’unica che potrebbe convincerlo a non portare a termine la sua missione. Il desiderio di una vita accanto a Felicity è tanto forte quanto pericoloso, perché l’Oliver ancora combattuto tra il suo ruolo e la sua umanità, riconosce il rischio che il desiderio di una vita normale con Felicity porta con sé.
Le parole della giovane però, come spesso è accaduto, gli danno finalmente un nuoco scopo, una speranza.
Felicity gli ricorda infatti ciò che lui le ha rivelato quando hanno trascorso insieme quella notte, riguardo al fatto di non sentirsi più né Oliver, né Arrow, ma di essere diventato qualcun altro, una persona che, nonostante gli sforzi compiuti per evitarlo, ha finito per concedersi di amarla completamente, senza riserve, diventando un uomo nuovo: qualcuno che ha la forza di conciliare tutti i diversi aspetti della sua persona, qualcuno che sia finalmente in grado di capire che non il sacrificio, ma un bruciante desiderio di vita, può essere la leva giusta, la chiave, per affrontare il suo nemico e sconfiggerlo…. “non combattere per morire, combatti per vivere.

Ecco perché lo scontro finale con Ra’s al Ghul sarà diverso, perché l’uomo che riuscirà a sconfiggere l’erede del Demonio avrà finalmente una nuova arma: la speranza, il desiderio di vita e profonderà entrambi nello sforzo di sconfiggere Ra’s, per la donna che ama, per la città che vuole salvare, per gli amici che desidera proteggere e per se stesso, per dimostrare davvero di essere diventato un uomo diverso, un uomo nuovo, un eroe.
L’epico duello che segue sancisce, più di ogni altra cosa, questa rinnovata consapevolezza di Oliver su chi egli sia davvero, il tutto mentre il resto del Team tenta in tutti modi di arginare il dilagare del virus: Thea vestendo ufficialmente i panni di Speedy (o Red Arrow?) ereditati da Arsenal, Rey usando la sua nano tecnologia per spargere l’antidoto all’Alfa/Omega sugli abitanti della città, Felicity salvando Oliver e Malcolm, Laurel, Dig e Nyssa dando la caccia e rendendo inoffensivi i membri della Lega che avevano il compito di spargere il virus nella città.

Nel finale, con Ra’s sconfitto e la città fuori pericolo, Oliver può finalmente ammettere con i suoi amici che non sarebbe mai riuscito a vincere e rimanere vivo senza il loro aiuto e può chiedere a Felicity di imbarcarsi con lui nell’avventura di scoprire chi sia questo nuovo uomo, nato dalle ceneri di Oliver e Arrow, lasciando la città nelle capaci mani dei suoi amici. Il saluto con Diggle è forse il più difficile di tutti, perché i loro problemi non sono superati, ma nonostante questo lui è sinceramente felice per Oliver e Felicity e glielo dirà senza mezzi termini. Oliver però non si accontenta, non può permettere che il suo amico, la sua roccia, abbandoni il suo posto nel Team e lo prega di pensare seriamente alla possibilità di non non farlo, e questo nonostante ciò che sia accaduto tra loro. Diggle gli risponde che rifletterà su cosa fare, come penserà anche all’opportunità di proteggere la sua identità dietro una maschera nel caso in cui riprenda il suo posto nel Team, così come gli consiglia sempre Oliver.
E’ un nuovo inizio per tutti quindi…o almeno quasi, perché la stagione si conclude con Ray che, in seguito ad un ennesimo esperimento, salta in aria con gli ultimi piani del grattacielo della Palmer Technologies (è tempo che Atom prende il suo posto nella nuova serie), Malcolm che eredita il tirolo di nuovo Ra’s, l’Oliver del passato che confida a Tatsu che non farà ritorno a Starling City e quello del presente che realizza il suo sogno di allontanarsi nel tramonto insieme a Felicity.

Solo poche parole per introdurre la prossima stagione: Russia, Olicity, Damien Darhk, Green Arrow, la nuova identità segreta di Diggle ed il mistero del padre di Felicity… quanto impazienti siete di vedere la prossima stagione?
Al prossimo anno dunque, con Arrow IV!

Le perle dell’episodio:
Malcolm: “Credo che le parole che stiate cercando siano ‘grazie’ e ‘mille’.
Barry: [guardando il Pozzo di Lazzaro] “Avete una vasca da bagno? Forte.
Barry: [dopo che Felicity lo chiama per nome] “Grazie, Felicity. Hai appena rivelato la mia identità segreta ad un super cattivo… senza offesa.
Felicity: “Nyssa sembra felice. Siete in luna di miele?
Lance: “La città è sotto assedio? Deve essere maggio!