Arrow: recensione dell’episodio 4×01 “Green Arrow” [spoiler]

Tanti e sorprendenti colpi di scena lasciano lo spettatore letteralmente senza fiato in questa premiere della quarta stagione di Arrow

La scena finale – “Non è finzione.” Ve lo dico immediatamente perché non ci siano fraintendimenti, chiunque si trovi in quella fossa davanti alla quale Oliver piange alla fine dell’episodio è e resterà morto, a prescindere dalla presenza nella serie del Pozzo di Lazzaro che, questa volta, non verrà usato (il perché resta ovviamente ancora un mistero). Questo è quello che ha dichiarato Guggenheim alla fine della premiere della quarta stagione di Arrow che, va detto, è cominciata alla grande. La domanda che sorge spontanea, visto lo svolgersi dei fatti, è quale concezione di “meno oscuro” gli autori davvero abbiano, considerato che non hanno fatto che sottolineare che questa stagione sarebbe stata meno gotica della precedente, perché le premesse non sono esattamente allegre.

A livello narrativo, quella scena finale, è forse l’espediente più sadico che si possa usare in uno show, perché un’intera stagione potrebbe anche svolgersi nell’arco di soli sei mesi, considerato quanto il trascorrere del tempo sia relativo nelle serie TV e quindi gli spettatori potrebbero non conoscere l’identità di quella persona per lungo, lungo tempo, con il risultato che guarderebbero il resto della serie consapevoli della spada di Damocle che oscilla sopra la nostra testa. In quanto alle speculazioni, credo sia troppo presto per farne, ma certamente è palese che l’intento degli autori sia quello di far pensare  che la vittima in questione sia Felicity, il che potrebbe voler dire che non lo è… o che lo è, ma la questione è che chiunque giaccia in quella bara non ci renderà il colpo meno facile, perché ciò che è certo è che sarà qualcuno a cui gli spettatori tengono molto. Se proprio volete che scommetta comunque, direi che, nonostante tutto sembri puntare il dito su Felicity, la vittima prescelta non sarà lei.

E già che stiamo affrontando l’argomento Olicity, parliamo anche di loro [finalmente] come coppia, perché devo ammettere di essere assolutamente solidale con Felicity.
Sì, vederli insieme in questa sorta di bolla di felicità è stato carino, ma… che noia!
Come viene presto dimostrato al loro rientro a Star City, Felicity dà il meglio di sé in tutt’altre circostanze ed il ruolo della donna di casa le sta decisamente stretto. E’ palese, ed anche comprensibile, come tra i due sia Oliver ad essere più a proprio agio con la loro nuova vita rilassata e casalinga e questa è una diretta conseguenza di chi davvero siano queste due persone. Oliver ha vissuto traumi continui per anni e per lungo tempo ha creduto di non poter più vivere in pace, avere quindi una vita completamente diversa è un’autentica manna dal cielo, mentre Felicity è… beh… è Felicity! E’ giovane, piena di energia, un vulcano sempre attivo, ma soprattutto è una persona che non reca sulle spalle il bagaglio emotivo che Oliver si trascina dietro. Per lei, essere parte del Team Arrow, salvare la città, fare la differenza, è come ricevere una continua dose di adrenalina e la sua visione della vita, a differenza di quella di Oliver, non le permette di guardare avanti come fa lui, né di pensare davvero alle possibili, tragiche conseguenze di ciò in cui è implicata il che, ovviamente, non vuol dire che sia sciocca, ma solo che la sua personale visione della vita è troppo positiva, a differenza di quella di Oliver, motivo per cui i due, insieme, funzionano così bene.

L’impressione, piuttosto netta, è inoltre che Felicity, pur amando immensamente Oliver, abbia ancora idee ben diverse da quelle di lui, Oliver è pronto ad accasarsi e costruirsi una famiglia, mentre Felicity  non sembra ancora essere della sua stessa opinione, vedi la reazione durante la colazione in cui i vicini le parlano dei figli che presto avrà con Oliver. Sono una bella coppia, questo è indubbio, ma traspaiono tra loro delle interessanti differenze che, spero, vengano affrontate nel resto della stagione.

Il ritorno a Lian Yu – Nei flashback, dopo l’ennesimo scontro con Amanda, Oliver viene rispedito sull’isola, lì, dagli spoiler, sappiamo che si innamorerà del personaggio interpretato da Elysia Rotaru e che avrà a che fare con molti eventi mistici, altro elemento che la farà da padrone in questa stagione sia nel passato, che nel presente, proprio come il personaggio di Damien Darhk ha apertamente dimostrato sin da questa premiere.

Il tradimento di Lance – Altra [spiacevole] sorpresa di questo episodio è questa sorprendente joint venture tra Lance e Damien Darhk. La sensazione è che sia accaduto qualcosa che abbia messo l’uomo alle strette, obbligandolo a fare una scelta difficile. Il suo personaggio, nonostante abbia dimostrato di poter essere particolarmente testardo, ha sempre agito con l’intento di fare del bene e gli autori confermano questa sensazione. “Nel corso della stagione si capirà che Lance non sapeva davvero in cosa si stesse andando a cacciare quando ha accettato questa alleanza e affrontare le conseguenze della sua scelta lo metteranno profondamente in crisi. Lui è sempre stato, moralmente, la colonna portante dello show ed ha sempre rinfacciato ad Oliver di mancare di principi morali, quando tutto questo finirà, a causa della sua scelta, sarà molto interessante vedere come Lance reagirà.

Diggle e Oliver – Anche questo aspetto dell’episodio è stato piuttosto doloroso da guardare. Diggle è ben lontano dall’aver perdonato Oliver e sì, certo, gli salava la vita su quel treno – non arriverebbe mai ad abbandonare un compagno nel cuore dell’azione – ma è evidente come non condivida il suo modo di agire e non sia disposto ad accettare come prima il suo ruolo di leader, senza opporvisi. Diggle, in questo periodo di assenza di Oliver, ha preso il comando del Team e non sarà facile per lui cedere il passo ad Oliver, soprattutto quando dimostra di non avere fiducia nel suo vecchio compagno, come si capisce quando gli tiene nascosto ciò che sa sull’H.I.V.E., sul fatto che sia dietro all’assassinio del proprio fratello. “Sia Oliver che Diggle hanno vissuto esperienze molto difficili, ma non abbiamo mai davvero visto Dig perdere il controllo e rimanere invischiato in qualcosa così difficile come la ricerca della verità sulla morte di suo fratello,” hanno anticipato gli autori, il che può far pensare che forse le cose tra Dig e Oliver si sistemeranno proprio quando Diggle comprenderà che, alle volte, si possono fare scelte difficili per un bene superiore. Proprio come ha dovuto fare Oliver.

Speedy ed il Pozzo di Lazzaro – Lo so, vuole essere chiamata Red Arrow, ma Speedy continua a piacermi di più. Thea è nei guai, gli autori avevano accennato a questa possibilità e ci hanno mostrato chiaramente che non scherzavano e ovviamente Oliver, che non la vede da un po’, è il primo ad accorgersi del problema e del fatto che la sorella sembri non avere il pieno controllo delle sue azioni. Finalmente una storyline interessante per il suo personaggio, di cui sono davvero curiosa di vedere gli sviluppi.

Green Arrow – Diciamolo, il passaggio da Green Arrow ad Arrow è una scusa piuttosto debole per spiegare la morte del secondo e la ricomparsa del primo in città, ma, ignorata questa ovvietà, la domanda è: quanto sono diversi Arrow e Green Arrow? Mentre Oliver/Arrow sembrava sinceramente disposto ad appendere le frecce al chiodo e vivere finalmente una vita serena, sotto la superficie le cose appaiono ben diverse. Sia nei flashback che nel presente sembra che tutti tengano in maniera particolare a sottolineare come, “una volta che l’oscurità entra dentro di te, non puoi più farla uscire”, ma cosa ne pensa il diretto interessato? Io credo che Oliver abbia cercato con tutto se stesso di dimostrare che questa affermazione non sia vera, ma che continui comunque a temerla. Tanto. Oliver vuole con tutte le forze essere un simbolo di speranza, ma è consapevole del fatto che indossare di nuovo quel costume può portarlo sull’orlo del precipizio: riuscirà quindi a non ricadere nelle vecchie abitudini e scuotersi di dosso i propri timori? Nonostante sia evidente che abbia le migliori intenzioni, credo che la continua guerra interiore che combatte con se stesso sia ben lontana dall’essere vinta. D’altronde, senza quella, non ci sarebbe Green Arrow.