Arrow: recensione dell’episodio 4×05 Lost Souls [spoiler]

In un episodio ad intensa carica Olicity i due affrontano un primo ostacolo sul cammino della loro relazione.

Ebbene sì, Ray Palmer è salvo e pronto per essere rapidamente spedito nel suo prossimo show e anche Sara ha concluso la sua breve apparizione nello show dopo il suo difficile ritorno alla vita, entrambe questi B-plot, nonostante il salvataggio di Ray sia stato ciò che ha tenuto occupati i nostri eroi in questa puntata, sono apparse quasi passeggere rispetto al tema principale: l’amore.

Personalmente credo che questo sia stato forse l’episodio Olicity più intenso che abbiamo visto nella serie, persino più di quello in cui finalmente Oliver e Felicity confessano il proprio amore, ed i motivi sono molteplici.
Intanto non bisogna sottovalutare il tipo di show in cui ci troviamo, questo genere di serie, tra supereroi, scene di azione strabiliante e cattivi senza scrupoli, sembrerebbe non avere naturalmente posto non tanto per una storia d’amore in sé, quanto per una stria d’amore realistica o che non rientri nel canone supereroe/innamorata. Fino a questo momento, nonostante Olicity mi piaccia molto la coppia, ho sempre avuto la sensazione che gli autori non avessero mai davvero affondato i denti nell’argomento della loro relazione: Oliver e Felicity erano, fino ad oggi, ancora la coppia che si era allontanata nel tramonto la scorsa stagione, lasciandosi tutto alle spalle e costruendosi un rapporto che, di fatto, noi spettatori, non abbiamo mai potuto vedere crescere.
Sebbene i loro sentimenti non siano mai stati messi davvero in discussione, sentivo personalmente che mancava un aspetto forse più realistico ed umano a questa loro perfetta coppia: cosa li unisce davvero, come fanno il loro passato così diverso, la loro visione del mondo diametralmente opposta, i loro sogni, la vita che hanno vissuto fino al momento in cui si sono innamorati a fare di loro la coppia perfetta?
Quali sono le loro paure, cosa vogliono davvero dalla loro relazione e cosa cercano l’uno nell’altra? Persi nell’ammirazione di una coppia che funzionava apparentemente sotto ogni punto di vista, credo che gli spettatori avessero, in un certo senso, rinunciato a farsi domande più profonde sulla natura del loro amore e ho trovato onestamente sorprendente e particolarmente piacevole che siano stati gli autori stessi a far porre agli spettatori questi interrogativi e a dare loro una risposta.

Olicity

E’ Sara che, nel corso di questo episodio, ripete più volte di avere bisogno di normalità, ma si comprende al volo che questo è in realtà il vero messaggio che l’episodio vuole trasmettere: nonostante i costumi, le missioni, la vita adrenalinica che questi giovani fanno, sono esattamente questo, dei giovani, delle persone che, come tutti, si scontrano con la quotidianità dell’esistenza e imparano ad amare.

Così vediamo un Oliver completamente spiazzato dalla reazione di Felicity alla notizia che Ray è ancora vivo, un Oliver che mostra una certa insicurezza e vulnerabilità, dovuta a sia al rapporto che Felicity ha avuto con Ray in passato, sia alle sue stesse insicurezze, al timore di non essere all’altezza di Felicity. Il dialogo tra Oliver e Diggle è veramente molto dolce e vero, vederli parlare delle loro relazioni, condividere i timori che hanno, è incredibilmente realistico. Per un momento dimentichi davvero che sono due attori che recitano una parte, perché tra questi due uomini c’è una chimica naturale che fa totalmente sentire a proprio agio lo spettatore, come a proprio agio è Oliver che, finalmente, scopre le sue carte e, sfogandosi con l’amico, si domanda come abbia potuto una donna come Felicity scegliere proprio un uomo come lui, come può averlo preferito a Ray, con il quale ha molto più in comune.
E la risposta di Diggle è tanto ovvia quanto vera: a volte quello che sulla carta dovrebbe funzionare al meglio, finisce per non essere la scelta migliore nella vita e se Oliver ammira tanto Felicity, la sua intelligenza, il suo coraggio, piuttosto che chiedersi perché abbia scelto lui, dovrebbe fidarsi dell’istinto della giovane e accettare di essere degno del suo amore. Ho trovato la vulnerabilità che ha mostrato il Stephen Amell in tutto l’arco di questo episodio davvero realistica e sentita: nel dialogo che Oliver e Felicity hanno dopo la loro cena fallita, si vede che lo terrorizza.

Felicity: mi sono persa in te, ma io non sono mai stata quel genere di ragazza, quella che si perde in un ragazzo. Io non sono così.
Oliver: Il problema non è Ray. Siamo noi.
Felicity: No. Sì. Non lo so.

Oliver è spaventato dalle parole di Felicity e dalla sua reazione si comprende fino a che punto abbia bisogno di lei. Nonostante le rassicurazioni di Dig, continua ad essere perseguitato dai suoi timore e dalle sue insicurezze fino a quando finalmente i due parlano in quella bellissima scena finale. Quando Felicity gli dice che è arrivato il momento di chiarire le cose, il cuore di Oliver perde un battito, è evidente dalla sua espressione, ma poi la giovane lo rassicura e così anche a noi viene data l’opportunità di avere un altro piccolo pezzo del meraviglioso puzzle che è Felicity Smoak.
Fin dall’inizio infatti, pur sembrando apparentemente concentrata solo sul compito di salvare Ray, quello contro cui davvero la giovane combatte è il timore di perdere se stessa e la propria indipendenza, è la paura di doversi appoggiare totalmente a un altro essere umano e concedere la propria fiducia, il proprio amore e se stessa ad Oliver. Pur con tutta la sua carica di allegria, di vita, di energia, Felicity non ha avuto una vita facile, è stata abbandonata dal padre, ha dovuto badare a se stessa e sicuramente questo fatto deve aver influenzato la sua visione del mondo e del suo rapporto con gli altri. E’ una donna abituata a non dover contare su nessuno e amare tanto qualcuno da dover rinunciare a questa convinzione, è forse la cosa più difficile che la vita le possa chiedere.

Donna: tesoro, è proprio così che devi sentirti quando ami qualcuno. Puoi anche non crederci, ma anche lui si è perso in te e vi ritroverete l’uno nell’altra.

Le parole di Donna fanno ovviamente riflettere Felicity, tanto da ripeterle poi a Oliver. La questione non è tanto ciò che si perde quando si ama qualcuno, ma ciò che piuttosto si trova: la sicurezza di poter contare su un’altra persona tanto quanto si conta su se stessi, il sollievo dato dal poter abbandonare le proprie inibizioni e le proprie paure per rifugiarsi, letteralmente e metaforicamente, nelle braccia di un altro. Per qualcuno abituato ad avere il controllo come lo è Felicity, questi non sono obiettivi facili da raggiungere, ma ciò che è evidente è che vuole raggiungerli con Oliver.

In un ultimo, ma non meno importante c’è Donna. Il suo personaggio, leggermente meno caricaturale in questo episodio che al suo debutto, mi ha convinta di più questa volta. La sua presenza ha davvero aiutato Felicity a comprendere ed affrontare le sue paure e soprattutto ci ha dato l’opportunità di avere un minimo aggiuntivo indizio sul padre di Felicity. E poi c’è l’incontro con Lance, devo dire che non mi aspettavo affatto che i due si conoscessero casualmente senza venire ufficialmente presentati e prevedo che sarà divertente vedere dove questo rapporto porterà, soprattutto se cominceranno a frequentarsi senza sapere quante cose in comune in realtà abbiano.
Aspetto di vedere la reazione di tutti alla notizia che si sono conosciuti e piaciuti.