Arrow: recensione dell’episodio 4×07 Brotherhood [spoiler]

Un episodio intenso che svela qualche particolare sulla misteriosa ricomparsa del fratello di Diggle

Un episodio particolare questo settimo della quarta stagione di Arrow, in cui si è parlato di famiglia e fratellanza ed in cui sono stati piantati piccoli semi per ciò che verrà poi nel futuro, compreso (forse) un accenno a chi potrebbe essere la famigerata vittima che finirà nella tomba alla fine della stagione.

Felicity: Ray, quando torni dal regno dei morti dovresti ricominciare a vivere. Che ti succede?
Ray: ho visto ciò che è accaduto negli ultimi sei mesi, la mia compagnia, la mia città, la mia vita ed io stesso, mi sento come Tom Sawyer che assiste al suo funerale, solo che, nel mio caso, non importa a nessuno che io sia morto.

Cominciamo parlando di Ray Palmer (Brandon Routh) che in questo episodio mi ha fatto una certa tenerezza: Ray si dimostra restio all’idea di rivelare al mondo di non essere morto e solo spinto dall’insistenza di Felicity, ammette di non voler tornare alla sua vecchia vita. Nonostante la città infatti gli abbia riservato un bel tributo cambiando il suo nome, Ray sente che l’eredità che voleva lasciare al mondo, non è stata quella che sperava. La città che ha cercato di salvare è più in pericolo che mai, la compagnia che ha creato vive una profonda crisi e anche al livello personale le cose non vanno particolarmente bene. E’ quindi comprensibile che Ray si chieda se valga davvero la pena tornare alla sua vecchia vita e quale sia lo scopo. Non sorprende che, con i poteri dati dalla sua tuta e probabilmente l’ulteriore aiuto della nanotecnologia, Ray vada in cerca di una missione e voglia costruire per se stesso qualcosa che, questa volta, non muoia con lui. Penso si possa dire che la transizione a Legend of Tomorrow sia decisamente avvenuta e che questo show accomunerà una serie di eroi alla ricerca di una missione, tutti per una ragione diversa, ma uniti dallo stesso intento.

Oliver: ho bisogno di credere che a prescindere da ciò che può accadere nelle nostre vite, a prescindere dall’oscurità che ci infetterà, avremo sempre una possibilità di salvezza!
Diggle: è esattamente questo che ti ha portato a unirti alla Lega lo scorso anno. Non sembra che tu abbia imparato molto.

Brotherhood” ci ha dato l’opportunità di approfondire la nostra conoscenza di Diggle e, mentre da un lato speravo che ci venissero rivelati maggiori particolari su Andy e sul perché abbia fatto quello che ha fatto nel passato e si trovi ora a combattere nell’esercito di Damien Darhk, a livello autoriale è stato fatto davvero un ottimo lavoro. Diggle ci è sempre stato presentato come la voce della ragione del Team Arrow, un uomo forte, ma capace di compassione, la cui lealtà nei confronti delle persone che ama non viene mai messa in discussione. Sebbene quindi la durezza che dimostra nei confronti del fratello possa sembrare eccessiva, io credo che sia molto coerente con il personaggio. Un tradimento, lo abbiamo visto anche tra Oliver e Diggle, è per quest’ultimo una faccenda molto seria, accettare quindi che il proprio fratello sia in realtà un assassino è qualcosa che devasta Dig. Andy era il suo eroe e molto di ciò che Diggle è oggi lo deve all’immagine che del fratello aveva sempre avuto. Immaginate la devastazione ed il dolore nello scoprire che i principini e gli ideali su cui si basa il nostro stesso essere sono costruiti su una menzogna. Il colpo da assorbire è duro. Andy non si è lasciato alle spalle solo un fratello, ma anche una moglie ed un figlio e per Diggle è davvero molto difficile accettare la verità. Ma qui entra in gioco Oliver, il quale non cerca tanto di convincere l’amico a cambiare idea circa le azione di Andy, quanto piuttosto a concedergli il beneficio del dubbio. Oliver stesso, se non fosse stato circondato da persone che gli hanno dato l’opportunità di redimersi, a prescindere dalle azioni folli che ha commesso nel passato, sarebbe un uomo perduto. Chi meglio di lui può quindi comprendere la posizione di Andy? In parte infatti si scoprirà che Oliver aveva ragione, perché l’esercito di fantasmi di Damien Darhk non sono altro che persone sotto l’influenza di una droga che non solo muta il loro DNA, ma indebolisce anche la loro volontà, mettendoli alla mercé del volere di Damien. Ma questo è un discorso che vale solo ora per Andy: cosa è successo prima? Perché ha confermato al fratello di aver fatto nel passato tutte quelle cose terribili di cui Diggle lo accusa? Che genere di uomo è oggi? Queste sono domande a cui non abbiamo ricevuto una risposta e che probabilmente molto avranno a che fare con lo scontro finale con Damien ed il suo esercito di fantasmi.

Per quanto concerne Oliver, devo dire che ho particolarmente apprezzato la sua inversione di rotta dopo che gli era sorta la malsana idea di infiltrarsi (di nuovo!) nello’organizzazione di Damien Darhk per distruggerla dall’interno. Fortunatamente sia Felicity che Diggle gli fanno cambiare idea, anche perché non avrei accolto con particolare favore non tanto il ripetersi di una situazione già vista, quanto il vedere Oliver ricadere sempre negli stessi errori. Vien da sé che ogni supereroe debba avere il suo bagaglio di tormenti per poter vestire la maschera che veste, è il prezzo che si paga per fare ciò che fanno, ma considerato che ci hanno mostrato una maturazione da parte di Oliver, mi aspetto quanto meno che non faccia gli stessi errori. Quindi lo scontro a “viso scoperto” con Darhk è stato particolarmente interessante e, ne sono certa, porterà a molte altre scene coinvolgenti tra i due.

Concludo facendo un accenno a quanto avvenuto a Thea ed al capitano Lance. Il fatto che venga costantemente sottolineato che il doppio gioco che sta facendo è estremamente pericoloso non depone a suo favore o piuttosto lo mette in prima fila nella rosa dei candidati a quel posto nella tomba vista nel primo episodio, ma forse proprio il fatto che sia un candidato così ovvio potrebbe essere la sua salvezza. Quanto invece accade a Thea è stato inaspettato ed interessante. Quale è davvero il potere di Damien Darhk? E perché con lei non ha funzionato? Nei fumetti Damien Darhk è un personaggio immortale: e se il suo potere, qui nella serie, fosse quello di “prendere la vita” degli altri con un semplice tocco e con Thea non gli fosse riuscito, perché non ne ha più a disposizione? Lo so, lo so, siamo nel campo della pura speculazione, ma voi cosa ne pensate di questa possibilità?