Arrow: recensione dell’episodio 4×08 Legends of Yesterday

Problemi in paradiso per Olicity, un figlio ritrovato e una nuova vita per Hawkgirl e Hawkman.

Considerato che gli autori avevano promesso di cambiare le carte in tavola con questa seconda parte del crossover Flash/Arrow, possiamo tranquillamente dire che ci sono riusciti, e nel modo più sorprendente possibile.
La prima osservazione da fare è che questa seconda parte del crossover ha una particolare trama dedicata ai fan abituali di Arrow, ma che – a differenza di quanto avvenuto in Legends of Today – nonostante sia stato trattato un argomento spinoso come la paternità di Oliver ed il suo rapporto con Felicity, qui Barry ha un ruolo chiave, integrando meglio i personaggi e rendendo in generale la narrazione più fluida.
Allo stesso modo, e come da tradizione, considerate le differenze tra i due show, l’atmosfera che si respira nella solare Central City è molto più pesante rispetto a quella della prima parte del crossover, esattamente come più cupo Arrow tende ad essere rispetto a The Flash. Mentre in Legends of Today la maggior parte dell’azione si svolge a Star City, è Barry a portare un po’ di leggerezza nell’episodio, così come è Oliver a rendere le cose molto più difficili in Legends of Yesterday. Il sottolineare così questa differenza però, potrebbe non essere necessariamente un vantaggio, soprattutto per Arrow, poiché uno spettatore casuale potrebbe essere spiazzato da un’atmosfera tanto cupa, senza sapere che Arrow non è fatto solo di questo, soprattutto in questa stagione in cui gli autori sono stati capaci di alleggerire lo show e regalare ai fan atmosfere più leggere e godibili, pur non tradendo la natura della serie.

Ciò che non ho apprezzato di questa seconda parte del crossover è quanto accade ad Oliver.
La scoperta di essere padre e la sua decisione di mentire a Felicity in proposito, si sono rivelate un argomento talmente tanto imponente che ha finito per mettere in secondo piano quello che avrebbe dovuto essere il tema principale dell’episodio. Ignorare l’elefante nella stanza sarebbe stato impossibile per chiunque, persino per uno spettatore che non conosca affatto la serie e, diversamente da quanto è accaduto nella prima parte del crossover, Kendra/Chay-Ara e Carter/Khufu e la loro lotta per sconfiggere un nemico apparentemente imbattibile, sono passati troppo in secondo piano.
La stessa ragione per cui Barry viaggia nel tempo, non è evidentemente tanto legata al fatto che Arrow e Flash non siano riusciti a sconfiggere Vandal una prima volta, quanto piuttosto al fatto che la reazione di Oliver alla scoperta dell’esistenza del figlio William, abbia impedito al loro piano di avere successo. Tant’è che sarà proprio il diverso approccio di Oliver alla spinosa questione a farli prevalere su Vandal, non il fatto che il piano in sé non fosse vincente.

Un altro problema che ho riscontrato nella narrazione, più in generale, è una mancanza di logica: è come se gli autori abbiano costretto il pubblico a trovarsi di fronte ad uno di quei fastidiosi questionari in cui le uniche risposte possibili sono due: sì o no, dimenticando completamente che esiste, a volte, una via di mezzo percorribile e finendo, di fatto, per far apparire in una cattiva luce o Felicity o Oliver.
Quando, nel primo caso, Felicity scopre la verità sul figlio di Oliver a causa della “distrazione” di Barry, la ragazza non esista un secondo a dare addosso ad Oliver. Nonostante sia vero che Oliver avesse deciso di non coinvolgere immediatamente Felicity nella questione, non ho potuto non simpatizzare con lui quando, praticamente in lacrime, dice a Felicity che la sua vita è appena stata completamente sconvolta e che, forse, ha il diritto di processare il peso della notizia ricevuta prima di doverla condividere con lei. Tutti sappiamo che, se c’è qualcosa che Felicity non tollera, sono le menzogne, ma è pur vero che Oliver aveva il diritto di verificare che ciò che era solo un’intuizione e poi quello di comprendere il peso di quanto appena scoperto. La reazione di Felicity, per quanto comprensibile, è un po’ sopra le righe, perché se è pur vero che Oliver dimostra di non riuscire ancora a condividere tutto di sé, è altrettanto vero che questo non significa che non la ami. Nonostante la durezza e la difficoltà della situazione di quanto i due vivono avrei preferito, da spettatrice, vedere i due affrontare il toro per le corna e rischiare il proprio rapporto scontrandosi in nome della verità, piuttosto che cadere – per l’ennesima volta – nel cliché della menzogna.
Quando Oliver ha infatti una seconda possibilità, grazie al viaggio nel tempo di Barry e a ciò che l’amico stesso gli rivela, fa in assoluto la scelta peggiore, e mente. Di nuovo. Come nel primo caso, comprendevo l’atteggiamento di Felicity, ma non ne condividevo la reazione, in questo, comprendo quello di Oliver, ma non ne condivido la scelta finale. Un conto, per una coppia, è combattere per salvare un rapporto sapendo la verità, un altro è essere su due piani completamente diversi come adesso sono Oliver e Felicity.

Come non comprendo quindi la rabbia di Felicity nel primo caso, senza che vi sia in lei un minimo di comprensione di fronte allo stato di un Oliver chiaramente scosso, capisco ancora meno la scelta di far rifare ad Oliver il medesimo errore, questa volta probabilmente con conseguenze persino peggiori, considerata la natura della bugia e soprattutto facendolo tornare indietro come personaggio, come se tutte le esperienze fatte fino ad ora e la persona nuova che gli autori ci avevano promesso Oliver sarebbe stato in questa stagione, improvvisamente non avesse più ragione d’essere. L’intera situazione mi è parsa troppo forzata e un po’ falsa, come se il dramma che Oliver stesse vivendo fosse costruito solo per lo scopo di incolparlo per la morte dei suoi amici e del piano miserabilmente fallito e per mostrare che avere una relazione stabile e amare una persona non sia scritto nel suo destino. Pur non essendo, personalmente, affatto contraria a smuovere un po’ le acque nella coppia Oliver/Felicity, quello che ho trovato deludente è che gli autori abbiano scelto di farlo seguendo questa strada, perché – comunque vada – l’errore che fa Oliver, la decisione di mantenere il segreto, è un tipo di sbaglio che sarà comunque difficile, se non impossibile, perdonare. E se mai Felicity lo farà, perché è certo che verrà a sapere la verità prima o poi, perché mettere su tutta questa assurda messa in scena e non scegliere piuttosto di concedere al pubblico di vedere la coppia alle prese con un vero problema e con due persone che si amano e che lo affrontano da adulti?

Malcolm e la sua doppiezza continuano a piacermi, ma in questo caso, non è ben capito quale fosse il suo ruolo: per sua stessa ammissione dice di non sapere assolutamente nulla su Vandal e che sia proprio questo a renderlo pericoloso, ma se così è, perché il Team Arrow se l’è trascinato dietro? Solo perché recuperasse le ceneri del nemico sconfitto? Questa è ovviamente la vera ragione, ma resta una povera spiegazione.

Per quanto concerne Oliver e suo figlio William: lui decide di fare quanto Samantha gli chiede e non rivelare a nessuno la verità in cambio di un rapporto con il figlio e anche qui ci sarebbe da dire molto sull’irrazionalità della richiesta della donna. Se il problema per lei è Oliver ed il suo mondo, come può, il fatto che lui mantenga il segreto con tutti, essere una vera difesa per il figlio? A Oliver viene comunque concesso di vederlo e quindi di entrare a far parte della sua vita, perché quindi questa strana richiesta? Se davvero Samantha ha seguito la vita di Oliver negli ultimi anni e sa anche che adesso è candidato a sindaco ed è un uomo ben diverso da quello che aveva conosciuto, perché continua a rinfacciargli i suoi comportamenti da playboy incallito e li usa come motivazione per avergli tenuto lontano il figlio? Non è certo Oliver che ha mentito nel passato, dicendo di aver perso il cambino e sparendo dalla circolazione dietro insistenza della madre di lui. Quindi, perché esattamente dovrebbe essere solo lui a fare “la parte del cattivo” in questa storia? Altra cosa inspiegabile.

Tornando ai personaggi che avrebbero (e sarebbe stato meglio) dovuto dominare l’episodio, dire mi sono piaciuti e sono lieta che gli autori non li abbiano fatti già cadere immediatamente l’uno nelle braccia dell’altra, nonostante il loro destino voglia così. Dopotutto anche loro stanno vivendo una vita diversa da quella che hanno sempre vissuto da 4000 anni a questa parte e credo sia abbastanza per renderli interessanti.