Arrow: recensione dell’episodio 4×11 A.W.O.L. [spoiler]

Felicity Smoak contro la Gotica Felicity: ecco come la protagonista femminile di Arrow super un trauma tanto difficile.

Un episodio Diggle e Felicity centrico questo undicesimo della quarta stagione di Arrow e gli appassionati dell’originale Team Arrow, non avrebbero potuto desiderare nulla di meglio.

Ma partiamo prima dalla questione Dig/Andy. Dopo tanto tempo trascorso a tentare in tutti modi – buoni o cattivi – di scalfire la corazza del fratello, Diggle sembra finalmente essere riuscito nel suo intento, finendo per ottenere che Andy non solo lo aiutasse nell’impresa di salvare la vita a Lyla, ma fidandosi tanto di lui da decidere addirittura di liberarlo dalla gabbia in cui era confinato e portarlo a casa propria per fargli conoscere la nipotina Sara. Tutto sembra aver preso finalmente la strada giusta tra i fratelli, nonostante il tradimento di Andy, nel momento del bisogno, l’uomo ha deciso di condividere le informazioni che aveva sugli Shadowspire e di proteggere la sua famiglia contro un gruppo criminale a cui, così ci rivela il passato, era stato legato.

Normalmente tendo a criticare i flashback in Arrow, da ormai troppe stagioni sono diventati noiosi e danno la sensazione di rubare tempo alle cose davvero importanti, ma questo episodio fa eccezione, vedere i fratelli Diggle interagire insieme è stato non solo piacevole, ma anche utile per comprendere il genere di legame che li univa e soprattutto per capire fino a che punto il nostro Dig debba essersi sentito tradito dalle scelte del fratello. Non sorprende quindi che quando Andy sembra, per una volta, scegliere la propria famiglia piuttosto che i suoi interessi personali, il sollievo dell’uomo sia così evidente. Tutti sappiamo che Diggle è una persona dall’animo buono, pronto al perdono, e proprio questo suo aspetto fa sollevare qualche domanda. Siamo proprio certi che la decisione di Andy di aiutare il fratello non nasconda un secondo fine? E la famiglia di Diggle e lui stesso possono davvero fidarsi di Andy? Con l’immagine di quella tomba negli occhi, che fra pochi mesi accoglierà il corpo di uno dei personaggi della serie, è meglio essere prudenti e partire dal presupposto che nessuno è davvero salvo. E’ vero, Andy ha agito in maniera particolare, spinto da circostanze particolari, ma sicuramente non è un ingenuo né uno sciocco, se è sopravvissuto fino ad ora frequentando le compagnie che ha frequentato significa che sa come proteggere i suoi interessi e la sua vita. C’è da chiedersi quindi se dare al fratello ciò che maggiormente desiderava non sia stato solo un modo per allentare la morsa nella quale si trovava e guadagnare la sua e quella del Team Arrow. Quindi sì, nonostante le sue azioni siano state strumentali al salvataggio di Lyla, credo sia meglio non fidarsi troppo di Andy.

Con tutto quello che succede in questo episodio potrebbe forse passare inosservato un particolare fondamentale e che sicuramente avrà delle serie conseguenze: Amanda Waller è morta (finalmente!), ma è lecito domandarsi, chi verrà dopo di lei? E’ difficile che un’organizzazione come la ARGUS resti senza un leader, è forse possibile che Lyla ne prenda il posto o avere uno coscienza la rende inadatta al ruolo?

E poi c’è Felicity.
La giovane è tornata a casa dopo l’incidente che l’ha messa (per sempre?) su una sedia a rotelle e non sta bene. Ha forti dolori, segue una terapia di antidolorifici che le causano allucinazioni e inoltre non sa più quale sia il suo ruolo all’interno del Team Arrow. Il modo in cui viene affrontata la sua situazione è davvero realistico, se proprio devo muovere una critica, riguarda forse il fatto che la giovane risolve il suo problema troppo rapidamente, ma è possibile che le cose non siano come sembrano e che vedremo Felicity, nonostante le sue migliori intenzioni, dover ancora affrontare la realtà della sua difficile situazione. Ma al di là di questo particolare l’idea di mettere a confronto la Gotica Felicity del passato con quella del presente è stato un espediente molto interessante e ha reso al meglio la lotta interiore della giovane, oltre ad aver dato a Emily Bett Rickards la possibilità di dare un’ottima prova attoriale. E’ sicuramente lodevole il fatto che gli autori non siano caduti nel tranello del cliché di creare problemi tra Oliver e Felicity come riflesso della lotta interiore di lei.
La coppia, nonostante tutto, nonostante i sensi di colpa di Oliver (non poteva non averne, non sarebbe stato da lui!) e la difficoltà ad accettare la nuova situazione di Felicity, resiste all’impatto di quanto accaduto e si ama, si ama tanto da accettare la situazione senza per forza dover indossare occhiali dalle lenti rosa, sia ama tanto da essere consapevole di quanto difficili siano le circostanze per Felicity e di quanta forza necessiteranno entrambi per superare un simile trauma. Stabilito ciò, resta il fatto che la giovane ha bisogno di ritrovare se stessa alle sue condizioni e senza pressioni esterne, il che si traduce nel tentativo di dare un senso alla sua missione e alla persona che è diventata da quando ha accettato di combattere al fianco di Arrow. Cosa ha ottenuto? Che genere di donna è diventata? Chi è Felicity Smoak?

La risposta non tarda ad arrivare: Felicity Smoak è una donna tanto forte da accettare le dure conseguenze delle sue scelte, è tanto forte da guardare Oliver/Arrow negli occhi e dirgli che il solo responsabile di quanto le è accaduto è Damien Darhk e che loro avranno la meglio su di lui non per vendetta, rimorso o sensi di colpa, ma perché questa è la missione che hanno scelto.
Questo è un momento molto importante dell’episodio per varie ragioni, non solo perché ci mostra la forza di volontà di questa piccola, grande donna, ma perché inevitabilmente ci riporta al finale dell’episodio della scorsa settimana. In quella limousine insieme ad Oliver, reduci dal funerale di qualcuno che evidentemente entrambi amano, siede una Felicity molto diversa da quella che abbiamo sentito parlare nell’episodio di ieri sera. La Felicity che vedremo da qui a quattro mesi ha decisamente parole di vendetta che molto poco lasciano all’immaginazione, cosa può quindi succedere da cambiare così profondamente il suo approccio alla sua missione? Finire su una sedia a rotelle sembrano un trauma ed un destino abbastanza terribile da subire, ma nonostante questo la giovane ha la forza di ritrovare la propria strada e le giuste motivazioni, cosa accadrà quindi di così terribile da mescolare le carte in tavola fino a questo punto rompendo l’idillio amoroso tra i due e facendole pronunciare parole tanto aspre di vendetta?

Ultima cosa, ma non non meno importante, Felicity guadagna finalmente un nome in codice: Overwatch. In un tweet di ieri, Marc Guggenheim aveva annunciato che il nome in questione era stato suggerito da qualcuno su Internet.

E con grande sorpresa i fan hanno scoperto che, una volta che era stata esclusa la possibilità che fosse Oracle, gli autori hanno scelto il nome ispirando al titolo del romanzo dello stesso Guggenheim “Overwatch“, un racconto che mette in gioco la CIA e una grande cospirazione. D’altronde – proprio come dice Arrow (Stephen Amell) durante l’episodio:

“Avrei scelto Oracle, ma era già preso.”