Arrow: recensione dell’episodio 4×14 Code of Silence [spoiler]

"Tu ed Oliver siete una di quelle coppie in cui tutti credono. Non vi dite bugie. Mai. E Oliver sarà un padre meraviglioso quando arriverà il momento."

Ancora una volta so che in molti non saranno d’accordo con me, ma ho trovato questo episodio piuttosto noioso, ad esclusione degli ultimi cinque minuti.
Quello che avrebbe dovuto essere un’ora decisiva per il rapporto tra Oliver e Felicity si è rivelata essere una puntata piuttosto tiepida con troppi flashback e accadimenti talmente ovvi da essere quasi imbarazzanti, ma fortunatamente, va detto, c’è Donna Smoak che ha salvato decisamente la situazione. Prima di tutto mi sorge spontanea una domanda: siamo proprio sicuri che Felicity abbia preso tutta la sua intelligenza dal padre, Noah Kuttler? Sì perché indubbiamente Donna è un personaggio a volte troppo garrulo, che tende a superare le righe, ma la sua reazione al tentativo di Lance di allontanarla da sé senza rivelarle la verità sulla situazione che sta vivendo e sui rischi che sta correndo non è affatto quella di una donna superficiale o, peggio, sciocca. Donna è dopotutto colei che ha regalato alla figlia le opportunità che le hanno permesso di diventare ciò che è e lo avrà anche fatto facendo la cameriera a Las Vegas, ma questo non sminuisce minimamente la sua persona. E’ chiaramente una donna forte, indipendente, alla quale non piace essere presa in giro o sminuita e queste sono caratteristiche che vedo anche nella figlia, la persona di cui Oliver Queen si è così perdutamente innamorato. Oltre ad essere un personaggio più forte di quanto sembri, perché Donna sa anche perdonare e lo dimostra nei confronti di Lance, quando lui comprende che rivelarle la verità sia l’unica possibilità per tenerla accanto a sé e non ferirla. Inoltre Donna comprende la figlia in maniera profonda e riesce sempre a trovare le parole giuste, come quelle che le dice quando descrive il suo rapporto con Oliver, forse tra le più belle che abbiamo sentito in questo episodio, anche se saranno foriere di pessima sventura nel momento in cui Felicity verrà a sapere di William e del segreto che il fidanzato le ha tenuto nascosto:

“Tu ed Oliver siete una di quelle coppie in cui tutti credono. Non vi dite bugie. Mai. E Oliver sarà un padre meraviglioso quando arriverà il momento, lo sai, vero?”

Sappiamo bene che questo rapporto madre/figlia sarà cruciale, a quanto pare la prossima settimana, quando Felicity scoprirà tutta la verità su William, perché non vi è dubbio che Donna sarà sempre al suo fianco e la sosterrà in un momento così difficile, probabilmente ricordandole le stesse parole che Felicity le ha detto quando Lance l’ha lasciata e dicendole che anche quella che può sembrare la più terribile delle bugie può essere detta a fin di bene. Considerato quello che accadrà con Oliver c’è da chiedersi se Felicity riuscirà a perdonarlo prima o poi e visto che da un flashback mostrato sappiamo che lei gli restituirà l’anello di fidanzamento, c’è da domandarsi quando (e se) questo accadrà.

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E a proposito del terribile segreto, parliamo di come Thea ed Alex scoperchiano il vaso di Pandora. Il giovane trova infatti il famigerato assegno mai incassato da un milione di dollari che Moira aveva consegnato a Samantha perché sparisse dalla vita di Oliver con il figlio che portava in grembo e lo mostra a Thea, che a sua volta lo porta ad Oliver, il quale cerca inizialmente di sviare l’attenzione della sorella dalla questione. Quando i nodi vengono però al pettine e Thea capisce la verità, Oliver non ha altra scelta che raccontarle tutto: dell’esistenza di William e del suo patto scellerato con Samantha. Scellerato, perché non vi è altro modo di definire l’assurdo accordo che Oliver fa con la madre di suo figlio. E’ vero, il fatto che lui indossi la maschera di Arrow mette William in una posizione rischiosa, ma come può Felicity essere davvero un elemento di pericolo, soprattutto dopo che Oliver sa che Malcolm è a conoscenza della verità, come lo è adesso Thea? Forse, e sottolineo forse, avrei compreso la scelta degli autori se Oliver avesse continuato ad essere l’unico depositario di questa verità, perché la paura che qualcuno potesse usare la donna che ama per arrivare a suo figlio poteva essere legittima, ma ora le carte in tavola sono cambiate drasticamente, Malcolm è un pazzo in cerca di vendetta che conosce un segreto vitale per Oliver, come è possibile che lui non si renda conto di quanto delicata sia la situazione? E la dimostrazione che gli eventi stiano precipitando miseramente ce li danno proprio quegli ultimi cinque minuti di episodio, perché William è finito comunque nelle mani di Damien Darhk (chissà che fine aha fatto Samantha tra l’altro) e tutto quello che accadrà da questo momento in poi non potrà che essere un disastro annunciato. E a quel punto come farà Oliver a difendere le sue azioni agli occhi di Felicity? Non solo dovrà ammettere di averle  nascosto la verità, ma l’averlo fatto non sarà servito assolutamente a nulla. Considerato il fatto che non è la prima volta che Oliver commette un simile errore, viene quindi spontaneo chiedersi se, ancora una volta, Donna non abbia avuto ragione quando ha detto alla figlia, nello scorso episodio, che le persone non cambiano.

A proposito di Felicity, sempre alla fine dell’episodio, Curtis le fa il regalo di fidanzamento più bello che si potesse immaginare, risolvendo anche un dilemma che preoccupava molti fan: come farà la giovane a tornare a camminare? Grazie al genio di Curtis! Niente scatole magiche quindi o magia occulta, perché gli autori sorprendono tutti trovando una soluzione inaspettata al problema, dopotutto se la Palmer Tech. è riuscita a sviluppare una tecnologia in grado di miniaturizzare un uomo, perché non trovare un sistema simile per salvare Felicity dalla paralisi? Ottima ed inaspettata soluzione.

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Per il resto l’episodio, come avevo già accennato, non brilla particolarmente, la regia di Jim Bamford ne fa un’ora ricca di azione, il che non guasta assolutamente, è pur sempre uno show tratto da una serie di fumetti che parla di un supereroe, ma in questa particolare circostanza sembra levare tempo alle cose che davvero contano, come lo fanno questi insopportabili flashback, già piuttosto penosi da seguire dall’anno scorso e che quest’anno sono diventati una vera e propria tortura.Con 45 minuti a disposizione Arrow può fare di meglio. Lo so e l’ha già dimostrato.