Arrow: recensione dell’episodio 4×15 Taken [spoiler]

Il salvataggio di William ha un prezzo troppo alto da pagare per Oliver Queen?

Oliver Queen è un’isola.
Sì, avete letto bene, non intendevo affatto che sia stato costretto a rimanere confinato in un’isola vivendo, per cinque anni, esperienze che lo hanno profondamente cambiato, ma intendo proprio che l’isola è entrata dentro di lui, fa parte del suo modo di pensare, del suo modo di agire, del suo modo di essere. Non importa quanti chilometri di distanza lui riesca a frapporre tra sé e Lian Yu, perché quell’esperienza ormai è parte di sé e, a quanto pare, nulla riuscirà a cambiare questa semplice verità. A pensarci bene ciò che accade a Oliver è un’interessante interpretazione della dantesca legge del contrappasso per contrasto, in cui la pena è l’opposto del peccato. Oliver Queen è cresciuto come un giovane uomo egoista, che ha sempre rifiutato di prendersi le responsabilità delle proprie azioni ed è tornato dall’isola come un uomo il cui senso di colpa per le scelte e le azioni compiute finirà per farlo inevitabilmente soffrire.
E’ l’essenza del supereroe, più volte mi è capitato di ribadire che non esiste rappresentazione moderna di un supereroe senza sofferenza: il mantra di Spiderman la dice lunga in questo senso, “da grandi poteri derivano grandi responsabilità” e, che siano essi acquisiti grazie alla magia o alla forza volontà, è una verità che funziona sempre, come è una verità, come sottolinea Felicity scomodando Albert Einstein (deve essere uno degli aforismi più sfruttati dagli autori di serie TV!) che “follia è fare sempre la stessa cosa aspettandosi risultati diversi“.
Oliver sembra non riuscire ad imparare la lezione, mentire o omettere la verità, prendere decisioni fondamentali senza coinvolgere le persone che ama, sono errori che compie, e continua a compiere, dalla prima stagione e nulla è cambiato. Ma la domanda che sorge spontanea è se Oliver Queen possa davvero cambiare. Potrebbe un uomo come lui, che ha vissuto le esperienze che ha vissuto, continuare a fare ciò fa senza essere esattamente quello che è? E’ davvero colpa sua o sono gli altri, Felicity compresa, a sperare vanamente che lui possa essere diverso ed essere il tipo di persona che tutti vorrebbero?

Stando così le cose, è forse colpa di Felicity? Ciò significa che è lei che non avrebbe dovuto illudersi circa l’uomo che ama, è lei quella che ha sbagliato o, più semplicemente, nemmeno lei avrebbe potuto agire in maniera diversa da come ha agito, perché sarebbe significato andare contro la sua natura? E se accettiamo la reazione di Felicity – perché è naturale comprendere il suo stato d’animo dopo aver saputo che l’uomo che ama le ha tenuto nascosto un simile segreto o  ha preso una decisione sul destino di suo figlio senza coinvolgerla – perché è più difficile comprendere che anche “l’eroe della storia” non aveva altra scelta che seguire la sua natura?
Oliver, con le sue azioni, ovviamente finisce inevitabilmente per ferire le persone che ama e che lo amano, ma in prima istanza fa del male a se stesso e resta terribilmente isolato dagli altri, perché la sua esperienza gli ha insegnato che chi gli resta vicino finisce inevitabilmente per soffrire. Senza eccezioni. Eppure ci ha provato, con tutto a se stesso, ad aprirsi alla possibilità di una vita diversa, vedendo Diggle, Lyla e la piccola Sara e si sarà domandato: perché io no? E ci ha provato, davvero, e per un certo tempo è persino riuscito a combattere la sua natura, ma lo ha fatto allontanandosi dalla tentazione.
Probabilmente il momento più felice che Oliver e Felicity abbaino vissuto come coppia è stato quello in cui si sono letteralmente allontanati nel tramonto verso un’altra vita, ecco perché Oliver era così restio a tornare a Star City all’inizio di questa stagione, perché – nonostante tutto – conosce se stesso e allora, come oggi, sapeva che posto di fronte a certe circostanze avrebbe finito per prendere la più inevitabile e autodistruttiva delle decisioni, rischiano di porre fine al rapporto con Felicity. Non c’è dubbio che Oliver ami Felicity, come non c’era dubbio che Felicity lo ricambi e che avrebbe reagito così. Quel che è certo è che non c’è davvero qualcuno contro cui puntare il dito in questa situazione, perché entrambi hanno fatto quanto la loro natura gli suggeriva. Se questo poi segni la fine della coppia Olicity è una domanda alla quale non posso, per ovvi motivi, rispondere, noi tutti oggi vorremmo vivere nella testa degli autori per almeno 5 minuti. Quel che è certo è che la speranza che le cose si sistemino non va persa, posto che entrambi accettino davvero la reciproca natura. In questo senso, mamma Smoak, aveva tremendamente ragione, ne sono sempre stata convinta, non è possibile cambiare le persone e forse Felicity ha peccato in un certo senso di ingenuità quando ha creduto che l’amore che provava per Oliver bastasse. Ma d’altronde lei non è mai stata con lui su quell’isola, non ha passato quello che lui ha passato, né ha conosciuto l’Oliver del “prima”, quindi è perfettamente comprensibile come in lei prevalga sempre, in un certo senso, la Felicity della prima stagione che, pur antagonizzando spesso Oliver, lo ammirava/amava incondizionatamente.

E’ sicuramente stata una puntata difficile questa, per diversi aspetti, tra i quali accettare il fatto che Oliver abbia preferito dare ascolto a Mari/Vixen (Megalyn E.K.) piuttosto che alle parole di Diggle, per la reazione di Laurel all’ennesima conferma del tradimento di Oliver (ho provato della sincera pena per lei) o per un momento così speciale per Felicity, l’attimo in cui torna a camminare, affogato nel dolore della separazione. Il primo passo che ha fatto è stato letteralmente compiuto per allontanarsi dall’amore della sua vita e c’è una tristezza in questo – e un certo sadismo da parte degli autori – che non sono del tutto propensa a perdonare, soprattutto dopo la promessa di una stagione meno triste e pesante dal punto di vista emotivo. Ma d’altra parte era quello che tutti noi ci aspettavamo, eravamo coscienti del fatto che questo momento sarebbe giunto e tutti gli attori ci hanno mostrato un’intensa ora di televisione. Tutto sta, adesso, a riprendersi.

Note sparse:
– Oliver ha abbandonato la sua corsa a sindaco, una trama mai davvero esplorata, sarà per sempre?
– Vixen ha distrutto il totem che dà a Darhk i suoi poteri, vuol dire che da questo momento non li riavrà più e soprattutto, che ruolo ha la sua misteriosa scatola?
– I flashback continuano ad essere superflui e fastidiosi, non volevo concludere anche questa recensione senza sottolinearlo.
– William adesso vuole la action figure di Green Arrow invece di quella di Flash…se solo sapesse!
– Perché Thea continua a dare fiducia a Malcolm Merlyn? Sarà la volta buona in cui tutti abbiano finalmente capito di che pasta sia fatto?