Arrow: recensione dell’episodio 4×20 Genesis [spoiler]

Il piano Genesis di Damien Darhk è svelato ed il Team Arrow dovrà fare una corsa contro il tempo per salvare la razza umana

A pochi episodi dalla conclusione di questa quarta stagione, Arrow ci regala il classico esempio di episodio filler/non filler.
La serie, ricca d’azione e colpi di scena, a volte, necessita di prendersi una pausa per riassumere i fatti agli spettatori e spiegare cosa accadrà e dopo tanto mistero, ed una serie di incredibili accadimenti, ci viene infatti rivelata la natura del progetto Genesis. Damien Darhk ruba a Lyla un chip in grado di controllare il lancio di testate nucleari con l’intenzione di distruggere la vita sulla terra e ricostruirla grazie ai pochi scelti “ospiti” della sua personale arca, una cupola che protegge al suo interno un fortunato (?) ed esiguo numero di persone dalle conseguenze di un catastrofico evento nucleare, per diventare così il nuovo dominatore del mondo che verrà. Così viene spiegata la necessità di generare aria pulita, come lo stesso Darhk aveva accennato nell’episodio 4×09, discutendo con i suoi compagni di avventura.
I piani folli e in scala decisamente mondiale di questo super malvagio, porteranno il Team Arrow a dover difendere molto più della piccola Star City dalle sue grinfie e considerata l’escalation della follia dei cattivi in questa serie, per la prossima stagione prevedo guai per il nostro sistema solare…

Scherzi a parte la situazione è decisamente preoccupante e molti nodi sono venuti al pettine come era giusto che accadesse, primo tra tutto il triste epilogo della vicenda Diggle/Andy.

Diggle: Damien Darhk non è il salvatore di nessuno. E’ un bugiardo ed un mostro.
Andy: I Romani dicevano la stessa cosa di Gesù.

Se c’è una cosa che mi è piaciuta particolarmente in questa trama è l’assenza di buonismo di Andy, sarebbe stato infatti facile mostrare, negli ultimi istanti di vita del fratello di Dig, una qualche sorta di rimorso per le sue azioni o una traccia dell’antico sentimento che doveva aver provato per la sua famiglia, ma la realtà è che Andy, a causa dell’influenza malefica di Darhk muore da cattivo. Anche se qualcuno potrebbe opinare che la sfacciataggine con cui, fino all’ultimo secondo, ha continuato a provocare Diggle, nascondesse in realtà la volontà di essere fermato, il che è una teoria possibile, ma i fatti sembrano semplicemente dimostrare che in Andy non fosse rimasto davvero nulla di umano ed è probabilmente anche la versione della storia che preferisco, perché è anche quella che rende più realistico il tormento di Diggle e comprensibile (e difficile) la sua scelta di mettere fine alla vita del fratello. Sono certa – o per meglio dire spero – inoltre che queste azioni avranno ulteriori conseguenze per questo personaggio, il quale non porta sulla coscienza solo il peso della morte di Laurel, ma adesso anche quella del fratello, se fosse infatti venuto a patti con l’inevitabilità della sua scelta non avrebbe sentito la necessità di mentire a Lyla su come davvero Andy è morto.

Sul fronte magia nera invece gli eventi portano Oliver e Felicity ad intraprendere una strana missione.
Oliver viene infatti indirizzato da Constantine da una certa Esrin Fortuna, in un casino illegale, al fine di imparare la via della magia per contrastare il potere di Darhk. Come ho più volte sottolineato, avvicinandosi alla fine della stagione, i collegamenti tra i flashback del passato e le circostanze attuali cominciano semrpe ad avere un senso ed in questo caso scopriamo infatti l’efficacia del tatuaggio di cui Constantine aveva fatto dono a Oliver, che dovrebbe servire come barriera protettiva contro la magia nera oltre a dargli una sorta di “attitudine” all’uso della magia. Come spesso abbiamo visto accadere in Arrow, Oliver inizialmente decide di incontrare Esrin Fortuna da solo, convinto che il suo viaggio possa essere troppo pericoloso per coinvolgere qualcun altro del suo Team rischiandone ancora una volta l’incolumità, ma questa volta Felicity interviene senza lasciargli alcuna scelta e gli impone (sebbene Oliver non faccia particolare resistenza) la propria presenza. Nonostante i due si siano lasciati, il legame che hanno è ancora piuttosto forte, come dice Felicity stessa più avanti nell’episodio, la giovane sta cominciando forse a vedere le circostanze della loro rottura con occhi diversi ed è meno ferita di quanto non lo fosse quando gli ha restituito l’anello, mentre Oliver continua ad amarla come l’ha sempre amata. Che lei sia la sua parte migliore è un fatto e, come ce ne fosse stato bisogno, questa cosa ci viene confermata quando Oliver riesce a respingere l’attacco di Darhk grazie al ricordo delle parole di Felicity (e delle altre persone che gli sono care).
L’aspetto forse più deludente dell’incontro Fortuna/Oliver, pur rendendomi conto che in 45 minuti di episodio il tempo è tiranno, è la velocità con cui si svolge l’apprendistato di Oliver, quella con cui Fortuna si disfa di lui ritenendolo non adatto a respingere la magia nera di Darhk a causa del buio stesso che attanaglia la sua anima e la conseguente capacità di lui di usare invece la magia nel modo migliore per respingere l’attacco del suo nemico.

Una piccola nota sul personaggio di Felicity, che spesso è usato, come in gergo televisivo si dice come “comic relief“, cioè come intermezzo umoristico, per allentare la tensione in una scena particolarmente tesa. Nonostante questo sia uno degli aspetti che preferisco del personaggio, a volte capita che gli autori esagerino. Mentre infatti lo spirito della giovane funziona perfettamente nelle scene all’interno del casino, mi ha lasciata un po’ perplessa la sua reazione alla frase di Diggle “Andy mi ha detto che Genesis sta arrivando,” alla quale lei risponde: “Non credo proprio, Phil Collins ha detto che non faranno mai più un tour insieme,” [riferendosi ovviamente al gruppo dei Genesis di cui Phil Collins era il leader.] Nonostante la battuta in sé sia piuttosto brillante e faccia oggettivamente ridere, ho trovato la circostanza in cui viene pronunciata piuttosto fuori luogo, dopotutto stavano parlando delle intenzioni di Darhk di annientare la razza umana e, come ho già sottolineato, nonostante lo spirito di Felicity funzioni quasi sempre, preferirei che gli autori non lo rendessero inopportuno come in questa circostanza, tant’è che anche la battuta stessa tra le persone intorno a quel tavolo, finisce per passare piuttosto inosservata, come se cadesse nel vuoto.

Ultima, ma non ultima, parliamo di Thea per la quale la domanda legittima è: riuscirà mai (ad eccezione di Roy) a non finire nelle braccia di qualche mascalzone?
La giovane si ritrova infatti imprigionata insieme ad Alex nella cupola creata da Darhk per proteggersi dagli eventi catastrofici che seguiranno, in una sorta di realtà/incubo stile Under the DomeWayward Pines ed è evidente come Alex sia responsabile di questa situazione. In realtà non sono convinta del fatto che l’uomo sia un cattivo nel senso più stretto del termine, dal mio punto di vista è più probabile che abbia fatto uno scellerato patto con Darhk (con il coinvolgimento di Malcolm) per salvare Thea da morte certa e anche se questo non rende meno folle il suo gesto potrebbe però essere un indizio di come Thea riuscirà ad uscire dalla situazione in cui si trova. Detto ciò continuo a pensare che, come è successo per Laurel per lungo tempo, Thea resti uno dei personaggi più fumosi della serie, di cui non si capisce mai abbastanza quanto sia vittima o quanto sia artefice del proprio triste destino, quel che è certo – considerate le sue storie amorose – è che ha una pessima capacità di giudizio quando si tratta di uomini.