Arrow: recensione dell’episodio 5×10 Who Are You? [spoiler]

E' tempo di una nuova Black Canary, ma chi sarà degno di ereditare la missione di Laurel Lance?

La verità vera è che speriamo ardentemente che qualcuno, all’interno del dipartimento di marketing della CW che si occupa della gestione del materiale promozionale, abbia passato almeno cinque minuti difficili, perché questo episodio è stato incredibilmente e completamente compromesso dal promo distribuito settimane fa e che rivelava – senza margine di errore – che la Laurel che ricompariva in Who Are You? altri non era che la Black Siren di Terra-2. Anche senza il promo, sarebbe stato comunque difficile credere che Laurel fosse tornata davvero in vita, ma considerate l’opportunità di Sara di viaggiare nel tempo e tutti i cambiamenti provocati da Flashpoint, un piccolo dubbio sarebbe stato certamente preferibile di “nessun dubbio“, quindi non è semplice recensire questo episodio fingendo che quel promo non sia mai esistito o non sia stato visto dalla maggior parte dei fan della serie, perché il livello di tensione è completamente scemato, uccidendo anche questa ulteriore possibilità di dare giustizia ad un personaggio interpretato da Katie Cassidy, anche se compariva qui in una diversa forma ed in circostanze decisamente differenti dalla Laurel a cui eravamo abituati.

Detto ciò, l’ingenuità di Oliver nel voler credere che quella che si trova davanti sia davvero Laurel è più che comprensibile: tutti in Arrow hanno ormai dovuto accettare il fatto che il confine tra la vita e la morte è davvero sottile, che il futuro può essere cambiato viaggiando indietro nel passato e che esistono mondi paralleli con doppelgänger dei personaggi che abbiamo imparato a conoscere e ad amare che, come spiega Curtis a Rene, possono essere molto simili o molto diversi dagli originali, a seconda delle circostanze, perché quindi escludere che Laurel possa davvero essere tornata in vita grazie all’intervento della sorella Sara? Tra l’altro va anche detto che Oliver, visto quanto accaduto con Billy, ha bisogno – ora più che mai – di una iniezione di ottimismo e di rendersi finalmente conto che persino nel caso della morte del Detective Malone non può ritenersi davvero responsabile dell’accaduto, perché non avrebbe potuto fare altrimenti, esattamente come – la scorsa stagione – non avrebbe potuto evitare che Darhk uccidesse Laurel Lance. Oliver ha bisogno di credere che, nonostante gli orrori che è costretto vivere, quello che fa ha uno scopo, altrimenti la sua missione non avrebbe più alcun senso, non sorprende quindi che desideri con ogni fibra del suo essere che la persona comparsa nel covo, anche una volta scoperta la sua vera identità, abbia una speranza di redenzione, perché la realtà dei fatti è che se non ce l’ha Black Siren, non ce l’ha nemmeno lui stesso e tutto ciò su cui si basa il costrutto stesso del suo personaggio andrebbe inesorabilmente a crollare.

Allo stesso modo in cui è quindi comprensibile che Oliver decida di dare un’opportunità a Black Siren, anche dopo aver scoperto che Prometheus è responsabile della sua fuga, è interessante scoprire invece questo nuovo lato di Felicity. Fin dall’inizio la ragazza non crede nemmeno ad una parola pronunciata della rediviva Laurel e decide di testare il suo DNA per scoprire se sia davvero chi dice di essere, quando anche quello sembra dimostrare la veridicità della sua versione, un’osservazione estemporanea di Rory la metterà sulla giusta strada, tanto da farla agire apertamente contro gli ordini Oliver, c’è da chiedersi tra l’altro chi davvero indossi pantaloni nella Arrow Cave considerato il modo in cui il Team Arrow 3.0 tende ad obbedirle come un bravo gruppo di soldatini agli ordini della ragazza! In un perfetto equilibrio, anche in questa circostanza, Oliver e Felicity continuano ad essere necessari l’uno all’altra, soprattutto in un momento in cui la ragazza sembra decisa ad imbarcarsi un una missione volta a vendicare la morte di Billy con il rischio di mettere a repentaglio la sua stessa incolumità. Se, come è stato accennato in alcuni spoiler, la caccia a Prometheus porterà Felicity a percorrere un cammino oscuro, Oliver ha bisogno di essere la sua contrapposizione nella luce, esattamente come è stato fino ad ora, solo che a ruoli inversi.

In questo momento piuttosto agitato per il Team Arrow, lo show riesce a regalare anche un B-plot piuttosto interessante per quanto concerne Diggle e la sua situazione. Come dirà ad Oliver, Dig non vuole più scappare, ma è deciso ad affrontare le accuse di tradimento che gli sono state rivolte per non dover vivere un’esistenza da fuggitivo ed il suo amico deciderà di aiutarlo nell’unico modo possibile: offrendogli cioè la migliore difesa a cui possa pensare nella persona del Procuratore Distrettuale Adrian Chase. Adrian, come aveva d’altronde largamente dimostrato, si conferma un osso molto duro, persino per un generale dell’esercito corrotto al quale riesce a sottrarre il proprio prigioniero grazie ad un espediente piuttosto ingegnoso, facendo così in modo che Diggle non venga consegnato nelle sue mani, ma debba subire un processo a Star City. Nonostante quindi il procuratore salvi momentaneamente il suo cliente, le accuse contro Diggle sono tutt’altro che cadute, bisogna quindi aspettare e vedere quale miracolo gli impedirà di venir condannato per sempre per un reato che, lo sappiamo bene, non ha commesso.

L’episodio si conclude poi con una sorpresa inaspettata, i fan avevano infatti discusso a lungo circa la possibilità che Black Siren finisse in qualche modo per convertirsi vestendo così i panni di una terza (contando anche Sara) versione di Black Canary, soprattutto dopo che gli autori avevano dichiarato che non sarebbe possibile continuare a concepire una serie su Green Arrow senza Black Canary. Negli ultimi minuti della puntata compare tuttavia il personaggio di Tina Boland (Juliana Harkavy) che era stata annunciata come nuovo membro nel cast nel ruolo di un ex detective della Polizia di Central City. Nella scena in cui compare per la prima volta la vediamo affrontare due uomini che stavano infastidendo una cameriera usando contro di loro il Canary Cry, il che è la perfetta risposta al desiderio espresso da Oliver a Felicity di voler trovare una persona che possa davvero ereditare la missione di Laurel, alias Black Canary. Da non dimenticare inoltre la comparsa, nei flashback, di Talia al Ghul (Lexa Doig) che, così hanno anticipato gli autori, sarà strettamente connessa al mistero dell’identità di Prometheus.