Arrow: recensione dell’episodio 5×12 Bratva [spoiler]

L'amo è stato gettato da Susan Williams e Oliver Queen ha abboccato con tutte le scarpe, cosa accadrà quando la donna, inevitabilmente, tradirà la sua fiducia?

Susan Williams (Carly Pope) si sta dimostrando in un personaggio sempre più interessante ai fini di questa stagione ed in un certo senso la sua totale mancanza di moralità è esattamente ciò di cui gli autori avevano bisogno per far dimenticare anche al più accanito dei fan Olicity il fatto che la giornalista sia riuscita a vincere parte del cuore di Oliver Queen, portando così la loro relazione su un altro livello. A prescindere dal fatto che i due siano infatti finiti a letto insieme, quello su cui davvero bisogna concentrare l’attenzione è il livello di manipolazione che questa donna sta usando con il bel sindaco di Star City: Susan è di fatto un’arrivista, pericolosa giornalista che vuole fare carriera nel peggiore modo possibile e sarà davvero interessante vedere le conseguenze delle sue azioni quando tutta questa storia le esploderà inevitabilmente tra le mani, sia per Oliver – che si sentirà tradito come non mai – sia per Susan stessa. A questo punto la storia può infatti andare solo in due direzioni: la giornalista potrebbe rendersi conto, probabilmente troppo tardi, del danno che la sua storia può causare alla città e ad Oliver oppure può continuare sulla sua strada e tradire ogni umana e professionale regola della decenza per il suo personale tornaconto. In un certo senso, considerando il cammino di questo personaggio, ci auguriamo che non ci sia redenzione e che porti a termine il suo orribile piano fino alla fine senza pentimenti, a dimostrazione del fatto che i “cattivi” in questa serie possono anche non nascondersi necessariamente dietro una maschera e apparire invece come persone più che rispettabili. Vedere il tradimento di Susan ai danni di Oliver compiersi fino in fondo sarebbe tuttavia un interessante cambiamento, soprattutto per la portata delle conseguenze delle scoperta che la giornalista sta facendo su di lui: cosa accadrebbe se l’identità segreta di Oliver venisse messa nuovamente a rischio soprattutto ora che è sindaco?

In quanto alla visita del Team Arrow in Russia, nonostante il collegamento con il Generale Walker che fugge nel paese per organizzare la vendita dell’arma nucleare che ha rubato sia forse un po’ troppo stiracchiata o fin troppo conveniente, l’occasione è preziosa per ristabilire lo stato dell’arte tra i membri originali del Team Arrow e soprattutto per creare un nuovo collegamento tra passato e presente. I rapporti tra Anatoli ed Oliver, quando quest’ultimo rimette piede sul suolo russo, non sono dei migliori, con relativa sorpresa da parte del sindaco Queen che non ha il miglior record di sagge decisioni prese nella sua ormai lunga carriera di vigilante, ma – inevitabilmente – i due finiranno per appianare le loro divergenze e trovarsi ancora a combattere dalla stessa parte della barricata. Ciò che sarà davvero sorprendente per lui in questa sua trasferta è il fatto che Oliver che finirà per doversi guardare dalle scelte dei suoi più stretti collaboratori, tanto quanto da quelle dei suoi nemici. Diggle, appena tornato (finalmente) nel team, considerati i suoi trascorsi con il Generale Walker, ha ancora qualche difficoltà a tracciare una linea di demarcazione tra giustizia e vendetta e finirà per prendere decisioni discutibili, reagendo per puro istinto, che finiranno per mettere seriamente a repentaglio la missione, come quella di usare come pungiball l’unica persona che avrebbe potuto aiutarli a scoprire l’ubicazione del Generale. Fortunatamente, alla fine dell’episodio, Dig tornerà ad essere l’uomo che tutti noi abbiamo imparato a conoscere ed apprezzare negli anni e, posto di fronte all’opportunità di togliere definitivamente di mezzo Walker, sceglierà di consegnarlo alla giustizia. Chi sta intraprendendo un cammino altrettanto, se non forse più oscuro, di quello di Diggle è invece Felicity. La ragazza, che all’interno della serie è sempre stata dipinta come la perfetta rappresentazione dell’equilibrio, grazie al potere offertogli da Helix, sta cominciando ad usare metodi discutibili per ottenere ciò che vuole e soprattutto, in senso strettamente machiavelliano, a pensare che il fine giustifichi i mezzi.

Il primo ad accorgersi della strana piega che le cose stanno prendendo per Felicity è Rory, il quale deciderà di affrontarla e soprattutto, con una certa sorprendete schiettezza, rivelerà ad Oliver ciò che la ragazza ha fatto per ottenere le informazioni che servivano al team per rintracciare il Generale. Nonostante Rory non si sia  fino ad ora dimostrato un’aggiunta particolarmente significativa per la squadra, in questa puntata si rivelerà essenziale e anche la sua decisione finale di andarsene dopo essersi reso conto di non poter più usare i suoi poteri come Ragman, avrà certamente delle conseguenze pesanti, soprattutto per Felicity. Con la testa impegnata altrove, Oliver sembra infatti sottovalutare il comportamento di Felicity ed evidentemente pensa che, come successo per Diggle, una semplice chiacchierata di incoraggiamento fatta ai suoi più stretti alleati sia sufficiente per metterli nuovamente in riga dimenticando che, seppure sia vero che né Dig né Felicity sono come lui, hanno in un certo senso il diritto di compiere errori simili ai suoi, soprattutto quando – proprio come lui – convivono da molto tempo con un mondo complesso ed oscuro. E, si sa, “una volta che l’oscurità entra dentro di te, non puoi più farla uscire“, il fatto che quindi Rory scelga di lasciare il team in un momento tanto delicato per Felicity avrà un impatto non indifferente sulle sue future azioni, perché la ragazza perderà un importante bussola morale e quando Oliver, come certamente accadrà, si accorgerà della portata della situazione, sarà per lui molto più difficile porvi rimedio.

Il B-plot dell’episodio riguarda il rientro al lavoro del vice-sindaco Quentin Lance (Paul Blackthorne), appena tornato a coprire il suo incarico dopo essere stato in riabilitazione a causa dei suoi problemi con il bere. Per una persona che ne ha passate tante quante ne ha passate Lance e che sicuramente dovrà lottare per tutta la vita per non ricadere nell’alcool, si è pensato fosse una buona idea sottoporlo allo stress di un’intervista con Susan appena rientrato in ufficio, così Quentin si ritrova a doversi preparare per l’evento quasi come se stesse pianificando una battaglia ed il tutto con l’inaspettato aiuto di Rene. Questa trama ha finito per rivelarsi poco interessante e anche piuttosto improbabile per diversi motivi, primo tra i quali la rivelazione di Rene che lui e Quentin già si conoscessero e che, grazie alle parole dell’allora agente Lance, Rene avesse deciso di dare una svolta alla sua vita. Se questa informazione fosse stata usata quando Wild Dog si è unito inizialmente al Team Arrow avrebbe forse avuto un maggiore peso emotivo, usata convenientemente in questa circostanza, sa solo di espediente usato dagli autori per dare senso ad una trama che altrimenti non lo avrebbe avuto. Ma soprattutto: che fine ha fatto Thea Queen?