Arrow: recensione dell’episodio 5×19 Dangerous Liaisons [spoiler]

Nonostante i potenziali danni causati da Helix, Oliver e Felicity potrebbero trovarsi ad essere più vicini che mai.

Quello riguardante Helix e Felicity Smoak è sicuramente il miglior arco narrativo che sia stato scritto per Emily Bett Rickards sin dal suo debutto in Arrow ed in particolare Dangerous Liaisons è il culmine di un percorso che, nonostante le apparenze, non si è ancora concluso. Felicity è molto cambiata dai tempi dei suoi esordi nella serie, d’altronde era impensabile che gli eventi, spesso traumatici, a cui il personaggio ha assistito non avessero alcuna conseguenza su di lei. Così, con il tempo, l’abbiamo vista trasformarsi da spalla comica per il ben più oscuro protagonista (passando ufficialmente il testimone al personaggio di Curtis Hotl, alias Mr. Terrific) ad una donna indipendente, capace di prendere i propri rischi e le proprie decisioni senza essere influenzata dall’ingombrante presenza di Oliver Queen.
Ma è davvero così?

Nonostante questo arco narrativo, come dicevamo, sia decisamente il più interessante scritto per Felicity, come spesso accade con la serie, gli autori tendono a sorvolare troppo rapidamente sulle motivazioni che davvero spingono un personaggio a fare determinate scelte e così accade con il genio del computer del Team Arrow. Certamente la sua scelta di dare la caccia a Prometheus usando ogni mezzo possibile fornitole da Helix è legata alla morte di Billy, una ragione più che valida per avercela con lo psicopatico cattivo di stagione, ma il problema è che – tranne subito dopo la morte dell’agente – le motivazioni di Felicity sono diventate man mano sempre meno importanti e sono state in un certo senso nascoste sotto un tappeto, finendo per essere dimenticate a discapito di altre intenzioni che sembrano muovere davvero il personaggio. Helix infatti è probabilmente riuscita a toccare delle corde nell’animo dell’ex hacker che Felicity pensava di aver sepolto da tempo sotto un atteggiamento spensierato e parecchia tinta bionda per capelli, ma quegli impulsi sono ancora lì, quella parte di lei non è morta per sempre e con questo gruppo di giustizieri della rete la giovane ha davvero trovato a modo suo, come essere un’eroina piuttosto che solo la spalla di Arrow. Tutte queste considerazioni , tuttavia, non sono mai davvero esposte esplicitamente nella serie, almeno non fino ad ora, ed allo spettatore viene lasciato il compito di interpretare le motivazioni più profonde di Felicity. Quello che è certo è che la serie ha comunque una grande coerenza nel mostrare come tutti i personaggi dello show finiscano in un certo senso per dover cedere parte della propria anima per compiere il proprio destino di eroi. E’ stato così con Oliver Queen fin dalla prima stagione ed ora sta succedendo la stessa cosa con Felicity Smoak, ben lontana dall’essere la giovane ingenua e pura degli esordi della serie. Per chi se lo domandasse, questa non è una critica al personaggio, d’altronde sarebbe stato impossibile – come dicevamo – che Felicity non cambiasse, ma è piuttosto una parziale critica alla trama che, seppure interessante, manca forse di un certo approfondimento emotivo.

E’ impossibile, inoltre, non fare un parallelismo tra Oliver e Felicity e Diggle e Lyla: i due uomini hanno vissuto più traumi e tragedie di quanto sia possibile immaginare ed entrambi partono dal presupposto che sia loro compito cercare di evitare che le persone che amano commettano i loro stessi errori. Così Diggle si trova a guardare impotente la propria moglie commettere azioni che ritiene indegne, senza riuscire ad accettare che Lyla si stia lentamente trasformando in una nuova versione di quella che era l’ex capo di ARGUS, Amanda Waller, mentre Lyla cerca di fargli capire come, in un ruolo come il suo, ci si trovi spesso nella posizione di prendere decisioni discutibili per un bene superiore e, nella stessa maniera, Oliver non riesce ad accettare che Felicity si associ ad Helix per cercare di risolvere un problema che lui stesso ha creato. Per quanto l’atteggiamento dei due uomini sia comprensibile e per quanto il loro desiderio di evitare che due persone a cui tengono profondamente scendano una china pericolosa sia nobile, nel loro modo di affrontare la situazione c’è forse qualcosa di paternalistico. Se a loro è concesso di sbagliare e commettere azioni discutibili poiché vivono in un mondo in cui non sempre si ha il lusso di poter scegliere il male minore, per quale ragione a Lyla e Felicity non dovrebbe essere dato il medesimo beneficio del dubbio? Costruire personaggi femminili forti significa anche affiancargli uomini che mostrino nei loro confronti lo stesso genere di fiducia che Lyla e Felicity hanno sempre avuto per Diggle ed Oliver. Dare per scontato che Felicity necessiti dell’intervento di Oliver per capire davvero in quali guai si sta mettendo, collaborando con Helix, è un po’ come minare la sua integrità, perché la giovane in realtà sa perfettamente quello che sta facendo e proprio come Oliver si è trovato spesso costretto a fare nel passato, ha semplicemente deciso di accettare i rischi di una difficile scelta.

Ciò detto, il fatto che Felicity debba prima o poi affrontare le conseguenze delle decisioni che ha preso in questa seconda parte di stagione, contribuirà sicuramente a riavvicinarla ad Oliver. Basta pensare, infatti, ai motivi per cui lei abbia deciso di rompere il loro fidanzamento: la Felicity di allora non era riuscita a comprendere fino in fondo le regioni per cui Oliver le avesse tenuta nascosta la verità su suo figlio, interpretandola come una mancanza di fiducia (e di conseguenza d’amore) nei suoi confronti, trovarsi però oggi in una condizione molto simile a quella in cui Oliver è costantemente stato in questi cinque anni, costretto dalle circostanze a fare scelte che non avrebbe voluto fare, le farà certamente capire che il mondo non è tutto bianco o nero come vorrebbe, avvicinandola probabilmente ad Oliver più di quanto non lo sia mai stata.