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25 Nov

Arrow: recensione dell’episodio 5×22 Missing [spoiler]

Teresa Soldani
18 maggio 2017
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Parliamo in primo luogo la “calma prima della tempesta“: Oliver ed il resto del Team Arrow vivono un momento di apparente pace, con Chase dietro le sbarre tutti hanno l’opportunità di tirare un sospiro di sollievo e pensare al domani, il che implica anche festeggiare il compleanno del loro leader. Quando Thea domanda al fratello quali piani abbia per l’occasione, lui – piuttosto impacciato – risponderà di avere una cena con Felicity e noi ci troviamo a concordare pienamente con Thea quando gli dirà che la sua reazione imbarazzata è “incredibilmente tenera“, perché farà inevitabilmente capire fino a che punto lui tenga a ricucire i rapporti con Felicity e  quanto ancora la mai.  Solo più tardi Oliver scoprirà che la cena è stata però solo una scusa per organizzargli una festa a sorpresa, con tanto di torta di compleanno acquistata presso la Pasticceria Lord Mesa, divertentissimo omaggio all’illustratore omonimo che si trova su Twitter sotto lo pseudonimo, appunto, di @lordmesa e che, dal  debutto delle serie CW, ha disegnato fantastiche illustrazioni che riguardano i personaggi dell’Arrowverse. La festa di compleanno di Oliver prosegue quindi in un clima spensierato e lui e Felicity hanno anche l’opportunità di parlare della direzione che il loro rapporto sta prendendo, concordando sul fatto di prendere le cose con calma e correre meno velocemente di quanto non abbiano fatto la prima volta che sono stati insieme. Il che – probabilmente – è una scelta saggia per entrambi e anche una decisione ben ponderata da parte degli autori nei confronti di quella parte di pubblico che vuole rivedere assieme la coppia: poter assistere allo sbocciare del loro amore una seconda volta non è una possibilità che non tutti gli shipper delle coppie televisive hanno.

Come in ogni favola che si rispetti, però, arriva il momento in cui bisogna affrontare i propri nemici e il piano diabolico di Adraia Chase, ancora nelle mani della giustizia, finalmente scatta, rompendo quella bolla di sapone di tranquillità nella quale il Team Arrow stava ingenuamente vivendo. Ad uno ad uno i membri della squadra cominciano infatti a sparire, Thea compresa, prelevati dagli alleati di Prometheus: Evelyn Sharp, la Laurel di Terra 2, alias Black Siren ed ovviamente Talia al Ghul. Man mano che gli eventi incalzano e Oliver si rende conto che Chase, anche da dietro le sbarre di una prigione, continua a manipolarlo, tutti realizzano l’enormità dell’errore commesso dal momento in cui hanno creduto che l’arresto di Prometheus avesse segnato la fine della guerra. Oliver, per un momento, ammette persino con Felicity di essere stato uno sciocco a non dare retta al suo istinto, perché dopo la resa di Adrian, aveva sospettato che ci fosse qualcosa di strano, un’affermazione che conferma quanto abbiamo sottolineato la scorsa settimana e cioè che il fatto che nessuno del Team Arrow si fosse fatto venire qualche dubbio suonava piuttosto ridicolo. Nonostante le parole che gli autori mettono quindi in bocca ad Oliver, non c’è stato assolutamente nulla, né nell’episodio della scorsa settimana, né nell’inizio di questo, che abbia fatto intendere al pubblico che Green Arrow potesse dubitare di aver davvero sconfitto il suo nemico.

Trovandosi sempre più isolato e decidendo di mandare via anche Felicity e Diggle al fine di proteggerli, Oliver si troverà con accanto un alleato insospettabile quando Malcolm Merlyn si presenterà nel suo covo con l’intento di salvare sua figlia Thea. Il rapporto tra questi due personaggi è sempre stato piuttosto interessante, legati da una certa forma di distorto affetto e competizione, Oliver e Malcolm sono stati sia nemici che complici nell’arco di questi cinque anni di serie e, nonostante la loro rivalità, hanno sempre avuto molte caratteristiche in comune, come il fatto che entrambi abbiano fatto cose tremende per motivi che ritenevano giusti. Il fatto che, in risposta al piano di Prometheus, Oliver ricada nel vecchio adagio che uomini nella sua posizione non possano assolutamente permettersi di costruire rapporti duraturi, perché mettono costantemente in pericolo le persone che amano, è un ritornello che avremmo preferito non sentire di nuovo e  apprezziamo enormemente che sia proprio Malcolm a metterlo a tacere con una delle battute più riuscite dell’episodio, se non della serie:
I rapporti umani sono quelli che ci fanno essere tali ed è triste che debba essere un sociopatico come me a dovertelo far notare“.

L’episodio proseguirà poi in un perfetto equilibrio, riuscendo in maniera davvero interessante a fare continui e precisi riferimenti alle passate stagioni. D’altra parte, come abbiamo già accennato, con la quinta stagione daremo l’addio alla struttura della serie per come l’abbiamo conosciuta fino ad oggi, ed il fatto che gli autori abbiano reso omaggio a questa scelta con dei riferimenti al passato rende il tutto ancora più coinvolgente. E così Merlyn che cita l’Undertaking è un evidente accenno alla prima stagione, in cui lui stesso era stato il temibile ed implacabile avversario di Hood, mentre Yao Fei ha il compito di ricordarci le origini stesse dello show e di come il suo sacrificio abbia aperto la strada ad Oliver per fare di lui un eroe. Nyssa al Ghul – che giunge a Star City per aiutare Oliver a rintracciare i membri del suo Team assieme a Malcolm – è invece l’evidente richiamo alla terza stagione. A mancare all’appello sembra essere solo la quarta, senza riferimenti evidenti, che gli anche gli autori si siano resi conto del pasticcio che fu fatto lo scorso anno e abbiano deciso di fingere che non sia mai esistita? Scherzi a parte, come anticipavamo, i riferimenti sono puntuali e soprattutto efficaci e mentre anche i flashback di questa stagione giungono probabilmente al termine con l’ultimo scontro tra Oliver e Konstantin Kovar, l’attenzione di tutti si concentra sull’isola di Lian Yu, destinazione finale scelta da Prometheus per affrontare Green Arrow e portare tutti i suoi ostaggi. Ultimo, ma non ultimo, plaudiamo anche al chiacchieratissimo ritorno di Slade Wilson, il cui interprete Manu Bennett si è divertito non poco in questi mesi sui social a giocare con i fan, mettendo in dubbio la sua apparizione nella serie che era invece stata confermata sia da Stephen Amell che dai produttori.

Fortunatamente Slade c’è e, come anticipato negli spoiler usciti in queste settimane, Oliver ha tutte le intenzioni di reclutarlo nella sua squadra improvvisata per salvare i suoi amici e suo figlio William, anche lui rapito da Chase. Wilson, dalla somministrazione del Mirakuru, è diventato una scheggia impazzita, non sappiamo quindi come Oliver riuscirà a tenerlo sotto controllo, ma non vediamo l’ora di scoprirlo perché la sua presenza rappresenta anche la perfetta quadratura del cerchio: se, per puro caso, il rapporto tra i due tornasse miracolosamente a ricucirsi, sarebbe un modo perfetto Oliver per riconciliarsi con il suo passato e accettare finalmente la violenza ed i traumi che lo hanno segnato in quei cinque anni trascorsi lontano da casa. ed accettarsi per ciò che è, invece di sforzarsi di “diventare qualcos’altro” E’ quindi con una certa apprensione e con un certo piacere che attendiamo impazienti il finale di stagione che andrà in onda la prossima settimana, sperando che le ottime basi gettate con questa puntata non ci deludano.

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