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21 Nov

The Blacklist: recensione dell’episodio 2×01 ‘Lord Baltimore’ [spoiler]

Teresa Soldani
settembre 24, 2014
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Scritta dai creatori della serie Jon Bokenkamp e John Eisendrath e diretta da Michael Watkins, la premiere della seconda stagione di The Blacklist ha dimostrato che lo show può sostenere un ritmo più incalzante di quello a cui ci aveva abituato, mettendo al centro della trama Raymond “Red” Reddington (James Spader) senza la cui brillante interpretazione, The Blacklist sarebbe probabilmente rimasto uno dei tanti anonimi procedurali che popolano le nostre televisioni.

In questo intenso inizio di stagione, che riprende poco tempo dopo la fine della prima, Reddington sta facendo del suo meglio per trovare l’uomo che lo vuole morto, Berlin, mentre il suo acerrimo nemico – interpretato da un ottimo Peter Stormare perfettamente calato nella sua raccapricciante parte di cattivo – sta facendo di tutto, incluso assoldare una cacciatrice di taglie senza scrupoli affetta da disturbo dissociativo dell’identità che si fa chiamare “Lord Baltimore” (interpretata da una bravissima Krysten Ritter),  per trovare la moglie di Red.

Avete letto bene, nell’intricata vita del machiavellico protagonista entra anche la moglie Naomi Highland (Mary-Louis Parker), della quale fino ad ora avevamo solo sentito parlare in riferimento ai famigerati e traumatici eventi della notte della vigilia di Natale che hanno coinvolto anche Lizzie e che finirà nelle mani del temuto Berlin con l’unico intento di torturare Red. Alla fine dell’episodio infatti, l’uomo riceverà un pacchetto dal suo nemico che contiene un dito di Naomi, accompagnato da un biglietto che annuncia che riavrà indietro la sua ex moglie, nello stesso modo in cui Berlin ha riavuto indietro sua figlia, “pezzo per pezzo.”

La nota forse più dolente dello show resta, anche in questa premiere, Elizabeth “Lizzie” Keene (Megan Boone), anche se in questo episodio la sua storyline venga relegata ad un B plot. La ragazza sembra infatti essere ancora ossessionata dal pensiero del suo ormai ex marito, ma l’atteggiamento che mostra verso Red pare essere meno diffidente del solito, dando la sensazione che lo abbia ormai accettato come alleato, anche se – è plausibile immaginarlo – i segreti sul suo passato di cui l’uomo è depositario, contribuiranno probabilmente a creare ancora una certa tensione tra i due. A prescindere dal tempo sullo schermo che verrà dedicato a questo personaggio, resta comunque piuttosto evidente la capacità di catturare completamente l’attenzione dello spettatore da parte di Spader, se paragonata con quella della sua più giovane collega.
The Blacklist senza Spader non avrebbe ragione di esistere, questo è un in confutabile fatto, come lo è il desiderio che lo show ti lascia di seguire il successivo episodio.

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