Blinspot: Sullivan Stapleton parla del suo ruolo e della serie

Il protagonista di Blindspot parla del suo muovo ruolo e della sua esperienza come attore in Strike Back e The Lake di Luc Besson.

La stagione televisiva è appena cominciata, eppure comincia già a delinearsi con una certa chiarezza quali siano le serie che anno debuttato quest’anno e che abbiano avuto più o meno successo, tra quelle che sicuramente hanno avuto un ottimo debutto c’è Blidspot che ha ottenuto ottimi ascolti e sembra essere riuscita a conquistare il favore del pubblico. Vi proponiamo quindi un’intervista al protagonista Sullivan Stapleton con THR, che parla del suo ruolo e più in generale dello show.

Cosa ti ha spinto ad accettare il ruolo?
Il copione che ho letto era fantastico, ma non è solo un procedurale, perché è incentrato su questa donna Jaimie Alexander con tutti questi tatuaggi sul corpo che sono dei messaggi. Questa cosa mi ha fatto subito comprendere che lo show aveva molte potenzialità e che questa era la parte più interessante che lo riguardava.
E poi c’era la squadra dietro al progetto, il creatore  Martin Gero ed i produttori esecutivi Greg Berlanti, Sarah Schechter è un team fantastico di cui entrare a far parte ed un lavoro interessante da accettare, il cast è comporto di attori e persone fantastiche.

In che modo il carico di lavoro si differenzia da quello che avevi in Strike Back?
Molti più ore di lavoro, amico. (Ride.) In Strike Back abbiamo girato in tutto il mondo ed è stato fantastico visitare città così diverse e provare cibi diversi e cose così. Ma con questo lavoro è bello finalmente potersi sistemare nella  stessa città per un po’ di tempo – magari per molto, speriamo. Mi piace l’idea di potermi dedicare unicamente a questo lavoro e fare il meglio che posso per lo show e in più mi dà l’opportunità di esplorare la meravigliosa New York.

Come è stato lavorare con Luc Besson in The Lake?
Come attore è stato il lavoro dei sogni, soprattutto perché mi ha dato l’opportunità di conoscerlo come persona. Avevo appena finito il pilot di Blindspot  e poi sono volato in Europa per fare The Lake e poi sono tornato per riprendere a girare lo show. Lavorare con Luc Besson e interpretare un Navy SEALs è significato passare molto tempo in e sott’acqua. E’ uno di quei lavori unici, ero felice come un bambino, è stata un’esperienza meravigliosa.

Quindi non hai avuto molto tempo nei passati mesi?
Non molto, amico, non molto.

Come fai  a segregare fisicamente questi ritmi?
Sono ritmi estenuanti, ma – come ti dicevo – è una cosa eccitante ed il supporto che abbiamo avuto dalla NBC e dalla Warner Bros. è una cosa che rende il lavoro meno pesante. Può essere stancante, ma funziona così quando lavori come attore e per me non è un grosso problema.