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23 Nov

Bones: recensione dell’episodio 10×09 ‘The Mutilation of the Master Manipulator’ [spoiler]

Teresa Soldani
5 dicembre 2014
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Vi levo immediatamente una curiosità per quanto concerne il 9° episodio della decima serie di Bones: il motivo per cui David Boreanaz appare così poco, è legato al fatto che l’attore si stava preparando per la regia del 200° episodio, che andrà in onda il prossimo giovedì 11 dicembre ed a giudicare da promo che vedete postato in questo articolo, potete ben comprendere che lo sforzo ha richiesto davvero molta della sua attenzione.

Ma non lasciamoci distrarre (non troppo) da quanto ci aspetta la prossima settimana, e concentriamoci sull’avventura che ci ha riservato questo caso e sulla novità che è stata vedere lavorare sul campo Aubrey e Brennan. Nonostante l’assenza di Sweets si faccia ancora sentire, il giovane agente del FBI si è inserito benissimo nel team, oltre a riuscire nella titanica impresa di sorprendere positivamente Brennan, che lo trova molto preparato e mostra di apprezzare la sua conoscenza dell’aspetto scientifico di un caso. Insomma Aubry è un piccolo Squint in erba prestato alle forze dell’ordine ed il modo in cui interagisce con l’antropologa è particolarmente sfizioso, soprattutto quando la loro intesa infastidisce – ovviamente in maniera del tutto giocosa – Booth.

Il caso della settimana è stato veramente interessante, anche se forse mi sarebbe piaciuto che venisse maggiormente approfondito il discorso sull’esperimento che la vittima – un professore universitario – stava portando avanti, perché era piuttosto interessante. L’uomo stava infatti cercando di dimostrare come una persona, messa di fronte alla possibilità di usare una forma di potere apparentemente molto innocente come premere un bottone, potesse abusare di questo potere arrivando persino ad uccidere. L’esperimento consisteva nel far porre delle domande ai soggetti dell’esperimento ad una persona che loro non vedevano, ma di cui sentivano solo la voce e le reazioni, ad ogni risposta sbagliata, i soggetti dovevano premere un pulsante che trasmetteva una scossa elettrica a chi doveva rispondere, scossa che aumentava ad ogni errore. L’esperimento del professore stava dimostrando come il 66% dei soggetti era arrivato a somministrare una scossa elettrica tale da uccidere. Ovviamente lo studio non stava davvero mettendo in pericolo di vita nessuno e la voce che i soggetti sentivano rispondere o gridare a causa delle scosse elettriche, era in realtà pre-registrata, ma molti dei soggetti coinvolti nell’esperimento, dopo aver compreso fino a che punto il professore li aveva spinti, avevano finito per reagire in maniera piuttosto violenta alla brusca realizzazione di essere in grado di uccidere, anche se solo virtualmente, un altro essere umano.
Nonostante quindi il professore non godesse giustamente di un’ottima fama, sia per come stava portando avanti questa ricerca, sia a causa di alcune relazioni, non del tutto lecite, che aveva avuto con delle studentesse, alla fine si scoprirà che il suo assassinio non aveva nulla a che fare con questa ricerca.

Ma la parte probabilmente più interessante dell’episodio, come a volte capita in Bones, è stata questa volta il B plot che riguardava Wendell. Il tumore del ragazzo, che si sottopone all’ultimo ciclo di chemioterapia, è in remissione e Wendell è ovviamente felicissimo della notizia. L’idea di aver di fronte un futuro lo porta ad avvinarsi all’infermiera che si è occupata di affiancarlo durante la terapia e che dimostra, a sua volta, un certo attaccamento al giovane, tanto da chiedergli un appuntamento proprio alla fine della sua cura. La chimica tra i due è praticamente immediata, tanto che non si limitano ad un picnic nel parco. Ma proprio quando le cose sembrano andare per il meglio, Wendell comincia a fare dei bruschi passi indietro nei confronti della ragazza e lei prende a cercarlo in maniera – ammetto di averlo pensato – forse un po’ troppo ossessiva. Quando poi lei si presenta direttamente al Jeffersonian per parlare con lui, dicendogli chiaramente che non la può ignorare così dopo che sono andati a letto insieme, il disagio di Wendell si spiega grazie alla sua confessione di essere spaventato dai sentimenti che prova nei suoi confronti. Wendell le dice infatti che il suo tumore, pur essendo in remissione, è sempre presente e di non volerla mettere nelle condizioni di vivere con la spada di Damocle della sua possibile dipartita.
La giovane ovviamente gli fa presente che lei è un’infermiera oncologica, che sa che la morte fa parte del gioco, che tutti veniamo al mondo con una data di scadenza, ma che questo non vuol dire che non ci si debba comunque lasciare andare, vivere pienamente la propria vita e concedersi di amare ed essere amati, anche con tutto il rischio che la sua condizione di salute comporta.
Ovviamente il momento tra i due è piuttosto toccante e autentico, ma – nonostante comprenda la sensatezza del messaggio che si voleva trasmettere – ho avuto comunque qualche problema a tenere il passo con gli avvenimenti. La mia perplessità probabilmente deriva dal fatto che, da spettatori, non ci è stato dato modo di seguire l’evoluzione della storia di questi due ragazzi, che sicuramente si sono avvicinati l’uno all’altra spinti da circostanze particolarmente difficili. Quello che ci è dato di vedere sono due giovani che escono una volta, vanno a letto insieme e – da subito – cominciano a fare discorsi che finiscono per apparire un po’ troppo seri e definitivi per una relazione ancora così in erba. L’atteggiamento della ragazza soprattutto rasenta quasi più quello di una stalker che di una persona preoccupata del benessere di Wendell o della direzione che sta prendendo la loro relazione.
Vero è che, è più che plausibile, che le circostanze così particolari particolari in cui si sono conosciuti possano aver contribuito ad accelerare gli eventi in maniera particolare, ma la sensazione che tutto avvenga un po’ troppo di corsa mi è rimasta fino alla fine dell’episodio.
Detto ciò, Wendell sta bene e sembra aver superato il peggio, e questa è l’unica cosa che davvero conta, perché non abbiamo assolutamente bisogno di perdere un altro Squintern.

E voi, siete pronti e carichi per il mitico 200° episodio della prossima settimana, se – nell’attesa- volete divertirvi, vi consiglio di divertirvi a sbirciare l’incredibile progetto che la FOX USA ha pubblicato ieri e realizzato con un gruppo di fan della serie, un autentico viaggio – in numeri – nei 200 episodi della serie!

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