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23 Nov

Bones: recensione dell’episodio 10×10 ‘The 100th in the 10th’ [spoiler]

Teresa Soldani
12 dicembre 2014
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E’ veramente difficile non restare affascinati dal 200° episodio di una serie diventata ormai storica come Bones.
Come ha dichiarato Gary Newman, direttore generale della FOX, durante i festeggiamenti per il traguardo raggiunto, quando lo show manderà in onda il 206° episodio – che casualmente corrisponde al numero di ossa nel corpo umano – sarà il più longevo mai trasmesso dal network, il che imponeva che questo traguardo venisse celebrato in maniera particolare. Da questo la scelta di creare un episodio del tutto originale, che non avrebbe influito sulla trama generale dello show, ma che avrebbe avuto lo scopo di omaggiare i suoi protagonisti e soprattutto i leali fan che, in questi 10 anni, hanno seguito ed amato la serie.

E’ in quest’ottica che vediamo quindi i protagonisti catapultati indietro nel passato, in ruoli completamente diversi a quelli in cui siamo soliti vederli, ma con le medesime caratteristiche personali. Non sempre gli episodi che descrivono una “realtà alternativa” hanno funzionato in televisione e, quando è stato annunciato che il 200° della serie sarebbe andato in quella direzione, non tutte le reazioni sono state entusiaste, soprattutto quando si è parlato del fatto che la puntata sarebbe stata un omaggio alle opere di Alfred Hitchcock.
Nonostante questo, gli autori sono riusciti a creare un prodotto che non si mettesse in diretto paragone con lo stile del famigerato regista, ma ne cogliesse gli aspetti che meglio si sposano ai suoi protagonisti, tanto da ottenere un prodotto divertente, sagace, leggero e tuttavia fedele alla natura stessa dello show.

L’inizio dell’episodio, per esempio, è stata una piacevole ed inaspettata sorpresa, con gli attori David Boreanaz ed Emily Deschanel che, nella ruggente Hollywood degli anni d’oro del cinema, si presentano alla premiere del loro stesso film ponendo le proprie impronte sul famigerato marciapiede delle star.

Un esperimento divertente, che non intende in alcun modo mettersi in competizione o paragonarsi ad un maestro che ha fatto la storia del cinema del mistero, ma che vuole divertire il pubblico, facendogli rivivere la storia dei due protagonisti da un punto di vista completamente inaspettato, regalando ai fan ciò che ha reso famoso lo show: dialoghi accesi e intelligenti, punti di vista originali, scienza contro istinto ed una coppia che, nonostante i 10 anni di vita sullo schermo, riesce ancora a bucarlo!
E chi meglio del produttore esecutivo Stephen Nathan poteva spiegarci quali meccanismi si celino dietro ad una produzione di queste dimensioni e quale sia stata l’ispirazione che ha portato a crearla?
Ecco cosa, in una recente intervista rilasciata a EW, lo showrunner ci rivela di questa epica, duecentesima puntata.

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Cosa ha ispirato l’episodio?
Parliamo da molto tempo di un episodio come questo, molto stilizzato. Ho sempre amato questo periodo e l’occasione del 200° ci ha dato i mezzi, il movente  e l’opportunità per affrontarlo. Quindi essenzialmente è stato fatto per le stesse ragioni per cui uno commetterebbe un omicidio. E noi ci siamo buttati sulla cosa a testa bassa. E’ stato in assoluto l’episodio più difficile che abbiamo mai girato in 10 anni, un grandissima impresa…ma sentivamo di doverlo fare nel modo giusto o non farlo affatto. Sembrava anche il genere e lo stile corretto, perché questi film degli anni ’50 e le produzioni di Hitchcock sono dei classici ed, andando in onda da così tanto tempo, anche solo la nostra longevità, ci pone nella categoria dei “classici“, quindi è sembrata la cosa più appropriata.
Siamo una commedia romantica procedurale – ci siamo sempre definiti una “crimedy,” una serie romantica che si occupa di crimine – che è ciò che faceva Hitchcock. Caccia al ladro, Intrigo Internazionale e L’uomo che sapeva troppo erano storie d’amore in un’ambientazione malvagia. Quindi noi abbiamo riscritto la storia dei nostri personaggi e loro si sono adattati perfettamente alla situazione.

Per me è un episodio sugli aspetti più essenziali di ogni personaggio, possiamo riconoscere Hodgins anche senza i suoi sofisticati macchinari di laboratorio, ma non potremmo riconoscere una sua versione che mancasse di curiosità. Quali elementi di ogni personaggio pensi sia il più importante da mantenere in questa nuova ambientazione?
Booth è un ladro di gioielli, ma  è lo stesso personaggio, è un uomo d’onore. E’ un uomo che fa quel che fa per le giuste ragioni, è essenzialmente un Robin Hood. Brennan è una detective della polizia di Los Angeles in continua lotta. Non c’erano molte donne detective al tempo e lavoravano ai margini del dipartimento, quindi abbiamo una Brennan in continua disputa, come è sempre stata socialmente in tutti questi anni nello show, che cerca di adattarsi e di diventare parte del sistema che non riconosce inizialmente quanto lei sia eccezionale. E nell’episodio le facciamo quasi interamente porre le basi della scienza forense insieme ad Hodgins. Quindi tutti ricoprono i ruoli che hanno nello show.

Cosa pensi abbia contribuito a mantenere lo show in onda per 200 episodi?
Penso ci siano un paio di ragioni per cui è sopravvissuto tanto a lungo. Una è Hart [Hanson, il creatore della serie], che ha costruito magnificamente lo show, con la caratteristica di avere moltissimi personaggi che possono essere messi in situazioni in cui i conflitti alimentano le relazioni. Non c’è niente di meglio di questo, perché il conflitto non diminuisce mai davvero e la differenza tra i personaggi non è banale, specialmente tra Booth e Brennan. Sono due esseri umani profondamente diversi. Uno vive seguendo il proprio cuore; l’altro vive seguendo la propria mente ed il proprio intelletto. Ed è una cosa di cui non puoi liberarti, sia che stiano insieme, che siano sposati o che siano genitori. Sono due visioni profondamente diverse del mondo e fino a che questa cosa continuerà e rispetteremo questa realtà, avremo un motore che manterrà vive le storie a lungo.
E soprattutto ci sono Emily e David che penso siano la cosa più importante in assoluto. Avere due star che non vedi l’ora di invitare in casa ogni settimana, è come vincere alla lotteria. Sono la coppia che vorresti essere o che vorresti vedere, ed è una rara circostanza. Abbiamo un incredibile cast di supporto, che ha creato dei personaggi ricchi e stabili, che ispirano e stimolano nuove storie. Più lo show è andato avanti, maggiori sono state le opportunità di scavare in personaggi come Hodgins, Angela, Cam, Sweets e adesso Aubrey e tutti i borsisti. La vita di tutti è sempre più presente perché sono tutti così interessanti da non doversi affidare interamente ai due protagonisti. Possiamo espandere le loro storie e possiamo imparare di più su Brennan e Booth, ma anche sui personaggi secondari.

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