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13 Dec

Bones: recensione dell’episodio 10×19 The Murder in the Middle East [spoiler]

Teresa Soldani
15 maggio 2015
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Episodio piuttosto intenso questo diciannovesimo di Bones, ed il genere che alla serie — nonostante i suoi 10 anni di vita — riesce ancora molto, molto bene. Entrambi i temi trattati nella puntata sono frutto di semi lasciati crescere in precedenti puntate in cui Arastoo comunicava a Cam la sua decisione  di tornare in Iran per assistere il fratello malato di tumore e sul punto di morire e Booth riprendeva invece a giocare d’azzardo dopo che un caso lo aveva riportato in contatto con un mondo dal quale, evidentemente, avrebbe dovuto tenersi ancora ben lontano.

Sarebbe davvero interessante parlare con un Iraniano per sentire il suo punto di vista su come il suo paese sia stato rappresentato, perché solitamente le serie TV americane tendono a rendere gli altri paesi piuttosto caricaturali, ma ad un primo sguardo sembra che, almeno in questo caso, gli autori abbiano fatto un buon lavoro, aiutati anche dal fatto che buona parte dell’episodio si svolge all’interno di un laboratorio di medicina legale da tempo abbandonato.
Le cose si fanno calde fin dall’inizio quando Cam, al telefono con Arastoo in Iran, sente in diretta che l’uomo viene rapito; terrorizzata all’idea di cosa gli possa accadere, la donna decide di partire immediatamente per Teheran ed andare in soccorso ad Arastoo e Booth si offre di accompagnarla in questa impresa.
Appena arrivati a destinazione i due vengono a contatto con Majid Namazi, un membro del parlamento molto influente, che ha rapito Arastoo per obbligarlo ad aiutarlo a trovare prove dell’omicidio del figlio che era stato dismesso dalle autorità come morte accidentale, il tutto dietro la spada di Damocle di chiuderlo in prigione per aver minacciato la sicurezza nazionale scrivendo, appena diciottenne, una poesia che elogiava la democrazia.
Namazi, nonostante i tentativi, non riesce però a convincere Cam e Booth a tornare negli Stati Uniti ed i due, con mandato dell’uomo, finiscono per essere coinvolti nelle indagini con l’aiuto del lontano Jeffersonian e del resto del team (menzione d’onore per la stampante che riproduce le ossa della vittima, per dare a Brennan l’opportunità di osservarle da vicino). Con un tempo molto limitato ed ancora più limitate risorse, Booth, Cam ed Arastoo riescono comunque a risolvere il caso e quello che sembrava inizialmente il nemico da battere, il cattivo della situazione, Majid Namazi, si rivela invece tutt’altro, arrivando persino a scusarsi con loro, ringraziandoli per ciò che hanno fatto per suo figlio e rivelando così di essere non il corrotto uomo politico apparso all’inizio, ma un padre, convinto dell’innocenza del proprio figlio e deciso a fare di tutto per preservarne l’onore.
Booth, Cam e Arastoo tornano quindi a casa, senza dimenticare di salutare prima il fratello di lui, ormai fuori pericolo, grazie anche all’interessamento di Cam sul suo stato di salute. I tre parlano della possibilità di rivedersi, questa volta negli USA, e forse — chi lo sa — per celebrare un matrimonio.

L’episodio che si risolve quindi al meglio per Arastoo e Cam, ha invece risvolti molto tristi per la nostra coppia prediletta.
A Washington infatti, Brennan scopre nel peggiore dei modi il segreto di Booth quando un allibratore, a cui lui doveva 30 mila dollari, si presenta alla porta di casa loro, con Booth in Iran e, con quel mellifluo atteggiamento che solo un allibratore sa avere, rivela a Brennan che Booth ha ripreso a scommettere, che gli deve molti soldi, minacciandola velatamente di possibili ripercussioni se suo marito non onorerà il suo debito.
Inutile dire che Brennan è letteralmente scioccata dalla notizia, non solo Booth ha ripreso a giocare, cosa che, nonostante sia grave, Brennan avrebbe anche potuto accettare e perdonare, aiutandolo ovviamente a uscirne, ma gli ha anche mentito e questa, per Brennan, è la cosa peggiore, l’infrangersi di quel patto di fiducia che c’è sempre stato tra loro è qualcosa che per lei è imperdonabile e che sicuramente avrà pesanti ripercussioni sul loro matrimonio.
Qualcuno forse ricorderà che all’inizio della quinta stagione Booth, reduce dal suo coma, confessò a Cam di essere innamorato di Brennan, dicendole di non sapere bene come agire e che Camille gli rispose di buttarsi e seguire il suo cuore, facendogli però prima una seria raccomandazione: “sii certo dei tuoi sentimenti, perché se rompi quel guscio e poi cambi idea, morirà di solitudine prima di riuscire a fidarsi nuovamente di qualcuno.
Anche allora gli amici di Booth e Brennan sapevano che per la donna, considerato il suo passato, è sempre stato difficile fidarsi di qualcuno e si rendevano conto quanto facile potesse essere rompere quella corazza che si era costruita attorno e che Booth è riuscito ad eliminare, negli anni, con estrema pazienza, il fatto che quindi Brennan si sia abbandonata ai suoi sentimenti per Booth e abbia riposto in lui la sua più completa e totale fiducia, e che lui non l’abbia rispettata, è un problema veramente serio, perché una volta rotta la chiave che costituisce la base del loro rapporto, non sarà facile tornare indietro, per nessuno dei due.

In questa puntata più che mai ho sentito la mancanza di Sweets, forse perché lui sarebbe riuscito a prevenire il problema, forse perché sarebbe stato accanto a Brennan come davvero aveva bisogno, ma ho trovato comunque molto interessante la decisione di lei di rivolgersi ad Aubrey che, ancora una volta, dimostra quanto sia legato al resto del team, perché non solo farà del suo meglio per proteggere Brennan e Christine dall’allibratore che le ha approcciate, ma infrangerà la legge per consegnare il denaro dovuto da Booth all’uomo, senza rivelare nulla all’FBI e proteggendo, di fatto, la reputazione del suo collega.
Tornato a casa Booth viene messo alle corde da Brennan e, nonostante abbia portato con successo a termine centinaia di interrogatori, non si rende conto della situazione e sotto il fuoco di fila delle domande della moglie sceglie di mentire ancora, costringendo Brennan a chiedergli di andare via di casa per la sicurezza sua e di Christine. Un finale molto amaro, ma anche apre le porte agli ultimi tre episodi della serie che sicuramente affronteranno il tema con la maestria che solo Bones sa usare.

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