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25 Nov

Bones recensione dell’episodio 11×12 The Murder of the Meninist [spoiler]

Teresa Soldani
22 aprile 2016
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In un periodo storico televisivo in cui il “fattore wow” sembra aver preso il sopravvento su molte serie TV nell’occhio del ciclone per essersi sbarazzate di molti dei loro protagonisti o personaggi chiave – per la maggior parte donne – per questioni personali, di narrazione o di budget, Bones sembra essere un’isola felice. Con il suo cast originale ancora (quasi) al completo ed un rispetto nella cura dei personaggi e dei fan stessi da invidiare, lo show sta mostrando a molti showrunner e Studios, convinti ormai che interessare il pubblico equivalga sempre e comunque a scioccarlo, come una serie possa sopravvivere a 11 anni di messa in onda regalando ancora al pubblico trame emozionanti senza tradire la propria natura.Con un’ultima stagione di 13 episodi di fronte a sé da affrontare per congedarsi definitivamente dal palinsesto della FOX, Bones sta ultimamente dando il meglio di sé con una commovente trama dedicata ad uno dei suoi personaggi storici.

Jack Hodgins (TJ Thyne), in seguito ad un’esplosione avvenuta sulla scenda di un crimine, è ormai su una sedia a rotelle con scarse possibilità di tornare a camminare e dopo un primo tentativo di attaccarsi ad una vana speranza che le sue condizioni sarebbero cambiate, le notizie dategli dal medico alla fine dello scorso episodio hanno avuto per il lui il sapore di una sentenza, cambiando così completamente le carte in tavola e trasformando il suo ottimismo iniziale in una rabbia sorda e violenta e che lo fa scagliare contro tutte le persone che lo amano, soprattutto la moglie Angela (Michaela Conlin). The Murder of the Meninist è uno di quegli episodi ben scritti e meglio recitati, quasi dolorosi da guardare, ma dei quali non vorresti letteralmente cambiare nulla. In una strana inversione di ruoli, Booth e Brennan, che in 12 anni di serie hanno sempre rappresentato il fattore emotivo per il pubblico, mentre la coppia Angela/Hodgins era l’equilibrio, le cose sono ora completamente cambiate e Angela ed Hodgins stanno affrontando forse la più difficile crisi che la loro vita di coppia abbia mai avuto con un Hodgins che era  sempre stato  un elemento positivo per il pubblico, nonostante le sue folli teorie sulla cospirazione, trasformatosi in un personaggio pieno d’odio e, d’altronde, come biasimarlo?

No, provo molte cose: rabbia, furia, tagliente sarcasmo, anche se non so bene se quest’ultimo sia un sentimento o piuttosto un atteggiamento.

La vita di Hodgins è stata completamente rivoluzionata, lui ne è perfettamente cosciente, il modo in cui guarda il laboratorio dalla sua sedia a rotelle è un chiaro segno di quanto lui si renda conto di tutte le cose che faceva un tempo e che non potrà più fare. La rabbia è una normale reazione alla sua condizione ed il modo in cui si scaglia contro tutti viene infatti (per ora) tollerato. Ognuno a modo proprio cerca di comprendere il suo stato emotivo dandogli una ragione per reagire: Cam proponendogli esperimenti a cui lui si rifiuta di partecipare, Angela non rispondendo ai suoi atteggiamenti aggressivi e Fuentes essendo diretto con lui e dicendogli che si sta comportando molto male nei confronti della moglie. Tutti ci provano, ma nessuno sembra riuscire, per il momento, a scalfire questa corazza che l’uomo sembra essersi creato attorno, Hodgins gira per quel laboratorio vibrando letteralmente di rabbia e odia ogni atteggiamento di “pietà” che gli altri mostrano nei suoi confronti, ma anche in questo caso, come si fa a voler bene ad una persona e non provare pena per la sua situazione, senza che questo sentimento venga percepito appunto come una forma di pietà, piuttosto che di sincera preoccupazione?

E chi riuscirà a scalfire questa corazza che Hodgins si è creato attorno? Questa forse è la domanda più interessante. Spesso si dice che quando qualcuno che amiamo soffre così tanto, non sono le persone che gli sono più vicine quelle che davvero lo possono aiutare: questo assioma sarà valido anche per Hodgins? Ci sarà qualcuno che, ad un certo punto, non accetterà più il suo atteggiamento e risponderà per le rime mettendolo di fronte alla verità?
Personalmente mi piacerebbe molto che questo qualcuno fosse Booth per diverse ragioni, la prima delle quali è che il rapporto tra i due non è mai stato davvero sviluppato in tutte le sue potenzialità. Hodgins e Booth sono due persone molto diverse, eppure hanno anche molti aspetti in comune, come la loro onestà intellettuale ed il loro buon cuore. In più Booth è un veterano, sa bene quanto sia difficile affrontare un disturbo post traumatico da stress, perché lo ha visto fare a molti suoi commilitoni di ritorno dalla guerra ed, in una certa forma, ne è stato vittima lui stesso. E poi Booth è “il protettore” per eccellenza. Mi piacerebbe che reagisse, prima o poi, al modo in cui Hodgins sta trattando Angela e questo lo portasse ad avere un sincero scambio con lui. E inoltre forse i fan della serie ricorderanno un episodio della prima stagione “Il Reduce Sulla Tomba“, nel quale Booth e Brennan dovevano risolvere il caso sulla morte sospetta di un reduce. In quell’episodio compariva un amico, ex commilitone di Booth su una sedia a rotelle, Hank Lutrell, un personaggio che da allora non abbiamo più visto, ma che sembrava avere con lui un legame molto solido, chissà che non sia questa l’occasione perfetta per farlo tornare: voi cosa ne pensate?

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