Bones recensione dell’episodio 11×15 The Fight in the Fixer [spoiler]

Mentre le cose in casa Hodgins sembrano tornare lentamente alla normalità, Aubrey affronta una nuova sfida.

L’undicesima stagione di Bones continua, dal suo ritorno post-hiatus, a fare a meno di episodi filler ed anche in questo caso regala una puntata interessante che apre le porte ad una storyline che sicuramente vedremo svilupparsi nel prossimo futuro e che riguarda Aubrey ed il suo legame con il padre truffatore. Come avevamo appreso nella scorsa stagione, infatti, il padre dell’agente era fuggito dagli Stati Uniti per evitare una condanna dopo essere stato coinvolto in un fraudolento caso legato all’alta finanza, mondo di cui faceva l’uomo faceva parte. Grazie alla curiosità di Karen (ditemi che non sono l’unica a sentire la nostalgia di Sweets ogni volta che la sentite parlare di profiling e psicologia?), scopriamo infatti che l’uomo è tornato nel suo paese natale dalla sua lunga e forzata “vacanza” in Croazia e che sta facendo seguire il figlio, indagando sulla sua vita. Quali siano le sue intenzioni non ci è dato di saperlo, ma ancora una volta, accogliamo con piacere la continuity di una trama come questa. Sicuramente sapere di più sul padre di Aubrey ci aiuterà a comprendere ancora meglio questo personaggio.

Nonostante il caso in sé non sia particolarmente brillante, anche se sicuramente risulta più interessante di quello della scorsa settimana, come spesso accade con Bones, i B-plot, cioè le trame secondarie, sono più che sufficienti a rendere completa la puntata. Karen invita Aubrey per un appuntamento e dopo la reazione decisamente impacciata di lui, che si trova a rispondere di sì pur non volendo accettare perché la donna gli ha chiesto di uscire di fronte e Booth, Aubrey finisce per darle il ben servito. Come sappiamo la sua storia con Jessica va a gonfie vele e l’uomo non sembra desiderare la compagnia di altre donne. Karen non prende male la notizia, sarebbe meglio dire che la accetta molto sportivamente, d’altronde, come scopriremo alla fine della puntata, il suo tempo a Washington D.C. è ormai finito e la profiler è in procinto di essere trasferita in un’altra città, informazione di cui, apparentemente, né Aubrey, né immaginiamo Booth, erano a conoscenza.

Sul fronte Hodgins/Angela le cose, dopo il giro di boa della scorsa settimana, sembrano andare molto meglio, ma nonostante l’umore e soprattutto l’atteggiamento del “re del laboratorio” siano decisamente migliorati, non è tutto oro quello che luccica… o sarebbe più appropriato dire non sono tutti brillanti quelli che luccicano. Hodgins infatti cerca il perdono della moglie per il suo comportamento regalandole una bellissima parure di diamanti composta da un bracciale e da una collana, ma nonostante Angela comprenda e apprezzi il gesto del marito, le cose tra loro non sembrano ancora essere tornate esattamente come erano. I due, come Angela infatti confesserà a Cam, non hanno ancora avuto rapporti intimi dal giorno del tragico incidente di Hodgins anche se il marito sarebbe teoricamente in grado di averne. E’ decisamente apprezzabile che gli autori non ci abbiano restituito dal giorno alla notte il solito Hodgins, la strada che l’uomo deve percorrere per tornare quello di sempre è ancora lunga, come dimostra il suo ingenuo tentativo di “comprare” il perdono della moglie, ma Angela, essendo la donna che è, non è interessata ai gioielli o a regali costosi, quello che vuole è riavere indietro il suo Hodgins. Proprio alla fine dell’episodio, infatti, scopriremo come riuscirà in parte nel suo intento stringendo un patto con lui. accetterà il suo prezioso regalo solo se lui tornerà a fare vita sociale in sua compagnia e Hodgins finisce per accettare, motivo per cui una delle scene finali vedrà la coppia, insieme a Aubrey e Cam, festeggiare la risoluzione del caso nel loro abituale locale.

Sul fronte Booth e Brennan le cose vanno a gonfie vele, il modo in cui, al momento, è scritta la coppia è sia divertente che tenero. I due sono sempre più solidi, sia amano come non mai e adorano la figlia. La trama legata alla possibilità che Christine abbia falsificato la sua prima pagella è stata molto tenera e divertente, come adorabile è la reazione di entrambi alla possibilità che la loro primogenita sia davvero arrivata a tanto, entrambi lo escludono categoricamente e Brennan ne è così convinta da fare (e perdere, ma non proprio) una scommessa con il dottor Wells per difendere l’onore della figlia.
L’unica osservazione possibile circa l’accaduto resta però una: con tutti i geni che popolano il Jeffersonian, c’era davvero bisogno di scomodare Hodgins e le sue dettagliate analisi sull’inchiostro incriminato?
Non bastava che qualcuno chiamasse al telefono la maestra di Christine per chiedere informazioni sulla pagella?
Meno male che esiste Booth!