Castle: recensione dell’episodio 8×01 “XY” [spoiler]

La prima parte della premiere in due episodi di Castle 8, supera le aspettative e entusiasma il pubblico

Bisogna ammetterlo, l’ottava stagione di Castle è iniziata davvero con il botto, “XY” il primo dei due episodi in cui è divisa questa premiere era stato descritto come intenso ed appassionante e non ha certamente deluso.
L’episodio inizia con un’atmosfera leggera e festosa in cui, in pochi minuti, viene chiarito come Beckett abbia rifiutato l’offerta di candidarsi al Senato e sia invece diventata il nuovo capitano del distretto, dopo che Gates è stata a sua volta promossa; Castle, da inguaribile romantico quale è, si presenta di fronte alla moglie con una torta ed il bellissimo dono di un bracciale di diamanti con la scritta “always” (sempre), incisa all’interno. Persino il fatto che la sua donna sia ormai a capo del distretto e che lui preferisca continuare la sua attività di investigatore privato e non lavorare quindi al suo fianco sembra non incrinare in alcun modo l’apparente armonia della coppia, fino a quando non arriva una telefonata di cui Beckett si libera rapidamente dicendo a Castle che era solo pubblicità telefonica…

Da lì tutto precipita e lo fa nel migliore dei modi.
Richard viene infatti raggiunto da una telefonata dal distretto che interrompe un’acceso scambio con Alexis, la quale, a quanto pare, all’insaputa del padre, ha preso in mano l’agenzia di investigazioni risolvendo ben cinque casi senza di lui… non chiediamoci come sia stato possibile, considerato che non possiede una licenza o anche solo l’esperienza sufficiente a farlo, ma sorvoliamo sul particolare e concentriamoci invece sul fatto che Castle viene avvisato del fatto che Beckett non si è presentata in ufficio e che, sulla scena di un nuovo crimine sulla quale viene invitato da Ryan ed Esposito, trova proprio il braccialetto che aveva regalato alla moglie quella mattina immerso in una pozza del suo stesso sangue.
Inutile dire che Castle si mette immediatamente alla ricerca di Kate, incontrando sul suo cammino Hayley Shipton, il tanto atteso nuovo personaggio che viene introdotto nella serie in questo episodio, una ex poliziotta inglese, adesso investigatrice privata, che sta incrocia il cammino di Castle e Beckett seguendo le tracce di un’indagine che la portano a cercare i responsabili del furto di alcuni numeri della Previdenza Sociale, usati per forgiare falsi documenti. Proprio quando Castle, in cerca della moglie, si convince sempre di più che la sua sparizione sia legata ad una personale vendetta di Bracken contro di lei, sarà proprio l’uomo, che Richard va a trovare in prigione a fare una delle affermazioni più interessanti dell’episodio. Bracken infatti mette una fastidiosa pulce nell’orecchio di Castle, quando, pur negando di avere a che fare con la sua sparizione, chiede all’uomo quanto davvero conosca sua moglie. Una donna che per 16 anni è stata guidata dall’ossessione di trovare l’assassino della propria madre non riuscirà mai a liberarsi da quel genere di irresistibile forza motrice, ma sposterà semplicemente la sua fissazione su un altro obiettivo e poi un altro e un altro ancora, ma sicuramente non si accontenterà mai di essere semplicemente la “Signora Castle.” L’affermazione, piuttosto realistica, colpisce evidentemente un nervo scoperto in Castle, non tanto perché la sua fiducia nella moglie venga a mancare, sebbene, in alcuni momenti vacilli, ma piuttosto perché sa, nel profondo, che l’affermazione di Bracken nasconde una buona parte di verità. Richard Castle conosce abbastanza la moglie da sapere che la donna nasconde una parte di sé indomita e non paga che la spingerà sempre a cercare un nuovo pericoloso obiettivo da perseguire. Che questa semplice frase avrà delle ripercussioni sulla coppia e nasconda più di quello che uno immagini? Ai posteri l’ardua sentenza.

In quanto al nuovo obiettivo perseguito da Beckett, grazie ad Alexis e alle indagini del 12° distretto, sembra – questa volta avere un nome ed un cognome – quello di un uomo che si accompagna con la donna in fuga: Vikram Singh. L’uomo aveva incrociato il cammino di Beckett quando aveva lavorato per la CIA a Washington ed era un analista che lavorava nell’ufficio del Procuratore Distrettuale. Ora, non solo quindi la donna sembra essere in fuga da qualcuno che sta dando la caccia a lei e a Singh, ma tutti i colleghi con cui Kate aveva lavorato, si viene a scoprire, sono morti di recente in una serie di “incidenti” che hanno molto di sospetto.
La prima parte di questo episodio si conclude con Becket e Singh nascosti in un edificio abbandonato e le persone che stanno dando loro la caccia, pronti ad assaltarlo.

L’origine di questa nuova cospirazione sembra davvero molto, molto più complessa di quello che Castle non si aspettasse e non resta che aspettare la seconda parte dell’episodio.
Se proprio tuttavia, devo esprimere una perplessità o forse piuttosto un timore, non riguarda assolutamente questa premiere, che certamente è intrigante e avvincente, quanto piuttosto la possibile spiegazione finale. Conoscendo la serie, purtroppo, è capitato che una storyline molto intensa scemasse proprio con la spiegazione finale, finendo un po’ per appannare e rovinare l’effetto finale, che poi è ciò che più rimane agli spettatori. Chissà però che i nuovi showrunner non abbiano invertito questa tendenza e non riescano a tenere rispondere alle alte aspettative per il secondo episodio di questa ottava stagione. Dita incrociate quindi e in alto il morale, perché sicuramente la curiosità ha superato il livello di guardia.

Vota il nostro sondaggio se sei un vero appassionato!