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21 Nov

The Flash: recensione dell’episodio 1×04 ‘Going Rogue’ [SPOILER]

Teresa Soldani
ottobre 29, 2014

E’ un episodio particolare il quarto della prima stagione di The Flash. Nonostante la struttura del “cattivo della settimana” non cambi, il mini crossover con Arrow ha contribuito a movimentare non poco la più veloce ora di TV della CW.
Felicity Smoak arriva infatti a Central City per sincerarsi personalmente dello stato di salute del suo amico Barry Allen dopo il risveglio dal coma di cui, nonostante il suo rapporto con il giovane, non era stata avvisata. Ma, conoscendo i due personaggi, è facile capire perché questo non sia motivo di attrito, Felicity rivela infatti a Barry di aver sentito, attraverso la radio, la conversazione che lui ha avuto [nel pilot di The Flash] con Arrow/Oliver riguardo i suoi nuovi poteri e capisce perfettamente come gli sconvolgimenti nella vita del giovane lo abbiano portato a non avvisarla di quanto gli era accaduto.
La ragazza non si è quindi recata a Central City per fare ramanzine di alcun genere a Barry o chiedere spiegazioni sul suo silenzio, perché lei, più di ogni altro, sa quante difficoltà, una persona che veste i panni del supereroe, debba affrontare.

L’inserimento di questo personaggio ha quindi un peso significativo per diverse ragioni: Barry affronta per la prima volta, da che ha acquisito i suoi poteri, qualcuno che potrebbe veramente ucciderlo, non un meta-umano, come si potrebbe pensare, ma un ex poliziotto privo di scrupoli venuto in possesso di un’arma capace di rallentare The Flash ed eventualmente porre fine ai suoi giorni. Per rendere le cose persino più complicate, la mano che ha armato Captain Cold (Wentworth Miller) è addirittura quella di Cisco, fidato braccio destro di Barry. Il giovane, così egli stesso rivelerà al suo amico, aveva creato l’arma ancora prima di sapere come Barry avrebbe usato i poteri, se a fin di bene o per fare del male, preparando così una difesa nel caso in cui Barry si fosse rivelato un folle come quelli che la squadra ha già avuto modo di incontrare ed affrontare.
Barry, come è comprensibile, non accoglie molto bene la notizia: l’idea di star rischiando la vita per mano di qualcuno che considera un amico non è un boccone facile da ingoiare nemmeno per un supereroe, ma ecco che a calmare le acque interviene proprio la guest star dell’episodio.

Felicity e Barry

Felicity spiega infatti a Barry che il rapporto di fiducia ed il legame che si crea tra i membri di un gruppo come il loro, o quello del team Arrow, non è qualcosa che nasce dal giorno alla notte: “credimi, ci è voluto molto di più che guardare Oliver esercitarsi sulla scala verticale per avere fiducia in lui. Ho visto con i miei occhi cosa questa vita può fare alle persone, è un cammino solitario. Non renderlo ancora più isolato“. E proprio da questa frase nasce forse l’unico difetto che si può riscontrare in questo episodio. Ciò che accade, e la forma in cui accade, è assolutamente comprensibile da qualsiasi spettatore, ma solo chi segue anche la serie Arrow comprende davvero il peso delle parole di Felicity, non solo per Barry, ma anche per sé stessa. La giovane ha infatti qualcosa da dire anche al team di The Flash e, quando il Barry decide di chiudere il microfono poco prima di affrontare Captain Cold per l’ultima volta, escludendo così il suo team dallo scontro finale, Felicity spiega a Cisco come non debba sempre dare per scontato quello che lui gli dirà, ma che deve coprigli le spalle, sempre, anche quando sembra che lui non lo voglia.

Anche in questo caso il saggio consiglio di Felicity può essere goduto e compreso in maniera diversa da chi segue solo The Flash e chi guarda invece Arrow: è come se questo episodio fosse stato concepito per due tipi di pubblico completamente diversi, in cui il secondo ha però il privilegio di capire davvero cosa stia passando Felicity e perché si sia recata a trovare Barry Allen. Nonostante infatti sia il personaggio frizzante di sempre e colpisca positivamente anche Iris, che cercherà in tutti i modi di buttarla nelle braccia di Barry, Felicity non reca con sé solo allegria, saggi consigli e le sua capacità informatiche a Central City, ma anche un po’ di sottile, velata malinconia. In Barry cerca un amico da cui rifugiarsi e la cosa è piuttosto chiara nella scena finale sul treno. C’è una certa ironia nel fatto che due persone, apparentemente perfette l’una per l’altra, siano invece attratte da qualcuno che è il loro opposto: Barry e Felicity potrebbero essere la coppia ideale, eppure amano qualcun altro. E fa un po’ tristezza sentire Felicity ripetere le parole di Barry della seconda stagione, quando le rivelò di avere una certa esperienza nel provare dei sentimenti per qualcuno che non lo ricambia, soprattutto sapendo che la posizione della giovane è persino più scomoda, perché Oliver la ricambia, ma ha deciso di non poter stare con lei.

Anche Barry vive lo stesso tormento nei confronti di Iris, sempre più innamorata del suo bel poliziotto. Personalmente però credo che gli autori debbano ancora lavorare molto sulla figlia del detective West, al momento non ha molto spessore e soprattutto non sembra minimamente attratta da Barry, come se un rapporto amoroso tra i due non fosse proprio da prendere in considerazione. Se proprio si deve fare un paragone tra la storia di Oliver e quella di Felicity e tra Barry ed Iris – e la puntata chiama a fare esattamente questo – mentre tra i primi due c’è sempre stata una sottile tensione sessuale, una sorta di elastico che non faceva che tendersi sempre di più, Iris e Barry sembrano avere un rapporto troppo sbilanciato, in cui – di fatto – è Barry a struggersi per qualcosa che non esiste. E’ evidente che Iris gli voglia bene e che si fidi di lui, ma tra i due non c’è la stessa chimica e la stessa tensione che c’è sempre stata tra Oliver e Felicity, il che – credo – sia un problema che prima o poi dovrà essere affrontato nella serie, forse con l’introduzione di un personaggio femminile che agiti un po’ le acque tra loro.
Davvero un bell’episodio in conclusione, che ha fatto fare un passo avanti, dal punto di vista dell’introspezione dei personaggi, a tutti gli attori in gioco, dimostrando come Emily Bett Rickards abbia comunque l’indiscutibile talento di essere un valore aggiunto in ogni situazione in cui viene inserita.
Ma non temete, il messaggio è chiaro anche in questo episodio, Felicity appartiene ad Arrow, in ogni accezione possibile del termine.

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